Simulazioni Casi FB C056-060 – Test Ammissione

Simulazione

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1 di 5 Domande

Uomo di 45 anni viene visitato presso l’ambulatorio di cardiologia, viene valutata la sua patologia attraverso la classificazione di Crawford. Tale classificazione è relativa a:

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La risposta corretta è la D.
La classificazione di Crawford è relativa agli aneurismi toraco-addominali dell’aorta. In particolare, si definisce aneurisma una dilatazione localizzata di un’arteria di diametro superiore al 50% rispetto a quello normale dell’arteria nativa. Tale dilatazione può essere sacciforme o fusiforme. È importante la distinzione tra aneurisma vero e aneurisma falso o pseudo-aneurisma.
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Rif. 1709db62Rnz8h

2 di 5 Domande

Scenario ECGM2: Uomo, 72 anni, iperteso, diabetico, fumatore di 20 sigarette/die da 40 anni giunge al DEA lamentando un dolore toracico di nuova insorgenza irradiato al braccio sinistro e alla mandibola sinistra. Il cardiologo esegue un ECG che viene allegato. Domanda 1: Cosa mostra il tracciato?

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La risposta corretta è la A.
Il tracciato del caso clinico mostra un esempio classico di blocco di branca sinistra: infatti, l’ECG mostra QRS > 120 msec, R monomorfa in DII e V6 e RS in V1.
Rif. CasiCliniciCommentati2605

3 di 5 Domande

Scenario ECGM2. Domanda 2: Qual è il ritmo di base di questo paziente?

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La risposta corretta è la C.
Il ritmo di base del paziente del caso clinico è sinusale: infatti, le onde P sono positive in tutte le derivazioni ad eccezione di aVR e l’intervallo PR è costante.
Rif. CasiCliniciCommentati2606

4 di 5 Domande

Scenario ECGM2. Domanda 3: Presa visione di un ECG eseguito qualche giorno prima si nota una conduzione intraventricolare normale. Cosa bisognerebbe fare quanto prima?

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La risposta corretta è la D.
In base ai reperti clinico-anamnestici, sarebbe opportuno appena possibile effettuare il dosaggio delle troponine e lo studio coronarografico. Infatti, l’insorgenza di un blocco di branca sinistro associato a dolore toracico tipico rappresenta un “equivalente ischemico”, per cui è necessario dosare gli enzimi di miocardionecrosi e programmare quanto prima uno studio coronarografico.
Rif. CasiCliniciCommentati2607

5 di 5 Domande

La procedura di denervazione delle arterie renali è indicata in quale forma di ipertensione arteriosa?

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La risposta corretta è la A.
La procedura di denervazione delle arterie renali è indicata nella forma di ipertensione arteriosa resistente. Infatti, come riportato nelle linee guida: “L’ipertensione arteriosa resistente è una condizione clinica caratterizzata dalla presenza di valori pressori al di sopra dei limiti dei valori di riferimento raccomandati (pressione arteriosa ≥140/90 mmHg nella popolazione generale di pazienti con ipertensione arteriosa e ≥130/80 mmHg nei pazienti con diabete mellito o nefropatia), nonostante l’aderenza ad adeguate modificazioni dello stile di vita e ad una terapia farmacologica costituita da almeno tre classi di farmaci a dosi adeguate, una delle quali è rappresentata da un diuretico. Alcune metodiche invasive sono attualmente in fase di valutazione per il trattamento dell’ipertensione arteriosa resistente. Esse consistono nella stimolazione elettrica del baro-riflesso e nella denervazione simpatica renale. Ambedue le tecniche, pur utilizzando due approcci differenti, sfruttano la riduzione del drive ortosimpatico centrale per ottenere una riduzione dei valori pressori. Attualmente, il ruolo di tali interventi è limitato a pazienti con ipertensione resistente severa, nei quali sia stata esclusa ogni possibile causa reversibile di resistenza e nei cui confronti il potenziamento della terapia farmacologica non sia tollerato o non consenta di migliorare il controllo pressorio.”
Fonte: http://siia.it/wp-content/uploads/2014/03/Iper2013-4_01_raccomand-1.pdf


Rif. sqz2frat

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