Cardiologia, Cardiochirurgia, Chirurgia Vascolare – Sim. 003 – Test Ammissione

Simulazione

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1 di 50 Domande

Scenario LO3H: Il paziente presenterà probabilmente:

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La risposta corretta è la A.
In base all’elettrocardiogramma, il paziente del caso clinico presenta probabilmente una occlusione della discendente anteriore, che ha determinato un infarto della parete anteriore del miocardio. In particolare, la discendente anteriore, ramo dell’arteria coronaria sinistra, vascolarizza la faccia anteriore ventricolare e il setto interventricolare cardiaco.
 
Rif. 5dpqgm8a

2 di 50 Domande

In un paziente con infarto miocardico acuto in sede infero-posteriore, edema polmonare e soffio sistolico mitralico di nuova comparsa, la causa dell’insufficienza valvolare, insorta acutamente, va ricercata nella:

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La risposta corretta è la E.
In un paziente con infarto miocardico acuto in sede infero-posteriore, edema polmonare e soffio sistolico mitralico di nuova comparsa, la causa dell’insufficienza valvolare, insorta acutamente, va ricercata nella disfunzione del muscolo papillare, che ha determinato insufficienza valvolare mitralica severa.
Rif. voa8ftb2

3 di 50 Domande

Scenario RR12Y: Per descrivere le malattie cardiovascolari si utilizzano i seguenti indicatori: prevalenza; mortalità; letalità; incidenza; tasso di attacco (attack rate). Quale delle seguenti frazioni indica la letalità per malattie cardiovascolari?

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La risposta corretta è la D.
Per il caso clinico, la frazione che indica la letalità per le malattie cardiovascolari è c/(a + c), dove:
- c indica i morti con malattie cardiovascolari;
- a indica i vivi con malattie cardiovascolari.

Rif. 500dboLswKu1

4 di 50 Domande

Scenario RR12Y: Per descrivere le malattie cardiovascolari si utilizzano i seguenti indicatori: prevalenza; mortalità; letalità; incidenza; tasso di attacco (attack rate). La mortalità fornisce una buona approssimazione dell'incidenza quando:

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La risposta corretta è la D.
La mortalità fornisce una buona approssimazione dell’incidenza quando la malattia ha letalità prossima al 100%. Nello specifico, l'incidenza rappresenta la proporzione di individui che vengono colpiti dalla malattia in un determinato periodo di tempo.

Rif. 501dbY4xDtw4

5 di 50 Domande

Scenario RR12Y: Per descrivere le malattie cardiovascolari si utilizzano i seguenti indicatori: prevalenza; mortalità; letalità; incidenza; tasso di attacco (attack rate). Come si calcola un tasso annuo di incidenza quando il numero dei nuovi casi nell'anno è 275, il numero degli esposti al rischio all'inizio dell'anno è 24.000, e il numero di soggetti persi all'osservazione durante l'anno è 960?

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La risposta corretta è la C.
L'incidenza, la proporzione di individui che vengono colpiti dalla malattia in un determinato periodo di tempo, si calcola utilizzando la seguente formula:
- incidenza = (numero casi di malattia o eventi durante un periodo di tempo) / persone a rischio all’inizio del periodo.
Nello specifico, il caso clinico riguarda il tasso annuo di incidenza in una popolazione dinamica, intesa come una popolazione la cui composizione cambia acquisendo o perdendo componenti nel tempo. In particolare, nelle popolazioni dinamiche le incidenze cumulative non possono essere calcolate sia perché i casi non sono generati solo dalle persone presenti all’inizio del periodo sia perché sfuggono alcuni casi generati da persone presenti all’inizio ma non durante lo studio (turn-over di una popolazione dinamica). Se vogliamo misurare l’incidenza dei nuovi casi nella stessa comunità, avendo osservato 275 casi durante l’anno, dovremmo togliere i casi, mano a mano che si verificano, dal denominatore popolazione a rischio, dato che l’insorgenza della patologia conferisce l’immunità. Assumendo ancora che i casi siano distribuiti in modo uniforme lungo l’anno, il denominatore del tasso di incidenza è 24.000-(275+960)/2, cioè (24.000 – 1235/2); il tasso è quindi 275/(24.000 – 1235/2).

Rif. 502dbDb9Ubyl

6 di 50 Domande

Tra le seguenti, quale rappresenta la cardiopatia congenita di più frequente riscontro epidemiologico:

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La risposta corretta è la A.
La cardiopatia congenita di più frequente riscontro epidemiologico è il difetto inter- ventricolare. Per quanto riguarda le frequenze relative abbiamo:
- 25% difetto interventricolare;
- 8% difetto interatriale;
- 7% pervietà del dotto arterioso;
- 7% stenosi polmonare;
- 6% coartazione aortica;
- 6% tetralogia di Fallot;
- 5% stenosi aortica;
- 4,5% canale atrioventricolare completo;
- 4,5% trasposizione dei grossi vasi;
- 3% cuore sinistro ipoplasico;
- 1,5% tronco arterioso, cuore uni-ventricolare;
Rif. bcnpfbzq

7 di 50 Domande

Un uomo di 64 anni si reca in ospedale per sottoporsi al regolare checkup medico annuale. Anamnesi patologica prossima: non riferisce alcun disturbo. Anamnesi patologica remota: cinque anni prima al paziente è stata diagnosticata un’onda Q di necrosi cardiaca, indice di infarto miocardico anteriore. Esami strumentali: si sottopone fra i tanti controlli anche ad un RX del torace. Quale è la diagnosi?

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La risposta corretta e' la D
La diagnosi più probabile è che il paziente abbia sviluppato un aneurisma ventricolare come conseguenza dell’infarto miocardico pregresso. In particolare, l’aneurisma costituisce una zona della parete ventricolare che non solo rimane acinetica, ma diviene discinetica, cioè si estroflette durante la sistole. Le zone maggiormente interessate sono la punta e la parete anteriore del ventricolo sinistro. Le conseguenze di un aneurisma ventricolare comprendono:
- La compromissione della regolare dinamica cardiaca
- Le aritmie ventricolari
- La formazione di trombi murali.
All’ECG è comune la persistenza di un sopraslivellamento del tratto ST nella sede della necrosi. La radiografia del torace può evidenziare un’alterazione del contorno del margine ventricolare, come possiamo notare nella RX del caso proposto. Infine, è l’ecocardiografia che consente facilmente la conferma della diagnosi
Rif. tps4mpvq

8 di 50 Domande

Il soffio di Austin Flint è:

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La risposta corretta è la B.
​​​​​​​Il soffio di Austin Flint è un soffio meso-telediastolico apicale, apprezzabile in alcuni casi nell’insufficienza aortica, udibile all'apice del cuore. Deve il suo nome al medico statunitense Austin Flint, autore dell'omonima legge (legge di Flint), che riguarda l'associazione inversa tra il fremito vocale tattile e percussione toracica nella consolidazione polmonare.
Rif. 1218dbJk3l6LG

9 di 50 Domande

Il tronco polmonare alla sua origine dal ventricolo destro è situato:

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La risposta corretta è la A.
​​​​​​​Il tronco polmonare origina dal ventricolo destro, anteriormente all’aorta ascendente. Nello specifico, l'arteria polmonare si porta verso l'alto a sinistra nel sacco pericardico per circa 5 cm (porzione intrapericardica), ponendosi alla sinistra dell’aorta. Infine, fuoriesce dal pericardio (porzione extra-pericardica) e si divide nelle sue diramazioni: arteria polmonare destra e sinistra.
Rif. 1227dbrqlxxCh

10 di 50 Domande

Scenario AE019: Durante una guardia medica un paziente esegue un ECG. Com’è la conduzione atrio-ventricolare in questo ECG?

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La risposta corretta è la A.
In base all’elettrocardiogramma del caso clinico, la conduzione atrio-ventricolare del paziente è assolutamente nella norma, visto che il PR è inferiore ai 200 msec.
Rif. af4nttr9

11 di 50 Domande

Scenario EE1G: Un paziente di 80 anni, con anamnesi di ipertensione arteriosa sistemica e diabete mellito, si reca al Pronto Soccorso riferendo episodio di afasia motoria e deviazione della rima labiale insorto improvvisamente, e spontaneamente regredito in un'ora. Le indagini diagnostiche mostrano una stenosi carotidea omolaterale all'evento ischemico del 70% causata da placca fibro-calcifica ulcerata. Il corretto atteggiamento terapeutico è:

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La risposta corretta è la D.
Per il paziente del caso clinico di 80 anni, con ipertensione arteriosa sistemica, diabete mellito, afasia motoria e deviazione della rima labiale insorta improvvisamente (e spontaneamente regredito in un’ora) con stenosi carotidea omolaterale all’evento ischemico del 70% causata da placca fibro-calcifica ulcerata, il corretto atteggiamento terapeutico è rappresentato da intervento chirurgico tradizionale/endovascolare. Infatti, secondo le attuali raccomandazioni, la trombo-endoarteriectomia carotidea è raccomandata principalmente nei seguenti casi:
1) stenosi sintomatica uguale o maggiore del 70% (equivalente a metodo NASCET), se il rischio di morte peri-operatorio fino a 1 mese dall’intervento e ogni tipo di ictus è inferiore a 6%;
2) stenosi sintomatica compresa fra il 50% ed il 69%, se il rischio di morte peri-operatorio fino a 1 mese dall’intervento e ogni tipo di ictus è inferiore a 6%, con almeno una delle seguenti condizioni:
- ischemia recente (< 2 mesi dal sintomo);
- sintomo cerebrale e non oculare;
- placca ulcerata-vulnerabile;
- sesso maschile;
- assenza di diabete.
In caso di stenosi carotidea sintomatica con indicazione a endoarteriectomia, il gruppo ISO-SPREAD ritiene opportuno eseguire la procedura chirurgica entro la prima settimana dall’evento ischemico indice. Invece, non è raccomandata nella stenosi sintomatica inferiore al 50% (equivalente a metodo NASCET), oppure in caso di occlusione cronica o di near occlusion della carotide interna.

Rif. 1713dbw8tDal0

12 di 50 Domande

Scenario WA2J: Paziente di 57 anni iperteso, obeso, dislipidemico con familiarità positiva per malattie cardiovascolari, esegue Ecocolor doppler dell'aorta addominale di screening che rileva la presenza di un aneurisma dell'aorta addominale con diametro trasverso massimo di 5 cm. Per "aneurisma" si intende:

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La risposta corretta è la C.
Si definisce aneurisma una dilatazione permanente e irreversibile di un’arteria con perdita del parallelismo delle pareti e diametro trasverso che superi di almeno il 50% quello dell’arteria normale. Tale dilatazione può essere sacciforme o fusiforme.
Rif. 1714dbKuiWtYu

13 di 50 Domande

Scenario WA2J: Paziente di 57 anni iperteso, obeso, dislipidemico con familiarità positiva per malattie cardiovascolari, esegue Ecocolor doppler dell'aorta addominale di screening che rileva la presenza di un aneurisma dell'aorta addominale con diametro trasverso massimo di 5 cm. Il paziente esegue indagini che dimostrano la presenza di un aneurisma dell'aorta addominale che origina a meno di 1 cm dall'emergenza delle arterie renali. Si tratta quindi di un aneurisma:

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La risposta corretta è la D.
Il paziente del caso clinico esegue indagini che dimostrano la presenza di un aneurisma dell’aorta addominale, che origina a meno di 1 cm dall’emergenza delle arterie renali: tale aneurisma viene definito aneurisma dell’aorta addominale juxta-renale. Infatti, in base alla loro localizzazione rispetto alle arterie renali, gli aneurismi toraco-addominali vengono classificati in soprarenali, pararenali, sotto-renali e iuxta-renali.

Rif. 1715dbRxv8x01

14 di 50 Domande

Scenario TA1R: Si presenta un uomo di 66 anni iperteso, con edemi declivi e dispnea ingravescente. Quale di questi NON rientra tra i meccanismi fisiopatologici che si verificano in corso di insufficienza cardiaca?

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La risposta corretta è la C.
In corso di scompenso cardiaco il sistema renina-angiotensina-aldosterone viene attivato da due meccanismi: l’aumento del BNP e la ridotta pressione arteriosa presente. Infine, anche l’attivazione adrenergica, lo stress ossidativo, il rimodellamento cardiaco sono meccanismi patogenetici che si verificano in corso di insufficienza cardiaca (risposte A, B, D ed E errate).


Rif. 2zc99mtu

15 di 50 Domande

Si presenta in ambulatorio un paziente di mezza età per eseguire un ECG di controllo. Il paziente dal punto di vista clinico non ha manifestato nessun sintomo nei giorni precedenti. Cosa mostra il seguente ECG?

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La risposta corretta è la D.
L’ECG refertato dal cardiologo mostra ritmo sinusale con F.C. di 80 bpm, normale conduzione AV, scarsa progressione della R in precordiali, emi-blocco anteriore sinistro e anomalie aspecifiche del recupero.
Rif. CasiCliniciCommentati2683

16 di 50 Domande

Una donna di 70 anni, affetta da arteriopatia cronica obliterante degli arti inferiori, giunge in ambulatorio per dolore a riposo da circa 3 settimane scarsamente responsivo agli antidolorifici. Non presenta lesioni trofiche. A quale stadio, secondo la classificazione di Leriche Fontaine, sono riconducibili i sintomi della paziente? ​​​​​​​

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La risposta corretta è la D.
Secondo la classificazione di Leriche-Fontaine, la paziente del caso clinico può essere assegnata allo stadio III, in quanto soffre di dolore a riposo agli arti inferiori scarsamente responsivo agli antidolorifici. In particolare, la classificazione di Leriche-Fontaine, utilizzata per la stadiazione dell’arteriopatia obliterante cronica degli arti inferiori, individuando 4 stadi, con i relativi criteri:
​​​​​​​


Rif. CasiCliniciCommentati2684

17 di 50 Domande

Qual e' il trattamento farmacologico di prima linea nello scompenso cardiaco cronico con ridotta frazione di eiezione?

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La risposta corretta è la B.
Nello scompenso cardiaco cronico con ridotta frazione di eiezione (< 40%) e sintomatico, il trattamento di prima linea comprende l’associazione tra l’ACE inibitore e il beta bloccante. Infatti, gli ACE inibitori vengono utilizzati dato che riducono i livelli di angiotensina II, la vasocostrizione e la secrezione di aldosterone. Invece, i beta bloccanti migliorano la funzionalità ventricolare; entrambi diminuiscono l’ospedalizzazione e la mortalità.
Rif. e32lbqlb

18 di 50 Domande

Un giovane presenta cefalea persistente e pressione arteriosa pari a 170/105 mmHg. Gli esami ematochimici evidenziano lieve ipokaliemia e valori aumentati di renina, e aldosterone in ortostatismo, con normali indici di funzionalità renale. Quale può essere la diagnosi più probabile?

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La risposta corretta è la C.
Per il paziente del caso clinico, dati i valori pressori, l’ipokaliemia, l’aumento di renina, l’iper-aldosteronismo e la giovane età, la diagnosi più probabile è l’ipertensione arteriosa secondaria a stenosi dell’arteria renale. Infatti, la stenosi dell’arteria renale determinando una diminuzione del flusso attraverso la arteria renale, induce l’apparato iuxtaglomerulare ad una maggiore produzione di renina, che provoca l’attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, con la susseguente ipertensione e ipokaliemia.
Rif. h6dbcp32

19 di 50 Domande

L'elettrocardiogramma mostra sotto-slivellamento del tratto ST nelle derivazioni da V3 a V6. Con quale delle seguenti ipotesi diagnostiche è compatibile?

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La risposta corretta è la B.
L’elettrocardiogramma del caso clinico mostra sotto-slivellamento del tratto ST nelle derivazioni da V3 a V6, compatibilmente con la diagnosi di NSTEMI antero-laterale (Not ST-Elevated Myocardial Infarction). L’infarto miocardico si caratterizza per la presenza di necrosi cellulare, dovuta ad un’ischemia acuta. Possiamo distinguere due tipi di infarto:
- miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST (NSTEMI);
- miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI).
Rif. sa5cgnn2

20 di 50 Domande

Nella prevenzione primaria dell' ICTUS secondo le linee guida italiane SPREAD, quale delle seguenti affermazioni è falsa?

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La risposta corretta è la D.
Secondo le linee guida italiane SPREAD, nella prevenzione primaria dell’ICTUS non è prevista la raccomandazione di mantenere l’indice di massa corporea superiore a 30, prestando una specifica attenzione all’accumulo di grasso viscerale. Invece, è raccomandato il consumo regolare di frutta secca a guscio (20-30 g/die) (risposta A errata), seguire una dieta a ridotto carico glicemico (risposta B errata), l’uso dell’olio extravergine d’oliva come principale condimento per l’effetto protettivo legato soprattutto al contenuto di polifenoli (risposta C errata) e l’impiego dei farmaci antipertensivi nei pazienti anziani con ipertensione sistolica isolata (risposta E errata). ​​​​​​​


Rif. eh9cto56

21 di 50 Domande

Qual e' il parametro che NON devi valutare per porre diagnosi di sindrome metabolica?

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La risposta corretta è la C.
Per porre diagnosi di sindrome metabolica non bisogna valutare la creatinina sierica. Infatti, la sindrome metabolica si caratterizza per la presenza di 3 o più dei seguenti criteri:
- obesità addominale (circonferenza vita: uomini >102 cm, donne >88 cm);
- ipertrigliceridemia (>150 mg/dl);
- basso colesterolo HDL (uomini <40 mg/dl, donne <50 mg/dl);
- ipertensione arteriosa (>130/85 mmHg);
- iperglicemia (a digiuno >110 mg/dl);
Fonte: criteri diagnostici (NCEP-ATP III, JAMA 285:2486-2497, 2001).


Rif. dflg89um

22 di 50 Domande

Quale delle seguenti NON e' una possibile causa di ipertensione arteriosa secondaria?

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La risposta corretta è la A.
L’attività fisica intensa non rappresenta una causa di ipertensione secondaria, ma al contrario riduce la pressione arteriosa. Invece, l’iperaldosteronismo provoca un aumento della ritenzione di Na+ e un innalzamento dei valori pressori (risposta B errata). Così, la stenosi dell’arteria renale provoca un’iper-attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, con conseguente aumento dei valori pressori (risposta D errata). Infine, l’utilizzo di cocaina provoca vasocostrizione periferica e conseguente aumento della pressione arteriosa (risposta E errata).
Rif. b37ea11t

23 di 50 Domande

Quale tra i seguenti è il marker più specifico di necrosi miocardica?

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La risposta corretta è la B.
Le troponine cardiache (T e I) sono i marker più specifici e sensibili di necrosi miocardica, a causa della loro lunga emivita che rende possibile individuare un danno miocardico ischemico anche dopo alcuni giorni dall’evento acuto. Infatti, per quanto normalmente le troponine cardiache non sono presenti o sono presenti in concentrazioni bassissime nel sangue, aumentano significativamente in caso di una minima necrosi cellulare miocardica.
Rif. c59on685

24 di 50 Domande

La sindrome coronarica acuta non comprende:

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La risposta corretta è la A.
La sindrome coronarica acuta non comprende l’angina stabile. In particolare, le sindromi coronariche acute comprendono:
- l’infarto del miocardio senza sopraslivellamento del tratto ST (NSTEMI) (risposta B errata);
- l’infarto del miocardio con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) (risposta D errata);
- la morte improvvisa (risposta C errata);
- l’angina instabile (risposta E errata).



Rif. to4b2hah

25 di 50 Domande

Nell’ipertensione arteriosa da “camice bianco”:

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La risposta corretta è la C.
L’ipertensione da camice bianco è caratterizzata dal costante rilievo in ambulatorio e/o in ospedale di valori pressori > 140/90 mmHg, laddove il paziente al di fuori dell’ambulatorio presenta valori < 135/85 mmHg, quindi pone indicazione, vista la natura psicologica del disturbo, al monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa delle 24 ore.



Rif. 2ataiuvg

26 di 50 Domande

Quale e' il target di INR in un paziente portatore di protesi valvolare mitralica meccanica?

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La risposta corretta è la B.
Il target INR in un paziente portatore di protesi valvolare mitralica meccanica è tra 2,5 e 3,5. In particolare, le protesi valvolari cardiache possono essere distinte in due grandi categorie:
- biologiche, costituite da tessuti naturali con durata limitata nel tempo, che non richiedono anticoagulazione a vita;
- meccaniche, costituite da materiali resistenti con durata illimitata, che necessitano di anticoagulazione a vita, poiché il contatto tra il sangue e i materiali artificiali della valvola tende a provocare fenomeni trombo-embolici.
Fonte: Gestione attuale della terapia anticoagulante orale. Vittorio Pengo, Domenico Prisco, Sabino Iliceto.
Rif. 2ue48b3f

27 di 50 Domande

Nella misurazione della pressione arteriosa (PA) in ambulatorio, bisogna:

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La risposta corretta è la A.
Per la misurazione della pressione arteriosa in ambulatorio è necessario:
- effettuare rilevazioni ripetute per migliorare l’accuratezza in pazienti con aritmie, come la fibrillazione atriale;
- consentire ai pazienti di sedersi per 3-5 minuti prima di iniziare le misurazioni;
- rilevare almeno due misurazioni, in posizione seduta, distanziate tra loro da 1-2 min.; effettuare ulteriori rilevazioni se le prime due sono molto diverse;
- usare un bracciale di dimensioni standard (12-13 cm di altezza e 35 cm di
lunghezza), ma disporre di bracciali più grandi o più piccoli nel caso rispettivamente di soggetti obesi o magri.



Rif. 9srmclg0

28 di 50 Domande

In un paziente con pregresso infarto del miocardio, in terapia con beta-bloccante, è appropriata la prescrizione di ACE-inibitore?

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La risposta corretta è la A.
Il paziente del caso clinico affetto da cardiomiopatia ischemica, in trattamento con beta-bloccante, può essere trattato anche con l’associazione ad ACE-inibitore. Infatti, tale contemporanea somministrazione ha dimostrato di migliorare la funzionalità ventricolare, ridurre la morbilità e la mortalità. 
Fonte: ESC Guidelines for the diagnosis and treatment of acute and chronic heart failure: The Task Force for the diagnosis and treatment of acute and chronic heart failure of the European Society of Cardiology (ESC).​​​​​​​
Rif. cnrsgluv

29 di 50 Domande

Una donna di 25 anni si reca in PS a causa di una fibrillazione atriale parossistica (FA). Afferma di aver notato una diminuzione progressiva della sua tolleranza all’esercizio nell’ultimo anno e che non ha particolare interesse nello svolgere attività fisica. Sua sorella è morta per una patologia congenita, per questo ha sempre avuto paura dei medici. Ha una P.A. di 145/90 mmHg, 60 bpm con polso regolare a riposo; mostra lieve cianosi. Mostra un edema improntabile ad entrambe le caviglie. La sua pressione venosa giugulare (JVP) è elevata. Si osserva un soffio sistolico all’auscultazione. Quale delle seguenti è la diagnosi più probabile?

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La risposta corretta è la E.
Per la paziente del caso clinico di 25 anni con fibrillazione atriale parossistica, diminuzione progressiva della tolleranza all’esercizio fisico, lieve cianosi, edema improntabile alle caviglie, JVP elevata con soffio sistolico all’auscultazione, la diagnosi più probabile è l’anomalia di Ebstein, associata a rigurgito tricuspidale, dilatazione della porzione atrializzata del ventricolo destro e della giunzione atrioventricolare destra. I pazienti possono mostrare una presentazione tardiva con ridotta tolleranza all’esercizio, cianosi e segni di insufficienza cardiaca destra (come la paziente del caso clinico). Infine, all’ECG mostra blocco di branca destra con una piccola onda R in V1 e V2.​​​​​​​
 
Rif. 1ns09ln5

30 di 50 Domande

Nello scompenso cardiaco con frazione d’eiezione ridotta si consiglia di iniziare la terapia con:

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La risposta corretta è la C.
Nello scompenso cardiaco con frazione d’eiezione ridotta si consiglia di iniziare la terapia con ACE-inibitore e/o beta-bloccante, perché riducono la pressione arteriosa, migliorando così la funzione cardiaca e diminuendo la progressione del rimodellamento patologico.
Rif. 9g47q6ec

31 di 50 Domande

Quali sono le raccomandazioni corrette per pazienti con cardiomiopatia dilatativa familiare e disfunzione ventricolare sinistra asintomatica?

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La risposta corretta è la B.
Per i pazienti con cardiomiopatia dilatativa familiare e disfunzione ventricolare sinistra asintomatica si raccomanda di iniziare precocemente la terapia con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina e/o con beta-bloccanti per rallentare la progressione della patologia, anche in assenza di uno scompenso cardiaco sintomatico.  Inoltre, per i pazienti con cardiomiopatia dilatativa e aritmia significativa o noto rischio di aritmia può essere preso in considerazione l’impianto di un ICD prima che la frazione di eiezione scenda al di sotto del 35%. Infine, dato che la cardiomiopatia dilatativa ha un’eziologia genetica, tutti i familiari del paziente dovrebbero essere sottoposti a visita cardiologica e screening genetico.
Rif. 1rrq119b

32 di 50 Domande

Nella profilassi dell’ictus cardio-embolico nella fibrillazione atriale non valvolare gli anticoagulanti orali diretti (DOACs) presentano, rispetto al Warfarin, tutte le seguenti caratteristiche:

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La risposta corretta è la A.
Nella profilassi dell’ictus cardio-embolico nella fibrillazione atriale non
valvolare, gli anticoagulanti orali diretti (DOACs; dabigatran e inibitori diretti del fattore Xa apixaban, edoxaban, rivaroxaban) rispetto al warfarin, riducono il tasso di incidenza di ictus, embolie sistemiche e emorragia intracranica; al costo di un rischio aumentato di sanguinamento gastrointestinale.

Rif. 3g5up2bz

33 di 50 Domande

Nei pazienti con fibrillazione atriale ad alto rischio di stroke è indicata:

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La risposta corretta è la C.
Per i pazienti con FA ad alto rischio di stroke con un punteggio CHA2DS2-VASc ≥ 2 viene fortemente raccomandata la terapia con anticoagulanti orali: in particolare, warfarin o DOACs; per i pazienti con un punteggio CHA2DS2-VASc pari a 0, invece, si consiglia di non utilizzare anticoagulanti orali. L'ictus ischemico è la manifestazione clinica più frequente di embolizzazione associata a FA.
Rif. tsung078

34 di 50 Domande

La definizione di ipertensione arteriosa resistente prevede il mancato raggiungimento del controllo dei valori pressori in presenza di quanti farmaci antipertensivi?

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La risposta corretta è la C.
La definizione di ipertensione arteriosa resistente prevede il mancato raggiungimento del controllo dei valori pressori in presenta di tre farmaci in terapia, di cui un diuretico a dosaggio adeguato. Infatti, “L’ipertensione arteriosa resistente è una condizione clinica caratterizzata dalla presenza di valori pressori al di sopra dei limiti dei valori di riferimento raccomandati (pressione arteriosa ≥140/90 mmHg nella popolazione generale di pazienti con ipertensione arteriosa e ≥130/80 mmHg nei pazienti con diabete mellito o nefropatia), nonostante l’aderenza ad adeguate modificazioni dello stile di vita e ad una terapia farmacologica costituita da almeno tre classi di farmaci a dosi adeguate, una delle quali è rappresentata da un diuretico”.
Fonte: http://siia.it/wp-content/uploads/2014/03/Iper2013-4_01_raccomand-1.pdf



Rif. tf9r7brs

35 di 50 Domande

Quale tra i seguenti costituisce un criterio diagnostico incluso tra quelli che complessivamente definiscono la sindrome metabolica?

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La risposta corretta è la C.
La sindrome metabolica si caratterizza per la presenza di 3 o più dei seguenti criteri:
- basso colesterolo HDL (uomini <40 mg/dl, donne <50 mg/dl);
- obesità addominale (circonferenza vita: uomini >102 cm, donne >88 cm);
- ipertrigliceridemia (>150 mg/dl);
- ipertensione arteriosa (>130/85 mmHg);
- iperglicemia (a digiuno >110 mg/dl).
Fonte: criteri diagnostici (NCEP-ATP III, JAMA 285:2486-2497, 2001).
Rif. 9td1ivq8

36 di 50 Domande

Il dosaggio del BNP (Brain Natriuretic Peptide) costituisce un indicatore laboratoristico di:

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La risposta corretta è la E.
Il dosaggio del BNP e/o NT-proBNP ematico costituisce un indicatore laboratoristico di scompenso cardiaco, perché aumenta nei pazienti con ipertrofia ventricolare sinistra e/o con scompenso cardiaco. Infatti, sebbene il peptide natriuretico di tipo B (BNP) e il frammento ammino-terminale del pro-peptide natriuretico di tipo B (NT-proBNP) siano normalmente prodotti nel cuore, vengono rilasciati in quantità elevate in caso di sollecitazioni cardiache. Originariamente il BNP venne chiamato peptide natriuretico cerebrale (Brain Natriuretic Peptide), perché il tessuto cerebrale è stato il primo tessuto nel quale è stato rilevato.



Rif. fggmvi4s

37 di 50 Domande

Il massaggio del seno carotideo in un paziente con flutter atriale con blocco 2:1 (frequenza atriale di 300, frequenza ventricolare di 150 batt/min) è in grado di produrre, verosimilmente, uno dei seguenti risultati:

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La risposta corretta è la E.
In caso di flutter atriale con blocco 2:1, un’attività atriale rapida e regolare, il massaggio del seno carotideo è in grado di produrre verosimilmente un temporaneo rallentamento della conduzione atrio-ventricolare (da 2:1 a 3:1 oppure a 4:1)​​​​​​​. Nei soggetti predisposti, il massaggio del seno carotideo è un esame che serve anche a diagnosticare la sincope seno-carotidea, un tipo di sincope neuro-mediata.
Rif. e3zhsfp6

38 di 50 Domande

Un segno ecocardiografico di disfunzione diastolica ventricolare sinistra è rappresentato da:

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La risposta corretta è la A.
Un segno ecocardiografico di disfunzione diastolica ventricolare sinistra è rappresentato dall’alterato rapporto fra il riempimento proto-diastolico e quello atriale (E/A). Il rapporto E/A è uno dei parametri più importanti da valutare nello studio della funzionalità diastolica perché permette di distinguere quattro pattern di flusso trans-mitralico: normale, alterato rilasciamento diastolico, pattern pseudo-normalizzato e pattern restrittivo.​​​​​​​
Rif. hzubnzsn

39 di 50 Domande

Un giovane di 22 anni muore improvvisamente durante una partita di calcetto. All'esame autoptico il cuore risulta di dimensioni e forma conservate all'esame esterno, mentre al taglio e all'esame istologico mostra sostituzione adiposa e fibro-adiposa del miocardio sia del ventricolo destro (a volte con interessamento transmurale) sia del ventricolo sinistro (limitata al terzo esterno della parete). Qual è la diagnosi più probabile?

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La risposta corretta è la D.
In base ai reperti clinico-anamnestici e bioptici, la diagnosi più probabile per il paziente del caso clinico è la cardiomiopatia aritmogena, una cardiomiopatia rara, che coinvolge prevalentemente il ventricolo destro e ha una presentazione clinica di natura aritmica, con aritmie ventricolari anche sostenute e morte improvvisa: infatti, è una causa frequente di morte improvvisa in età giovanile, in atleti durante o subito dopo l’attività fisica. Dal punto di vista istologico, la cardiomiopatia è caratterizzata da una progressiva sostituzione del miocardio ventricolare destro con tessuto fibro-adiposo, che, oltre a costituire il substrato aritmogeno, può essere responsabile di alterazioni funzionali e morfologiche del ventricolo destro, che includono dilatazione e discinesia di aree circoscritte o estese della parete.



Rif. r052qhdv

40 di 50 Domande

Un uomo di 57 anni con fibrillazione ventricolare in corso risulta refrattario alla terapia elettrica. Quale farmaco, tra i seguenti, deve essere considerato di prima scelta in caso di fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare senza polso, refrattari alla terapia elettrica?

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La risposta corretta è la A.
Le aritmie cardiache che causano arresto cardiaco si dividono in defibrillabili, come la fibrillazione ventricolare e la tachicardia ventricolare senza polso, e non defibrillabili, ovvero asistolia (assenza di sistole cardiaca) e PEA (pulseless electrical activity, attività elettrica senza polso o dissociazione elettromeccanica)Nelle prime è possibile l’esecuzione della cardioversione elettrica, ma se fossero refrattarie, il farmaco di prima scelta sarebbe l’amiodarone. In particolare, l’amiodarone è un farmaco di classe III che presenta anche caratteristiche elettrofisiologiche di classe I (blocco dei canali del sodio a frequenza cardiaca elevata), classe II (attività anti-simpatica non competitiva) e
classe IV (effetto cronotropo negativo sul nodo atrioventricolare). Tale farmaco è indicato per la terapia e prevenzione di gravi disturbi del ritmo resistenti alle altre terapie specifiche:
- tachicardie sopraventricolari (parossistiche e non parossistiche), extrasistoli atriali, flutter e fibrillazione atriale;
- tachicardie parossistiche sopraventricolari reciprocanti come in corso di Sindrome di Wolff-Parkinson-White. Extrasistoli e tachicardie ventricolari.
All’opposto, il beta-bloccante e il verapamil sono controindicati poiché hanno effetto bradicardizzante (risposte D ed E errate).
Rif. 192ls89a

41 di 50 Domande

Un paziente di 75 anni iperteso, in trattamento farmacologico, riferisce episodi di palpitazioni. Quale tra i seguenti è il primo esame strumentale da richiedere?

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La risposta corretta è la D.
Nel paziente del caso clinico di 75 anni, affetto da episodi di palpitazioni, dopo l’ECG standard, il monitoraggio ECG dinamico secondo Holter rappresenta il successivo obbligato step diagnostico. Consiste nella registrazione continua sulla memoria di un piccolo registratore degli eventi aritmici transitori, di cui il paziente potrebbe soffrire transitoriamente, per 24-48 ore; tuttavia, poiché l’esame è limitato nel tempo, la probabilità di documentare l’aritmia è sufficientemente elevata solo quando i sintomi e/o le aritmie sono abbastanza frequenti.
Rif. e6io6hhu

42 di 50 Domande

Una donna di 68 anni viene ricoverata nel reparto di cardiologia per un infarto del miocardio. Quale tra le seguenti è la definizione più completa di ischemia miocardica?

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La risposta corretta è la D.
Si definisce ischemia miocardica la sofferenza o il danno delle cellule miocardiche conseguente a un insufficiente apporto di ossigeno rispetto alle richieste metaboliche; quindi, l’ischemia miocardica si verifica ogni qual volta il flusso coronarico risulta inadeguato a soddisfare il consumo miocardico di ossigeno.
Esistono più tipi di infarto miocardico:
- tipo 1, che corrisponde all’infarto miocardico spontaneo correlato all’ischemia, dovuta ad un evento coronarico primario, come nel caso di erosione e/o rottura, fissurazione o dissezione della placca;
- tipo 2, che corrisponde all’infarto miocardico secondario ad ischemia, dovuta ad uno squilibrio tra richiesta ed offerta di ossigeno, come nel caso di spasmo coronarico, embolizzazione coronarica, anemia, aritmie, ipertensione o ipotensione;
- tipo 3, che corrisponde alla morte cardiaca improvvisa e inattesa, con arresto cardiaco, spesso accompagnata da sintomi suggestivi di ischemia miocardica, verosimilmente associata a nuovo sopraslivellamento del tratto ST, o nuovo blocco di branca sinistra o riscontro angiografico e/o autoptico di recente trombosi coronarica. In ogni caso, con morte verificatasi prima del prelievo di sangue o quando i livelli dei marcatori biochimici cardiaci non erano ancora rilevabili;
- tipo 4a, che corrisponde all’infarto miocardico correlato ad intervento coronarico percutaneo;
- tipo 4b, che corrisponde all’infarto miocardico associato a riscontro angiografico o autoptico di trombosi dello stent;
- tipo 5, che corrisponde all’infarto miocardico correlato ad intervento di bypass aortocoronarico.
Rif. fz49393f

43 di 50 Domande

Nella tetralogia di Fallot, in genere, la gravità della ipossiemia arteriosa dipende principalmente:

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La risposta corretta è la C.
Nella tetralogia di Fallot, una cardiopatia congenita cianotizzante, la gravità della ipossiemia arteriosa dipende principalmente dal grado della stenosi dell’arteria polmonare: in base a quest’ultima l’ipossiemia può essere da minima a severa. Tale patologia, è caratterizzata dall’associazione di quattro elementi fondamentali:
- difetto interventricolare;
- ostruzione all’efflusso del ventricolo destro;
- ipertrofia ventricolare destra;
- aorta a cavaliere.  
Rif. pusgecam

44 di 50 Domande

Scenario ECGM2: Un uomo, 72 anni, iperteso, diabetico, fumatore di 20 sigarette/die da 40 anni giunge al DEA, lamentando un dolore toracico di nuova insorgenza irradiato al braccio sinistro e alla mandibola sinistra. Cosa mostra il tracciato ECG?

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La risposta corretta è la A.
L’ECG del paziente del caso clinico mostra un esempio classico di blocco di branca sinistro, evidente dal QRS > 120 msec, RS in V1, R monomorfa in DII e V6.
In particolare, i disturbi della conduzione intraventricolare sono un gruppo di disturbi della conduzione caratterizzati da anomalie che portano a cambiamenti nella morfologia, durata e/o asse del complesso QRS sull’elettrocardiogramma. Esempi di disturbi della conduzione intraventricolare includono il blocco di branca sinistro e il blocco di branca destro. Per valutarli è necessario eseguire un elettrocardiogramma a 12 derivazioni (ECG).
Esistono dei criteri per la diagnosi di tale disturbo: i criteri della American Heart Association/American College of Cardiology Foundation/Heart Rhythm Society (AHA/ ACCF/HRS). Per la diagnosi del blocco di branca sinistro completo, i criteri sono:
1) “QRS duration:
≥ 120 milliseconds in adults;
≥ 100 milliseconds in children aged 4-16 years;
≥ 90 milliseconds in children < 4 years old;
2) QRS morphology:
broad notched or slurred R wave in leads I, aVL, V5, and V6;
occasional RS pattern in leads V5 and V6 (due to displaced transition in QRS complex);
absent q waves in leads I, V5, and V6;
R peak time > 60 milliseconds in leads V5 and V6 but normal in leads V1, V2, and V3 when small initial r waves can be discerned;
ST and T waves inverted relative to QRS complex;
positive T wave may be normal in leads with upright QRS complex (positive concordance);
depressed ST segment and/or negative T wave in leads with negative QRS complex are abnormal (negative concordance) ;
appearance of LBBB may change mean QRS axis in frontal plane to right, left, or superior (can be rate-dependent)”.
Fonte: American Heart Association/American College of Cardiology Foundation/Heart Rhythm Society (AHA/ ACCF/HRS).
Rif. CasiCliniciCommentati1

45 di 50 Domande

Scenario ECGM2: Un uomo, 72 anni, iperteso, diabetico, fumatore di 20 sigarette/die da 40 anni giunge al DEA, lamentando un dolore toracico di nuova insorgenza irradiato al braccio sinistro e alla mandibola sinistra. Domanda 2 (riferita allo scenario clinico ECGM2): Qual è il ritmo di base di questo paziente?

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La risposta corretta è la C.
Il ritmo di base del paziente del caso clinico è un ritmo sinusale: infatti, mostra onde P positive in tutte le derivazioni ad eccezione di aVR e intervallo PR costante.
Rif. CasiCliniciCommentati2

46 di 50 Domande

Scenario ECGM2: Un uomo, 72 anni, iperteso, diabetico, fumatore di 20 sigarette/die da 40 anni giunge al DEA, lamentando un dolore toracico di nuova insorgenza irradiato al braccio sinistro e alla mandibola sinistra. Domanda 3 (riferita allo scenario clinico ECGM2): Presa visione di un ECG eseguito qualche giorno prima, si nota una conduzione intraventricolare normale. Cosa bisognerebbe fare quanto prima?

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La risposta corretta è la D.
Per il paziente del caso clinico è necessario dosare gli enzimi di miocardionecrosi e
programmare quanto prima uno studio coronarografico, in quanto l’insorgenza di un blocco di branca sinistro, associato a dolore toracico tipico, rappresenta un equivalente ischemico.
Rif. CasiCliniciCommentati3

47 di 50 Domande

Un uomo, 62 anni, ospedalizzato in seguito a intervento coronarico percutaneo per infarto miocardico inferiore acuto. L’operazione è stata un successo, anche se attualmente il paziente è freddo, sudato e a malapena reattivo. La PA è di 85/60 mmHg. L’analisi del sangue venoso prima della procedura era normale. Viene eseguito anche un ECG (allegato). Quale dei seguenti è l'intervento più appropriato?

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La risposta corretta è la E.
Per il paziente del caso clinico, che ha subito un intervento coronarico percutaneo per infarto miocardico inferiore acuto, in base ai reperti elettrocardiografici, l’intervento più appropriato è rappresentato dalla somministrazione del solfato di magnesio IV: infatti, l’uso primario del magnesio rappresenta il principale trattamento della tachicardia ventricolare polimorfa/torsione di punta. Si ritiene che la torsione di punta si manifesti in seguito a EADs (Early After Depolarizations) con conseguente automaticità innescata, blocco unidirezionale e sviluppo del circuito di rientro intramurale. Il magnesio sopprime gli EAD oltre all’automaticità, riducendo la corrente attraverso i canali IKr e i canali del Calcio tipo L, di conseguenza ha dimostrato efficacia nella stabilizzazione del ritmo elettrocardiografico.
Rif. CasiCliniciCommentati24

48 di 50 Domande

Un uomo, 59 anni, si presenta al PS per sudorazione abbondante e dolore al petto. Fuma 30 sigarette al giorno, ha ipertensione, trattata con ramipril e amlodipina. Presenta P.A. di 70/50 mmHg e 22 bpm. All’esame obiettivo non ci sono rumori significativi all’auscultazione del suo cuore. La sua RX non rivela ampliamenti mediastinici. È già stato dato 1 mg di atropina. Cosa mostra l’ECG?

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La risposta corretta è la E.
L’elettrocardiogramma del paziente del caso clinico presenta verosimilmente blocco cardiaco completo con MI inferiore: infatti, evidente è la presenza di sovra-slivellamento ST nelle derivazioni inferiori (II, III, aVF) e blocco cardiaco completo.
Rif. CasiCliniciCommentati50

49 di 50 Domande

Un ragazzo di 19 anni ha subito un episodio di “collasso”. Ha P.A. di 122/70 mmHg e un polso 64/m. L'ECG è allegato. Quale è la diagnosi?

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La risposta corretta è la A.
In base ai reperti clinico-anamnestici e al tracciato elettrocardiografico, il paziente del caso clinico presenta verosimilmente la sindrome di Brugada: infatti, il tracciato ECG mostra elevazione del segmento ST in V1 e V2 maggiore di 2 mm. In particolare, tale sindrome è caratterizzata da sovraslivellamento del tratto ST nelle derivazioni elettrocardiografiche precordiali destre (da V1 a V3), blocco di branca destra completo o incompleto e suscettibilità alla tachiaritmia ventricolare e alla morte improvvisa.
Rif. CasiCliniciCommentati304

50 di 50 Domande

Uomo di 37 anni, fumatore, si presenta in PS con un forte dolore retrosternale; il paziente è molto agitato e assume spontaneamente la posizione seduta con busto inclinato in avanti. In anamnesi non precedenti cardiologici di rilievo, qualche giorno prima riferisce una sindrome influenzale. Cosa sospettate?

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La risposta corretta è la E.
In base ai reperti clinico-anamnestici, il paziente del caso clinico presenta verosimilmente pericardite acuta, una infiammazione della sierosa pericardica associata a volte a versamento pericardico. In particolare, la pericardite acuta è un'infiammazione del pericardio che può verificarsi come una condizione isolata o come manifestazione di una malattia sistemica sottostante. La maggior parte dei casi di pericardite acuta sono idiopatici, ma altre cause includono infezioni, disordini metabolici, infarto del miocardio e neoplasie. Deve essere sospettata una pericardite acuta in un paziente che lamenta dolore toracico che aumenta con l'ispirazione. Infine, è essenziale effettuare un attento studio elettrocardiografico.
Rif. 8831bbKsGx0WR

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