Simulazioni Casi FB C121-125 – Test Ammissione

Simulazione

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1 di 5 Domande

Quale tra i seguenti è il marker più specifico di necrosi miocardica?

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La risposta corretta è la B.
Le troponine cardiache (T e I) sono i marker più specifici e sensibili di necrosi miocardica, a causa della loro lunga emivita che rende possibile individuare un danno miocardico ischemico anche dopo alcuni giorni dall’evento acuto. Infatti, per quanto normalmente le troponine cardiache non sono presenti o sono presenti in concentrazioni bassissime nel sangue, aumentano significativamente in caso di una minima necrosi cellulare miocardica.
Rif. c59on685

2 di 5 Domande

La sindrome coronarica acuta non comprende:

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La risposta corretta è la A.
La sindrome coronarica acuta non comprende l’angina stabile. In particolare, le sindromi coronariche acute comprendono:
- l’infarto del miocardio senza sopraslivellamento del tratto ST (NSTEMI) (risposta B errata);
- l’infarto del miocardio con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) (risposta D errata);
- la morte improvvisa (risposta C errata);
- l’angina instabile (risposta E errata).



Rif. to4b2hah

3 di 5 Domande

Quale e' il target di INR in un paziente portatore di protesi valvolare mitralica meccanica?

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La risposta corretta è la B.
Il target INR in un paziente portatore di protesi valvolare mitralica meccanica è tra 2,5 e 3,5. In particolare, le protesi valvolari cardiache possono essere distinte in due grandi categorie:
- biologiche, costituite da tessuti naturali con durata limitata nel tempo, che non richiedono anticoagulazione a vita;
- meccaniche, costituite da materiali resistenti con durata illimitata, che necessitano di anticoagulazione a vita, poiché il contatto tra il sangue e i materiali artificiali della valvola tende a provocare fenomeni trombo-embolici.
Fonte: Gestione attuale della terapia anticoagulante orale. Vittorio Pengo, Domenico Prisco, Sabino Iliceto.
Rif. 2ue48b3f

4 di 5 Domande

Un uomo, 62 anni, ospedalizzato in seguito a intervento coronarico percutaneo per infarto miocardico inferiore acuto. L’operazione è stata un successo, anche se attualmente il paziente è freddo, sudato e a malapena reattivo. La PA è di 85/60 mmHg. L’analisi del sangue venoso prima della procedura era normale. Viene eseguito anche un ECG (allegato). Quale dei seguenti è l'intervento più appropriato?

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La risposta corretta è la E.
Per il paziente del caso clinico, che ha subito un intervento coronarico percutaneo per infarto miocardico inferiore acuto, in base ai reperti elettrocardiografici, l’intervento più appropriato è rappresentato dalla somministrazione del solfato di magnesio IV: infatti, l’uso primario del magnesio rappresenta il principale trattamento della tachicardia ventricolare polimorfa/torsione di punta. Si ritiene che la torsione di punta si manifesti in seguito a EADs (Early After Depolarizations) con conseguente automaticità innescata, blocco unidirezionale e sviluppo del circuito di rientro intramurale. Il magnesio sopprime gli EAD oltre all’automaticità, riducendo la corrente attraverso i canali IKr e i canali del Calcio tipo L, di conseguenza ha dimostrato efficacia nella stabilizzazione del ritmo elettrocardiografico.
Rif. CasiCliniciCommentati24

5 di 5 Domande

Un uomo, 59 anni, si presenta al PS per sudorazione abbondante e dolore al petto. Fuma 30 sigarette al giorno, ha ipertensione, trattata con ramipril e amlodipina. Presenta P.A. di 70/50 mmHg e 22 bpm. All’esame obiettivo non ci sono rumori significativi all’auscultazione del suo cuore. La sua RX non rivela ampliamenti mediastinici. È già stato dato 1 mg di atropina. Cosa mostra l’ECG?

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La risposta corretta è la E.
L’elettrocardiogramma del paziente del caso clinico presenta verosimilmente blocco cardiaco completo con MI inferiore: infatti, evidente è la presenza di sovra-slivellamento ST nelle derivazioni inferiori (II, III, aVF) e blocco cardiaco completo.
Rif. CasiCliniciCommentati50

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