Il corpo umano si adatta agli stimoli esterni (temperatura, pressione, umidità ecc.) e alle relative variazioni, attraverso vari meccanismi.

GLI SCAMBI CON L’AMBIENTE

Ogni individuo è ricoperto da uno strato esterno che lo isola e lo protegge dall’esterno, ma l’isolamento non è completo. Infatti, scambia continuamente energia e sostanze chimiche con l’esterno attraverso processi complessi: bere/ mangiare, inspirare/ espirare, irradiare calore, sudare, urinare /defecare.

Questi scambi coinvolgono alcuni sistemi: il sistema respiratorio, digerente, escretore e cardiovascolare che in base alle situazioni si adattano: per esempio il cuore aumenta il battito o lo diminuisce, i vasi sanguigni si dilatano, la temperatura corporea sale.

L’OMEOSTASI

Nonostante le fluttuazioni dell’esterno, il corpo umano tende a mantenere relativamente costante le condizioni interne. Questo processo è chiamato omeostasi (che vuol dire uguale stabilità). Quando le temperature esterne mutano drasticamente, (aumentando o diminuendo consistentemente) si attivano meccanismi di autoregolazione interna che permettono di mantenere l’equilibrio interno. Sempre nei limiti possibili tollerabili, per esempio quando la temperatura esterna aumenta in maniera radicale, il corpo riesce attraverso la termoregolazione a mantenere costante la temperatura interna( Fig.33.01)

Il Feedback NEGATIVO

Il processo più comune di regolazione omeostatica è il feedback negativo, una forma di regolazione, in cui uno stimolo esterno determina una risposta opposta allo stimolo stesso.

Quando la temperatura corporea sale sul valore soglia (37 gradi circa), per stimoli esterni o per attività fisica intensa, i vasi sanguigni si dilatano e il corpo suda. Invece quando la temperatura corporea scende sotto il valore soglia, per situazioni contingenti esterne, il corpo risponde con l’aumento del tasso metabolico, con i vasi sanguigni che si restringono, con l’insorgere dei brividi( 33.02).

IL Feedback POSITIVO

Nel feedback positivo uno stimolo esterno determina una risposta che aumenta lo stimolo stesso. Molto meno comune di quello negativo, quello positivo controlla alcuni processi importanti come l’induzione del parto, dopo la gravidanza, quando intervengono ormoni che inducono ulteriori contrazioni dell’utero

( Fig.33.03)