Simulazioni Casi FB C021-025 – Test Ammissione

Simulazione

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1 di 5 Domande

Scenario LA49M: Un medico di Pronto Soccorso sta valutando un uomo di 54 anni che lamenta dolore retrosternale. Il dolore non migliora e improvvisamente il paziente perde coscienza. Nella figura il ritmo presente a monitor è:

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La risposta corretta è la A.
Il ritmo presente a monitor del caso clinico è rappresentato dalla tachicardia ventricolare, un’aritmia ipercinetica caratterizzata dalla sequenza di minimo tre battiti ectopici di origine ventricolare in immediata successione, con una frequenza uguale o superiore a 100 bpm. Da un punto di vista elettrocardiografico, si può distinguere in:
- monomorfa, quando è presente un solo focus ectopico ventricolare con complessi QRS anomali uguali tra di loro;
- polimorfa, quando sono presenti focus ectopici ventricolari multipli con complessi QRS larghi di diversa ampiezza e durata.
È definita:
- non sostenuta, se dura meno di 30 secondi;
- sostenuta, se dura piĂš di 30 sec o se determina una grave compromissione emodinamica con ipotensione, lipotimia o sincope.
Tale patologia deve essere trattata in urgenza, in quanto interferisce con la normale funzione cardiaca, non permettendo il corretto riempimento atriale e ventricolare. All’ECG, si identifica una successione di complessi QRS larghi (durata superiore a 120 ms), a frequenza compresa tra 130 e 200 bpm, in assenza di onde P identificabili.
Al contrario, all’ECG la fibrillazione ventricolare mostra la completa assenza di qualsiasi attività elettrica organizzata, per cui non sono riconoscibili onde P, QRS o T, ma è evidente una serie di onde sinusoidali di ampiezza, intervalli e direzione continuamente variabili (risposta B errata). All’opposto, la fibrillazione atriale si caratterizza per la presenza di onde di attivazione atriale irregolari o “onde f” e complessi QRS, che si succedono ad intervalli totalmente irregolari (risposta E errata).
Rif. 55mgudo3

2 di 5 Domande

Uomo di 50 anni si presenta presso il P.S. presentando ipertensione. L'angiotensina II influenza la pressione arteriosa tramite tutti i seguenti meccanismi TRANNE uno. Quale?

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La risposta corretta è la D.
​​​​​​​L’angiotensina, ormone di natura proteica con importante effetto regolatorio sulla volemia e sulla pressione arteriosa, ha un effetto ipertensivo e non induce vasodilatazione. In particolare, l’angiotensinogeno, una alfa-globulina prodotta dal fegato, viene convertita in angiotensina I dalla renina, un enzima proteolitico prodotto a livello dell’apparato iuxtaglomerulare del rene. L’angiotensina I viene a sua volta convertita in angiotensina II dall’ACE (angiotensin converting enzyme), un enzima presente soprattutto a livello polmonare e in minor misura in altri tessuti. Così, l’angiotensina II esplica il suo effetto ipertensivo attraverso diversi meccanismi: agisce in maniera diretta sulla muscolatura delle arteriole, determinando vasocostrizione; ha un potente effetto dipsogeno (risposta C errata); incrementa il riassorbimento di sodio e, di conseguenza, di acqua a livello renale (risposta B errata); stimola la produzione di aldosterone da parte della zona glomerulare della corticale del surrene, il quale a sua volta agisce sulle cellule tubulari renali, dove promuove il riassorbimento di sodio e cloro, l’escrezione di potassio e ioni idrogeno. Inoltre, potenzia la secrezione di vasopressina (o ormone antidiuretico) con aumento della costrizione arteriolare e della pressione arteriosa (risposta A errata).


Rif. 1204dbamKtA79

3 di 5 Domande

Uomo di 60 anni si presenta presso l’ambulatorio di cardiologia. Viene eseguita un’ecografia che mostra miocardiopatia dilatativa. All'ecografia la miocardiopatia dilatativa presenta:

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La risposta corretta è la C.
La miocardiopatia dilatativa, disfunzione miocardica con un'insufficienza cardiaca, è caratterizzata dalla dilatazione ventricolare sinistra e disfunzione sistolica con frazione di eiezione (LVEF) ridotta. All’esame ecocardiografico presenta una marcata dilatazione ventricolare sinistra con alterazione della cinesi cardiaca. Tale patologia è primitiva nel 30-35% dei casi, mentre nel 70% è secondaria all'azione tossica di farmaci (anti-blasti), a sostanze da abuso (cocaina, alcol), conseguente a tachiaritmie sostenute sopra-ventricolari e ventricolari, oppure associata a malattie sistemiche o alla cardiomiopatia dilatativa post-partum.


Rif. 1217dbOskY8Fs

4 di 5 Domande

Donna di 60 anni si presenta presso l’ambulatorio presentando ipertensione ed aterosclerosi. Quale delle seguenti affermazioni sul processo aterosclerotico è vera?

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La risposta corretta è la C.
​​​​​​​L’aterosclerosi è una patologia infiammatoria cronica che interessa le arterie di medio e grande calibro. I fattori di rischio principali sono l’età, il sesso, la familiarità per le malattie cardiovascolari, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia, il fumo e il diabete. Questi fattori agiscono danneggiando l’endotelio vascolare, determinando un’alterazione delle sue proprietà vasodilatatrici, antitrombotiche e antiproliferative. Caratteristiche sono le “strie lipidiche”, le lesioni iniziali dell’aterosclerosi, che derivano dall’accumulo, nello spazio sub-intimale di lipoproteine (in particolare LDL, ricche di colesterolo e trigliceridi), che vanno incontro a processi di ossidazione e glicazione non enzimatica. Le LDL ossidate stimolano la produzione di molecole di adesione (soprattutto le VCAM-1, le ICAM-1 e la P-selectina), sulla superficie delle cellule endoteliali con accumulo di leucociti (soprattutto linfociti e monociti-macrofagi).

Rif. 1224dbW2QUlkG

5 di 5 Domande

Uomo 54 anni si reca in PS ed effettua un ECG. Cosa mostra l’ECG?

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La risposta corretta è la B.
Il paziente del caso clinico, in base ai reperti clinico-anamnestici e all’ECG, presenta blocco atrioventricolare di III grado. Infatti, il referto mostra blocco atrioventricolare completo con dissociazione AV. F.C. atriale di 55 bpm, ritmo di scappamento ventricolare a F.C. 8 bpm a doppia morfologia e anomalie secondarie del recupero.
Rif. CasiCliniciCommentati2076

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