Simulazioni Casi FB C051-055 – Test Ammissione

Simulazione

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1 di 5 Domande

Scenario RA5D: Si presenta un paziente di 65 anni, forte fumatore, iperteso, con tosse produttiva e dispnea ingravescente. Quale dei seguenti elementi NON indirizzerebbe verso una diagnosi di scompenso cardiaco?

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La risposta corretta è la D.
Il Brain Natriuretic Peptide (BNP) può essere considerato un marker quantitativo di scompenso cardiaco: infatti, tanto più aumenta tanto più è probabile che i segni e sintomi osservati siano dovuti ad uno scompenso cardiaco, che sarà tanto più grave quanto più alte sono le concentrazioni. Tuttavia, in un paziente valori di BNP < 100 pg/mL (come, il valore di 85 pg/ml del caso clinico) indicano uno scompenso cardiaco poco probabile. Invece, la dispnea parossistica notturna, valori alti di BNP e anamnesi positiva per episodi di cardiopatia ischemica indirizzano la diagnosi verso lo scompenso cardiaco (risposte A, B, C ed E errate).
Rif. 1628dbo67APJM

2 di 5 Domande

Scenario EE1G: Un paziente di 80 anni, con anamnesi di ipertensione arteriosa sistemica e diabete mellito, si reca al P.S. riferendo episodio di afasia motoria e deviazione della rima labiale insorto improvvisamente, e spontaneamente regredito in un'ora. La diagnosi più probabile è:

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La risposta corretta è la B.
La diagnosi più probabile per il paziente del caso clinico è l’attacco ischemico transitorio (TIA), un deficit neurologico focale, che insorge improvvisamente e dura meno di 24 ore ed è causato da una riduzione transitoria dell’apporto ematico cerebrale con sintomi transitori e reversibili (a differenza dell’ictus ischemico che causa un danno permanente). Dal punto di vista eziologico, tale patologia è causata dall’occlusione (trombotica o embolica) di vasi arteriosi cerebrali. I fattori di rischio sono: ipertensione, malattie cardiovascolari, fumo, diabete, obesità, dislipidemia, alcol, droghe, età superiore a 55-60 anni, familiarità, ictus, infarto, sesso maschile, etnia asiatica o africana. La presentazione sintomatologica varia in relazione all’area cerebrale coinvolta, ma segni e sintomi caratteristici sono:
- paralisi e intorpidimento degli arti e del viso generalmente unilaterali;
- difficoltà nell’eloquio e nella comprensione;
- difficoltà nella deambulazione e nel mantenimento dell’equilibrio;
- anomalie visive.
Rif. 1711dbh0vSLA1

3 di 5 Domande

Scenario ECGM1: Quale alterazione è presente all’ECG allegata?

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La risposta corretta è la E.
L’ECG del caso clinico presenta segni di sovraccarico ventricolare: infatti, mostra “stiramento” del tratto ST e onde T negative a branche asimmetriche.
Rif. CasiCliniciCommentati2604

4 di 5 Domande

Quali alterazioni elettrolitiche possono innescare una riduzione dell'intervallo QT?

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La risposta corretta è la D.
L’iperkaliemia e la ipercalcemia possono innescare una riduzione dell’intervallo QT, che rappresenta la durata della sistole ventricolare, misurato dall’inizio del complesso QRS alla fine dell’onda T. Al contrario, ipocalcemia e ipokaliemia determinano un allungamento del QT (risposte A e C errate).
Rif. f73dnvni

5 di 5 Domande

Un paziente di 78 anni viene valutato per possibile impianto di pacemaker. Quale tra le seguenti costituisce un'indicazione certa all'impianto di pacemaker in caso di blocco Atrio-Ventricolare (A-V)?

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La risposta corretta è la D.
Le indicazioni assolute all’impianto di pacemaker permanente nell’adulto in caso di blocco atrioventricolare comprendono:
- blocco AV di III grado o di II grado avanzato asintomatico, presente in stato di veglia, con periodi di asistolia â‰Ą 5 sec, ritmo di scappamento < 40 bpm o ritmo di scappamento di origine ventricolare;
- blocco AV di III grado o di II grado sintomatico (sincopi, lipotimie, instabilitĂ  emodinamica);
- blocco AV di III grado o di II grado sintomatico causato da farmaci (per esempio betabloccanti) che non possono essere sospesi in quanto necessari per il paziente;
- blocco AV di III grado asintomatico, presente in stato di veglia, in ritmo da fibrillazione atriale, con periodi di asistolia ≥ 5 sec;
- blocco AV di III grado o di II grado avanzato secondario ad ablazione trans-catetere della giunzione AV o insorto successivamente a intervento cardiochirurgico;
- blocco AV di III grado o di II grado avanzato, anche asintomatico, associato a malattie neuromuscolari a rischio di asistolia, come distrofia miotonica, distrofia di Erb, amiotrofia peroneale, sindrome di Kearns-Sayre;
- blocco AV di III grado asintomatico con frequenza ventricolare da sveglio ≥ 40 bpm se è presente cardiomegalia o disfunzione ventricolare sinistra, o se la sede del blocco è sotto-nodale;
- blocco AV di II o III grado indotto dall’esercizio in assenza di ischemia miocardica.
Rif. 5n6c3tt3

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