Simulazioni Casi FB C136-140 – Test Ammissione

Simulazione

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1 di 5 Domande

Il tronco polmonare alla sua origine dal ventricolo destro è situato:

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La risposta corretta è la A.
​​​​​​​Il tronco polmonare origina dal ventricolo destro, anteriormente all’aorta ascendente. Nello specifico, l'arteria polmonare si porta verso l'alto a sinistra nel sacco pericardico per circa 5 cm (porzione intrapericardica), ponendosi alla sinistra dell’aorta. Infine, fuoriesce dal pericardio (porzione extra-pericardica) e si divide nelle sue diramazioni: arteria polmonare destra e sinistra.
Rif. 1227dbrqlxxCh

2 di 5 Domande

Qual e' il parametro che NON devi valutare per porre diagnosi di sindrome metabolica?

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La risposta corretta è la C.
Per porre diagnosi di sindrome metabolica non bisogna valutare la creatinina sierica. Infatti, la sindrome metabolica si caratterizza per la presenza di 3 o più dei seguenti criteri:
- obesità addominale (circonferenza vita: uomini >102 cm, donne >88 cm);
- ipertrigliceridemia (>150 mg/dl);
- basso colesterolo HDL (uomini <40 mg/dl, donne <50 mg/dl);
- ipertensione arteriosa (>130/85 mmHg);
- iperglicemia (a digiuno >110 mg/dl);
Fonte: criteri diagnostici (NCEP-ATP III, JAMA 285:2486-2497, 2001).


Rif. dflg89um

3 di 5 Domande

Quale delle seguenti NON e' una possibile causa di ipertensione arteriosa secondaria?

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La risposta corretta è la A.
L’attività fisica intensa non rappresenta una causa di ipertensione secondaria, ma al contrario riduce la pressione arteriosa. Invece, l’iperaldosteronismo provoca un aumento della ritenzione di Na+ e un innalzamento dei valori pressori (risposta B errata). Così, la stenosi dell’arteria renale provoca un’iper-attivazione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, con conseguente aumento dei valori pressori (risposta D errata). Infine, l’utilizzo di cocaina provoca vasocostrizione periferica e conseguente aumento della pressione arteriosa (risposta E errata).
Rif. b37ea11t

4 di 5 Domande

In un paziente con pregresso infarto del miocardio, in terapia con beta-bloccante, è appropriata la prescrizione di ACE-inibitore?

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La risposta corretta è la A.
Il paziente del caso clinico affetto da cardiomiopatia ischemica, in trattamento con beta-bloccante, può essere trattato anche con l’associazione ad ACE-inibitore. Infatti, tale contemporanea somministrazione ha dimostrato di migliorare la funzionalità ventricolare, ridurre la morbilità e la mortalità. 
Fonte: ESC Guidelines for the diagnosis and treatment of acute and chronic heart failure: The Task Force for the diagnosis and treatment of acute and chronic heart failure of the European Society of Cardiology (ESC).​​​​​​​
Rif. cnrsgluv

5 di 5 Domande

Nei pazienti con fibrillazione atriale ad alto rischio di stroke è indicata:

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La risposta corretta è la C.
Per i pazienti con FA ad alto rischio di stroke con un punteggio CHA2DS2-VASc ≥ 2 viene fortemente raccomandata la terapia con anticoagulanti orali: in particolare, warfarin o DOACs; per i pazienti con un punteggio CHA2DS2-VASc pari a 0, invece, si consiglia di non utilizzare anticoagulanti orali. L'ictus ischemico è la manifestazione clinica più frequente di embolizzazione associata a FA.
Rif. tsung078

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