Simulazioni Casi FB C166-170 – Test Ammissione

Simulazione

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1 di 5 Domande

Una donna di mezza età si rivolge al suo medico di famiglia lamentando tosse secca che perdura da 3 mesi; l’anamnesi patologica è muta per patologie rilevanti nel passato e nega di avere allergie. Non è fumatrice e non assume farmaci. Lo pneumologo, all’auscultazione toracica non rileva alterazioni, tuttavia gli prescrive una radiografia del torace i cui risultati sono mostrati nell’immagine sottostante. Quale tra le seguenti è la condizione patologica responsabile del disturbo della paziente?

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La risposta corretta è la E

In base ai reperti clinico-anamnestici (la tosse secca e il malessere generalizzato, che perdurano da tre mesi) e al reperto radiografico di adenopatia ilare bilaterale, la paziente del caso clinico presenta verosimilmente la sarcoidosi, una malattia granulomatosa multi-sistemica ad eziologia idiopatica, che interessa i tessuti connettivi. I polmoni e il sistema linfatico sono gli organi più colpiti, ma la sarcoidosi può interessare qualsiasi organo. La sintomatologia respiratoria è varia: il paziente può essere asintomatico o presentare dispnea da sforzo; raramente, insufficienza respiratoria. Generalmente l’ipotesi diagnostica viene inizialmente avanzata per l’interessamento polmonare e confermata dall’RX torace, dalla biopsia e dall’esclusione di altre cause di infiammazione granulomatosa. All’opposto, il deficit di Alfa-1-antitripsina (AATD), la principale anti-proteasi polmonare, provoca un aumento della distruzione dei tessuti ad opera delle proteasi e, nell’età adulta, causa enfisema e/o cirrosi epatica. L’RX del torace mostra solitamente iper-diafania polmonare e non adenopatia ilare (risposta B errata). Così, l’embolia polmonare, un’occlusione di una o più arterie polmonari da parte di emboli, che hanno origine generalmente nei grandi tronchi venosi delle gambe o della pelvi, causa una sintomatologia aspecifica. La diagnosi viene effettuata con l’angio-TC, la scintigrafia polmonare di ventilazione/perfusione, o, occasionalmente, l’arteriografia polmonare. Ma, l’RX del torace, poco sensibile, non presenterebbe adenopatia bilaterale (risposta C errata). Infine, il broncospasmo indotto da allergeni, che determina ostruzione reversibile delle vie aeree, scatenata da iperreattività bronchiale mediata da cellule infiammatorie a stimoli anche minimi, determina tosse e dispnea intermittente senza adenopatia ilare (risposta D errata).


Rif. CasiCliniciCommentati1416

2 di 5 Domande

Un impiegato postale di 56 anni si rivolge al medico per una tosse produttiva, che perdura da circa un mese. Il paziente, con una storia di tabagismo di 40 anni, è affetto da una BPCO già nota, attualmente in terapia con salbutamolo e ipratropio bromuro; il dottore procede alla raccolta dei dati anamnestici di patologia prossima: non ha avuto sintomi febbrili, né sudorazione notturna o calo ponderale e nel corso della visita i parametri vitali risultano nella norma, mentre, la SpO2è 92% in aria ambiente. All’auscultazione i suoni polmonari risultano in corrispondenza del lobo superiore destro e si apprezzano sibili diffusi bilateralmente. Si decide di approfondire lo studio del caso con esami ematici che non evidenziano alterazioni e una radiografia del torace che rivela la presenza di un nodulo nell’ambito del lobo polmonare superiore destro. Quindi, viene richiesta una TC del torace. Quale tra i seguenti è il passo successivo più adatto nella gestione del caso?

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La risposta corretta è la C.

Sulla base dei dati clinico-anamnestici e della TC del caso clinico, il paziente presenta verosimilmente una massa mediale localizzata nel lobo polmonare superiore di destra che, unitamente alla storia di tabagismo, orienta il sospetto diagnostico verso il cancro polmonare; in tal caso, è utile procedere con una broncoscopia per prelevare campioni bioptici della neoformazione e dei linfonodi. Infatti, la broncoscopia a fibre ottiche permette di eseguire lavaggio bronchiale, brushing, aspirazione con ago e biopsia transbronchiale con alta resa per lesioni prossimali di grandi dimensioni e rappresenta l’esame diagnostico migliore per valutare la natura dei noduli solitari del polmone. In particolare, la massa è di dimensioni considerevoli, ed è presente versamento pleurico, elementi fortemente suggestivi di malignità e meritevoli di una diagnosi immediata al fine di aumentare la speranza di vita (risposta B errata). All’opposto, la biopsia TC guidata è una metodica utilizzata per le lesioni periferiche non raggiungibili con broncoscopia (risposta D errata). Al contrario, l’Itraconazolo, un farmaco antimicotico, sarebbe utile in caso di sospetto di Aspergilloma (risposta A errata). Infine, le prove di funzionalità respiratoria non trovano utilità nella diagnosi delle neoplasie polmonari (risposta E errata).


Rif. CasiCliniciCommentati1425

3 di 5 Domande

Scenario DOPP26: Un uomo di 54 anni si presenta presso l’ambulatorio del proprio medico per una visita di controllo per una interstiziopatia nota. Riferisce che da qualche giorno presenta tosse secca, dispnea da sforzo, rantoli secchi e un’accentuazione del secondo tono cardiaco. L'ecocardiogramma mostra ipertrofia ventricolare ed atriale destra con ipertensione polmonare. I test di funzionalità polmonare mostrano una marcata diminuzione di FEV e FVC in un rapporto proporzionato. La radiografia del torace mostra infiltrati e noduli interstiziali bilaterali. La paziente spiega che ha lavorato come operaia in molti stabilimenti industriali: come muratore, come vetraia, come collaboratrice industriale per apparecchiature informatiche e come addetta alle miniere di carbone. L'anno scorso ha iniziato a lavorare presso una industria tessile per la produzione di biancheria intima di cotone. Quale delle seguenti è il metodo più accurato per determinare l'eziologia precisa della sua malattia?

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La risposta corretta è la D.

Sulla base dei dati clinico-anamnestici, la metodica più accurata per determinare l’eziologia precisa della malattia polmonare interstiziale del paziente del caso clinico è rappresentata dalla biopsia polmonare, l’unico esame in grado di definire con esattezza le caratteristiche della interstiziopatia.


Rif. CasiCliniciCommentati1507

4 di 5 Domande

Scenario DOPP26: Nelle settimane successive il paziente diventa sempre più insistente nel voler andare a fondo al suo problema e nel voler effettuare una biopsia polmonare. È consapevole che la fibrosi polmonare e che alcune interstiziopatie polmonari hanno una prognosi infausta. Poiché ha letto tante informazioni mediche su Internet, chiede al medico se è il caso di iniziare un trattamento steroideo. Domanda 2: Quale delle seguenti condizioni è l'unica che probabilmente risponde agli steroidi (glucocorticoidi)?

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La risposta corretta è la C.

Il paziente del caso clinico è consapevole che la fibrosi e alcune interstiziopatie polmonari hanno una prognosi infausta; tuttavia, la berilliosi, una malattia granulomatosa interstiziale, potrebbe rispondere bene ai glucocorticoidi. Per tale ragione, è giustificato eseguire una biopsia polmonare o un lavaggio bronco-alveolare. In dettaglio, la berilliosi acuta e la berilliosi cronica sono provocate dall’inalazione di polvere o fumi provenienti dai composti e dai prodotti del berillio. La berilliosi cronica provoca dispnea progressiva, tosse e astenia. La diagnosi si basa sull’anamnesi, sul test di proliferazione linfocitaria al berillio e sulla biopsia. Il trattamento prevede l’impiego dei corticosteroidi.


Rif. CasiCliniciCommentati1508

5 di 5 Domande

Scenario clinico AA105: Un uomo di 52 anni, sottoposto a ventilazione meccanica assistita, ha sviluppato improvvisamente ipotensione e un incremento della pressione delle vie aeree. Il paziente è ricoverato poiché ha subito un intervento di resezione addomino-perineale per carcinoma rettale. Mostra P.A. 92/60 mmHg, F.C. 110 bpm, aumento della pressione delle vie aeree. Inoltre, riscontra un turgore alle vene del collo e una riduzione del murmure al polmone di destra. Domanda 1 (riferita allo scenario clinico AA105): Qual è la diagnosi più probabile?

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La risposta corretta è la A.

Sulla base dei reperti clinico-anamnestici, la diagnosi più probabile per il paziente del caso clinico è rappresentata dallo pneumotorace iperteso, cioè l’accumulo di aria nello spazio pleurico sotto pressione, che comprime i polmoni e diminuisce il ritorno venoso al cuore. Costituisce un’emergenza, che richiede un rapido trattamento per ridurre al minimo la mortalità e la morbilità. Determina solitamente tachicardia, tachipnea, dispnea e spesso ipossia. L’accumulo progressivo di aria nello spazio pleurico crea un aumento di pressione, che determina uno sbandieramento controlaterale del mediastino ed ostacola il ritorno venoso al cuore, causando successivamente un collasso circolatorio con ipotensione e successivo arresto cardiaco.


Rif. CasiCliniciCommentati1531

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