Simulazioni Casi FB C186-190 – Test Ammissione

Simulazione

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1 di 5 Domande

Un paziente di 35 anni si presenta in PS con dispnea, riferendo dolore acuto trafittivo. Viene effettuata un RX. Quale reperto NON è presente?

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La risposta corretta è la B.

In base ai reperti clinico-anamnestici e alla RX del caso clinico, il paziente presenta un massivo pneumotorace destro probabilmente iperteso. Inoltre, tale RX non mostra versamento pleurico, che determinerebbe una obliterazione del seno costofrenico laterale complementare (segno della silhouette). Infine, l’RX del torace mostra il collasso del polmone di destra e la dislocazione controlaterale del mediastino (risposte B, C, D ed E errate).


Rif. CasiCliniciCommentati2082

2 di 5 Domande

Un uomo, 70 anni, si reca dal suo medico di base, lamentando malessere generalizzato. Riferisce di soffrire di tosse secca, perdita di peso e dolore al braccio sinistro da circa tre mesi. Il paziente ha avuto circa 1 anno prima una polmonite acquisita in comunità, trattata a domicilio e guarita con successo. Inoltre, soffre anche di diabete mellito di tipo II ed ipertensione. Il paziente, ora in pensione, ha fatto un lavoro che lo ha portato spesso a fare viaggi internazionali. Ha fumato per circa 30 anni ed ha smesso 5 anni fa. Beve alcolici solo occasionalmente. I segni vitali sono normali, l’esame obiettivo è negativo. La RM torace effettuata pochi giorni prima della visita è mostrata di seguito. Quale delle seguenti cause è probabilmente responsabile dei sintomi di questo paziente?

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La risposta corretta è la B.

Sulla base dei reperti clinico-anamnestici e della TC del caso clinico, il paziente è verosimilmente affetto da tumore dell’apice polmonare (o tumore di Pancoast): infatti, l’imaging toracico mostra un tumore del solco polmonare superiore di sinistra. Tale tumore coinvolge una serie di strutture importanti, determinando caratteristicamente:

-dolore alla spalla (il sintomo più comune), dovuto alla compressione da parte del tumore del plesso brachiale, con conseguente parestesia, dolore e debolezza lungo il territorio di distribuzione del nervo ulnare;

-sindrome di Bernard-Horner (ptosi, miosi, enoftalmo ipsi-laterale ed anidrosi) a causa del coinvolgimento del tronco simpatico;

-coinvolgimento neurologico di C8-T2;

-debolezza e/o atrofia dei muscoli intrinseci della mano;

-dolore e parestesie del quarto e quinto dito, del braccio mediale e dell’avambraccio;

-ingrossamento dei linfonodi sovra-clavicolari;

-perdita di peso;

-raucedine per il coinvolgimento del nervo laringeo ricorrente;

-sindrome della vena cava superiore.


Rif. CasiCliniciCommentati2091

3 di 5 Domande

Un uomo di 45 anni si reca presso l’ambulatorio del proprio medico curante, lamentando recenti episodi febbrili, che raggiungono i 38,5 ºC, una tosse produttiva con espettorato di colore giallastro-verdastro e dispnea crescente a riposo. L’esame obiettivo rivela l’egofonia sul lato destro all’auscultazione polmonare ed un’ottusità alle percussioni alla base destra. Una radiografia del torace mostra una polmonite lobare in campo polmonare medio di destra ed un importante versamento pleurico saccato. Viene eseguita una toracentesi diagnostica, che rivela la presenza di una cospicua falda di liquido pleurico di colore giallo paglierino non purulento. I risultati della coltura sono in attesa, ma alla colorazione di Gram si riscontra una positività ai gram-positivi. Il paziente viene ricoverato in ospedale e viene sottoposto ad una terapia antibiotica per via endovenosa. Qual è il passo successivo più appropriato nella gestione terapeutica per questo paziente?

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La risposta corretta è la B.

Per il paziente del caso clinico, il passo successivo più appropriato per la gestione terapeutica è rappresentato dal drenaggio del versamento pleurico con terapia antibiotica: infatti, il paziente presenta verosimilmente una polmonite lobare pneumococcica comunitaria, ipotesi avvalorata sia dalla positività alla colorazione di Gram, sia dal reperto RX di consolidazione lobare. L’agente eziologico prevalente delle CAP è lo Streptococcus Pneumoniae, che determina solitamente polmoniti di tipo lobare. La diagnosi si basa sulla clinica e sulla RX del torace, che tipicamente mostra un’area di ipodiafania lobare da addensamento parenchimale, associata ad una quota di versamento pleurico (saccato, in questo caso clinico). Al contrario, una TC del torace può fornire un migliore quadro del processo patologico in atto, ma non è utile per il trattamento, soprattutto in presenza di una clinica così chiara, avvalorata da una colorazione di Gram positiva e da un RX del torace tipico di polmonite (risposta C errata). Ugualmente, un angio-TC del torace non trova un razionale nel caso clinico (risposta D errata). Invece, un lavaggio bronchiale delle vie aeree, è utile al fine di ottenere colture per la determinazione dell’agente patogeno, se l’espettorato o le colture di liquido pleurico sono negative o non possono essere ottenute (risposta E errata).


Rif. CasiCliniciCommentati2129

4 di 5 Domande

Un paziente con neoplasia al colon, in trattamento chemioterapico, di 75 anni esegue un RX del torace per l’insorgenza di tosse associata a dispnea. Cosa si apprezza di patologico?

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La risposta corretta è la B.

La RX del caso clinico mostra un versamento pleurico medio-basale bilaterale, che presenta una crescente ipodiafania cranio-caudale rispetto al parenchima polmonare, mentre tende a mascherare il profilo diaframmatico ed obliterare i seni costo-frenici laterali. Generalmente la presenza di versamento viene rilevata all’RX tradizionale, quando raggiunge la quantità di circa 250 ml. Inizialmente, il liquido si dispone lungo il seno costofrenico obliterandolo, poi, con l’aumentare della quantità, tende a formare il cosiddetto menisco pleurico. Infine, quando è particolarmente abbondante, tende a determinare un opacamento completo dell’intero ambito polmonare. Al contrario, la RX del caso clinico non mostra cardiomegalia, neoplasia polmonare (che si apprezza come una disomogenea e disorganizzata area di ipodiafania a margini irregolari e spiculati), metastasi polmonari (che si apprezzano come nodularità pseudo-tondeggianti ipodiafane, in numero variabile ed a distribuzione mono o bilaterale a seconda dello stadio della patologia) e pneumotorace (risposte A, C, D ed E errate).


Rif. CasiCliniciCommentati2150

5 di 5 Domande

Un uomo, 35 anni, grande fumatore, vive in campagna e lavora in una fattoria dove pulisce i pollai; inoltre, anche lui possiede una piccola fattoria dove pianta e raccoglie mais. Beve un paio di bicchierini di whisky ogni sera. Riferisce che il suo unico hobby è il nuoto, che pratica nelle piscine comunali. Per quanto riguarda la anamnesi patologica remota si riscontra: istoplasmosi cronica cavitaria, per la quale è in terapia. Quale dei seguenti provvedimenti molto probabilmente avrebbe potuto impedire di sviluppare tale patologia?

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La risposta corretta è la B.

Per il paziente del caso clinico, in base ai reperti clinico-anamnestici, evitare gli escrementi di pollo molto probabilmente avrebbe potuto impedire lo sviluppo di istoplasmosi, una malattia polmonare ed ematogena dovuta all’Histoplasma capsulatum. Infatti, l’infezione viene contratta in seguito all’inalazione di conidi, presenti negli escrementi dei volatili o dei pipistrelli. La sintomatologia insorge entro dieci giorni dall’esposizione. Esistono due pattern di alterazioni polmonari:

-una forma polmonare acuta, che si caratterizza per dolore toracico, dispnea e tosse secca;

-una forma polmonare cronica, che si presenta con un quadro clinico simil-tubercolare.

Infine, nei pazienti immunocompromessi può svilupparsi una malattia disseminata e sequele potenzialmente fatali. Al contrario, evitare il fumo di sigaretta, sospendere l’assunzione di whisky ed evitare di lavorare nei campi di mais non avrebbero ridotto il rischio di istoplasmosi (risposte A, D ed E errate).


Rif. CasiCliniciCommentati2321

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