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1 di 25 Domande

VALUTANDO IL SITO DI INSERIMENTO DI UN CATETERE VENOSO PERIFERICO UTILIZZANDO LA SCALA VIPS (VISUAL INFUSION PHLEBITIS SCORE), LA CANNULA VA RIMOSSA SE IL PUNTEGGIO E' UGUALE O SUPERIORE A:














La risposta corretta e' la B
Valutando il sito di inserimento di un catetere venoso periferico, in relazione alla scala VIPS (Visual Infusion Phlebitis Score), la cannula va rimossa se il punteggio e’ uguale o superiore a 2 (risposte A, C, D ed E errate). Nello specifico, la scala VIPS prevede l’attribuzione di un punteggio che puo’ variare da 0 punti, in caso di completa assenza di segni e sintomi di flebite, fino ad un massimo di 5 punti, in caso di arrossamento, presenza di cordone palpabile di lunghezza superiore a 7,5 centimetri associato o meno a materiale purulento; ad ogni punteggio corrispondera’ un trattamento o un’azione specifica da intraprendere, la quale dovra’ essere annotata in cartella infermieristica insieme anche la tipologia degli eventuali farmaci infusi. In particolare, per punteggi < 2 sara’ sufficiente la stretta osservazione della cannula, mentre in caso di punteggi > 2 sara’ necessario il riposizionamento, valutando se associare o meno un trattamento farmacologico.

2 di 25 Domande

LA QUALITA' MEDIA DEL CONTROLLO GLICEMICO IN UN ARCO TEMPORALE DI 2-3 MESI SI PUO' CONTROLLARE CON UN ESAME CHE SI CHIAMA:














La risposta corretta e' la E
La qualita’ media del controllo glicemico in un arco temporale di 2-3 mesi si puo’ controllare con un esame che si chiama “test dell’emoglobina glicosilata o glicata (HbA1c)” (risposte A, B, C e D errate). In particolare, l’emoglobina glicata e’ la risultante di una reazione non enzimatica, che si verifica a seguito dell’esposizione dell’emoglobina normale ad alti livelli di glucosio plasmatico, durante la quale gli zuccheri presenti in circolo vanno a legarsi alla parte proteica dell’emoglobina stessa; un aumento di emoglobina glicata all'interno dei globuli rossi riflette, pertanto, il livello medio di glucosio al quale l'emazia e’ stata esposta durante il suo ciclo vitale, che ha una durata di 120 giorni (3 mesi), e quindi puo’ fornire un’idea dello stato di compenso/scompenso glicemico dei 3 mesi precedenti.

3 di 25 Domande

L'ATASSIA E':














La risposta corretta e' la B
L’atassia puo’ essere definita come la mancata coordinazione nell’esecuzione dei movimenti volontari come camminare o afferrare oggetti; in taluni casi, possono essere coinvolti anche il linguaggio, la deglutizione e il movimento degli occhi (risposte A, C, D ed E errate).
Nello specifico, e’ possibile distinguere quattro forme di atassia: l’atassia cerebellare, conseguente a lesioni neoplastiche, infiammatorie o vascolari del cervelletto; l’atassia sensitiva, successiva a lesioni localizzate a livello delle fibre propriocettive del sistema nervoso periferico o lungo i cordoni posteriori del midollo spinale; l’atassia labirintica, che segue a danno dell'orecchio interno e l’atassia cerebrale, seguente a lesioni della corteccia frontale, temporale o parietale. L’atassia puo’, inoltre, presentarsi nell’ambito delle cosiddette sindromi atassiche, malattie genetiche a carattere ereditario,  come l'atassia-teleangectasia, l'atassia di Friedreich, le atassie spinocerebellari e l'atassia di Charcot-Marie-Tooth, oppure in caso di intossicazione da sostanze come il bromuro di metile e alcool o esposizione a radiazioni.

4 di 25 Domande

CON IL TERMINE STRANGURIA SI INTENDE:














La risposta corretta e' la E
Con il termine stranguria si intende una minzione difficoltosa e dolorosa, spesso a gocce. Nello specifico, tale sintomo puo’ seguire ad infiammazioni delle basse vie urinarie, come cistiti, uretriti e, piu’ raramente, prostatiti, ma anche a calcolosi renale o a neoplasie che interessano le basse vie urinarie.
All’opposto, la necessita’ frequente di eliminazione dell’urina durante il riposo notturno prende il nome di nicturia; tale condizione puo’ associarsi a varie patologie quali alterazioni prostatiche, cardiovascolari, diabete mellito o diabete insipido (risposta A errata). Di contro, la produzione di eccessiva quantita’ di urina prende il nome di poliuria e puo’ ritrovarsi principalmente in caso di diabete mellito, diabete insipido o polidipsia psicogena (risposta B errata). Invece, l’elevata frequenza di minzioni e’ nota come pollachiuria, e puo’ associarsi a ridotta capacita’ funzionale della vescica in relazione a stati flogistici in atto, presenza di masse che comprimono la vescica (fibromi uterini o masse ovariche), a disordini neurologici o a patologie psichiatriche (risposta C errata). Infine, la perdita involontaria di urina configura un’incontinenza urinaria, spesso conseguenza di un’ipermobilita’ uretrale causata da indebolimento dei muscoli e dei legamenti del pavimento pelvico successivo a parto naturale (risposta E errata).

5 di 25 Domande

LA GUARIGIONE DI UNA FERITA PER SECONDA INTENZIONE:














La risposta corretta e' la C
La guarigione di una ferita per seconda intenzione avviene quando il tessuto di riparazione della ferita viene prodotto in eccesso e la cicatrice si presenta estesa ed eccedente. In particolare, cio’ si verifica quando, a causa del rischio di infezione o di una perdita significativa di tessuto, non e’ possibile accostare i margini sono per cui esse sono lasciate aperte; in questi casi, la guarigione richiedera’ piu’ tempo rispetto alla classica per prima intenzione perche’ il tessuto mancante o non vitale dovra’ essere rimpiazzato da nuove cellule e la cicatrice che ne derivera’ sara’ certamente piu’ evidente (risposte A ed E errate). Al contrario, si parla di guarigione per prima intenzione quando i suoi margini sono ben affrontati tra loro, vi e’ scarso tessuto di granulazione, la guarigione e’ rapida e la cicatrice minima (risposta B errata). Infine, alcune ferite chirurgiche suturate normalmente possono andare incontro ad una infezione nell'immediato decorso postoperatorio, in questi casi si rende necessaria la riapertura della ferita, per detergerla e liberarla da residui organici e da tessuti necrotici ed, in alcuni casi, si procede nuovamente alla sua sutura della ferita; il tipo di guarigione che seguira’ e’ definito per terza intenzione (risposta D errata).  

6 di 25 Domande

IL QUADRO CLINICO DELLA DISIDRATAZIONE E' CARATTERIZZATO DA:














La risposta corretta e’ la C.
Il quadro clinico della disidratazione e’ caratterizzato da secchezza della cute, ipotensione, tachicardia e oliguria (risposte A, B, D ed E errate). Nello specifico, si intende con disidratazione  uno stato patologico che si instaura quando il bilancio idrico, ovvero quantita’ di acqua assunta meno l'acqua persa, e’ negativo; cio’ puo’ avvenire in caso di insufficiente apporto idrico con la dieta e/o in caso di perdite eccessive, come accade nella diarrea profusa, in caso di vomito o di ustioni estese. La manifestazione iniziale della disidratazione e’ la sete, a cui si assoceranno segni e sintomi quali secchezza della cute, ipotensione, tachicardia, oliguria, astenia, palpitazioni e vertigini fino alla progressiva diminuzione di coscienza e al decesso.

7 di 25 Domande

TRA I SEGUENTI IL FARMACO CHEMIOTERAPICO CHE DEVE ESSERE CONSERVATO AL RIPARO DALLA LUCE IN QUANTO FOTOSENSIBILE E':














La risposta corretta e' la C
Il farmaco chemioterapico che deve essere conservato al riparo dalla luce in quanto fotosensibile e’ la vincristina (risposte A, B, D ed E errate)Nello specifico, la vincristina e’ un farmaco neoplastico appartenente al gruppo degli alcaloidi della vinca, utilizzato, in monoterapia o in associazione, in differenti condizioni patologiche tra cui il linfoma di Hodgkin (protocollo BEACOPP), i linfomi non Hodgkin, la eucemia linfatica acuta, sarcomi, il neuroblastoma e il tumore di Wilms. Il meccanismo di azione della vincristina prevede il legame di quest’ultima ai monomeri di tubulina con inibizione della formazione dei microtubuli del fuso mitotico durante il processo di replicazione cellulare e conseguente blocco della replicazione cellulare. 

8 di 25 Domande

QUALE DEI SEGUENTI PAZIENTI NON PUO' ESSERE SOTTOPOSTO A RISONANZA MAGNETICA?














La risposta corretta e' la C
Non puo’ essere sottoposto a risonanza magnetica un paziente portatore di pace-maker, ad eccezione dei pacemaker di nuovo impianto “MR-conditional”, ovvero compatibili con RMN, nel cui caso e’, altresi’, necessaria un’attenta valutazione della indispensabilita’ dell’esame e la presenza di un cardiologo elettrofisiologo che agisca sul dispositivo prima e dopo l’esame stesso. Al contrario, la presenza di corpi estranei ferromagnetici in sedi non vitali e di claustrofobia rappresentano controindicazioni relative e non assolute all’esame RMN, il quale puo’ essere eseguito previa valutazione del rapporto rischio/beneficio (risposte B e D errate). Infine, in caso di paziente operato di resezione intestinale in prima giornata chirurgica e di paziente trapiantato d’organo non sussistono controindicazione all’esecuzione dell’esame (risposte A ed E errate).

9 di 25 Domande

LA DEFINIZIONE DI DIAGNOSI INFERMIERISTICA PROPOSTA DA L. CARPENITO ED ELABORATA ED ACCETTATA DAL NANDA NEL 1990 E':














La risposta corretta e' la B
La definizione di diagnosi infermieristica proposta da L. Carpenito ed elaborata ed accettata dal NANDA (North American Nursing Diagnosis Association) nel 1990 e’ quella di “un giudizio clinico riguardante le risposte della persona, della famiglia o della comunita’ a problemi di salute/processi vitali attuali o potenziali. Le diagnosi infermieristiche costituiscono la base sulla quale scegliere gli interventi infermieristici per raggiungere dei risultati che rientrano nella sfera di competenza dell’infermiere” (risposte A, C, D ed E errate). Nello specifico, la diagnosi infermieristica non corrisponde alla diagnosi medica in quanto mentre la diagnosi medica riguarda la patologia, ed e’ dedotta dalle alterazioni strutturali e funzionali dei vari organi, la diagnosi infermieristica riguarda i problemi della persona, descrive la risposta umana, reale o potenziale, a un problema di salute per il quale l’infermiere ha la competenza di trattamento indipendente. La NANDA, ovvero l’istituzione ufficiale per la promozione e la revisione delle diagnosi infermieristiche, propone un linguaggio condiviso e universale, organizzando le diagnosi in quattro modelli: reali, ovvero condizione della persona o della famiglia o della collettivita’ che e’ stata convalidata dai dati raccolti dall’accertamento; rischio, ovvero giudizio clinico secondo il quale una persona, una famiglia o una comunita’ e’ piu’ vulnerabile nei confronti di un certo problema di altre in condizioni uguali o simili; benessere, presuppongono un termine qualificatore positivo come “miglioramento” o “efficace” e sindrome, la quale presuppone come termine qualificatore del tipo “sindrome da”.

10 di 25 Domande

IL PERIODO DI INCUBAZIONE DELLA MENINGITE MENINGOCOCCICA E':














La risposta corretta e' la A
Il periodo di incubazione della meningite meningococcica e’ di 3-4 giorni (risposte B, C, D ed E errate). Nello specifico, Il meningococco e’ un batterio Gram-negativo, aerobio, immobile, asporigeno, che puo’ ritrovarsi nel nasofaringe di portatori asintomatici; nonostante gli elevati tassi di colonizzazione (10-40% delle persone sane) documentati, il passaggio alla malattia invasiva e’ raro e si verifica soprattutto in pazienti precedentemente non infettati, immunodepressi, bambini di eta’ <5 anni ed individui di eta’ compresa tra i 12 e i 21 anni, esposizione a fumo attivo e passivo; la trasmissione si verifica in genere per contatto diretto con le secrezioni respiratorie di un portatore sano del microrganismo a livello del nasofaringe. Dopo il periodo di incubazione, la patologia esordisce con cefalea, anoressia e sonnolenza; a tali sintomi si aggiungono successivamente febbre, vomito, rigidita’ nucale, e fotofobia. In alcuni casi si associa un rash maculopapulare o di tipo petecchiale emorragico, indicativi di prognosi sfavorevole.

11 di 25 Domande

NELLA SOMMINISTRAZIONE DI SACCHE PER NPT, L'INFERMIERE HA ATTRIBUITE PRECISE RESPONSABILITA':














La risposta corretta e' la C
Nella somministrazione di sacche per la nutrizione parenterale, l’infermiere e’ responsabile del controllo di eventuali precipitati, dell’applicazione di filtri, della conservazione e della somministrazione in tempi opportuni; inoltre l’infermiere puo’ e deve partecipare alla scelta della via di accesso del dispositivo da impiantare (PICC, port) (risposte A, B, D ed E errate)In particolare, l’infermiere dovra’ registrare nella documentazione infermieristica tutti i dati riferiti alla gestione dell’accesso e della nutrizione artificiale, prevedendo una valutazione nutrizionale, con valutazione del peso e del BMI, ogni 7 giorni e un monitoraggio dei parametri fisici/biochimici nutrizionali (bilancio idrico, elettroliti sierici, glicemia, creatinina, funzionalita’ epatica e renale, comparsa di intolleranze nutrizionali con diarrea, stipsi, nausea/vomito), segnalando immediatamente la comparsa di complicanze.

12 di 25 Domande

NELL'ESAME EMOCROMOCITOMETRICO, IL VALORE NORMALE DEI LEUCOCITI PER UN SOGGETTO ADULTO SANO E':














La risposta corretta e' la E
Nell’esame emocromocitometrico, il valore normale dei leucociti per un soggetto adulto sano e’ 4.000-10.000; valori superiori o inferiori possono essere indicativi di patologie infettive, allegiche e/o ematologiche in atto o, talvolta, di effetti avversi farmacologici (risposte A, B, C e D errate)In particolare, i leucociti o globuli bianchi sono elementi cellulari del sangue deputati alla difesa dell'organismo nei confronti di agenti infettivi, sostanze estranee e altre cause di danno; essi sono suddivisi in due sottogruppi: i granulociti (eosinofili, neutrofili e basofili) e le cellule mononucleate (linfociti e monociti), che possono modificarsi in maniera differente a seconda delle diverse situazioni. Per tale motivo, la presenza nell’esame emocromocitometrico della conta differenziale dei globuli bianchi, o formula leucocitaria, puo’ utile per discriminare tra le cause di aumento/diminuzione degli stessi.

13 di 25 Domande

DEVO SOMMINISTRARE 600 mg DI AMPICILLINA. SONO A DISPOSIZIONE FIALE DI AMPICILLINA 1gr DA DILUIRE CON 3 ml. QUANTI ml DEVO UTILIZZARE














La risposta corretta e' la A
In caso di necessita’ di somministrare 600 mg, ovvero 0,6 gr, di ampicillina, avendo a disposizione fiale di ampicillina 1gr da diluire con 3 ml di acqua per preparazioni iniettabili, sara’ necessario utilizzare 1,8 ml di tale sostanza (risposte B, C, D ed E errate)Nello specifico, tale valutazione viene effettuata sulla base di una semplice proporzione per la quale se 1 gr: 3ml= 0,6 gr: x; conseguentemente x= (3x0,6)/1 e quindi x=1,8 ml.

14 di 25 Domande

Quali segni e sintomi sono caratteristici del quadro di scompenso cardiaco?














La risposta corretta e' la E
Sono caratteristici del quadro di scompenso cardiaco ortopnea, edemi declivi ed astenia (risposte A, B, C e D errate). Nello specifico, lo scompenso cardiaco e’ definito come l’incapacita’ del cuore di fornire  sangue in quantita’ adeguata rispetto all'effettiva richiesta dell'organismo o come la capacita’ di soddisfare tale richiesta solamente a pressioni di riempimento ventricolari superiori alla norma; tale condizione puo’ seguire diverse patologie quali infarto miocardico acuto, miocarditi, cardiomiopatie, stenosi aortica/insufficienza mitralica. Lo scompenso cardiaco puo’ inoltre essere diviso in destro e sinistro; se nel primo caso, l’insufficienza del ventricolo destro comportera’ mancata espulsione di sangue verso il circuito polmonare e marcata ritenzione venosa nel distretto addominale e periferico (con edemi periferici, turgore delle giugulari), in caso di scompenso sinistro ci sara’ una diminuzione dell’immissione di sangue verso il circolo periferico con astenia, ipotensione e stasi polmonare retrograda con dispnea da sforzo ed ortopnea.   

15 di 25 Domande

Chi supera la malattia Ebola, di solito:














La risposta corretta e' la D
Chi supera la malattia Ebola, di solito guarisce completamente (risposte A, B, C ed E errate). Nello specifico, la malattia Ebola e’ causata dal virus Ebola, un filovirus altamente contagioso trasmesso attraverso contatto con cute, mucose e fluidi corporei (saliva, sangue, feci, sudore) di soggetti umani sintomatici e, piu’ raramente di primati non umani; al contrario, i soggetti non sintomatici, in fase di incubazione, non sono risultati essere infettivi. Dopo un periodo compreso tra i 2 e i 20 giorni, si sviluppa una “febbre emorragica”, la quale esordisce con febbre, mialgie, cefalea, dolori addominali, interessamento delle alte vie respiratorie, petecchie, ecchimosi e comparsa di un rash maculopapulare, principalmente al tronco. Successivamente, in genere, durante la 2a settimana di malattia, il paziente puo’ sviluppare un'insufficienza multiorgano o andare incontro a guarigione, con un tasso di mortalita’ che varia dal 25 al 90%; la guarigione e’ lenta e puo’ essere complicata da epatite ricorrente, mielite trasversa e orchite ma, una volta guariti, i pazienti sopravvissuti, solitamente, eliminano completamente il virus.

16 di 25 Domande

Secondo il Decreto legislativo n. 81/2008 i lavoratori:














La risposta corretta e' la B
Secondo il Decreto legislativo n. 81/2008, anche noto come “Testo unico sulla sicurezza”, i lavoratori sono obbligati ad utilizzare correttamente ed a mantenere in buono stato di efficienza i DPI messi a loro disposizione (risposte A, C, D ed E errate). Nello specifico, si intende per DPI, ovvero  dispositivo di protezione individuale (DPI), qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o piu’ rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonche’ ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo; di contro, i DPI devono essere impiegati solo nel caso in cui i rischi non possano essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. Infine, e’ compito dei lavoratori utilizzare i DPI messi a loro disposizione, conformemente all’informazione e alla formazione ricevute, avendone cura e non apportano modifiche di propria iniziativa, condizione che porta ad un’alterazione dell’ efficacia del DPI stesso e alla possibile sanzione del lavoratore e del datore di lavoro; i lavoratori dovranno, poi, segnalare immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione.

17 di 25 Domande

Nel processo di pianificazione assistenziale l'analisi dei dati e':














La risposta corretta e' la E
Nel processo di pianificazione assistenziale l'analisi dei dati e’ un processo di conferma dell'accuratezza dei dati raccolti che ha lo scopo di comparare i dati oggettivi e soggettivi, di assicurare la consistenza degli indizi, ed attuare un duplice controllo sui dati fortemente alterati (risposte A, B, C e D errate). Nello specifico, la pianificazione assistenziale e’ un ottimo strumento di comunicazione per l’assistenza ai pazienti; gli infermieri aggiornano continuamente il piano mentre eseguono interventi pianificati nei rispettivi turni. Il modello piu’ comunemente utilizzato include diagnosi, dati, risultati attesi, interventi e valutazione: la diagnosi si concentra sul miglioramento della salute e sul benessere generale dell’assistito e puo’ essere ulteriormente collegata a cause scatenanti correlate come situazioni e condizioni problematiche; la raccolta dati, strumento importante capire come sta il paziente, ovvero se si e’ in presenza di determinate condizioni come debolezza generalizzata, tachipnea, ritardata guarigione della ferita; i risultati attesi, rappresentano gli obiettivi del piano di assistenza infermieristica realizzato cosicche’ il piano di cura realizzato viene considerato efficace una volta raggiunti i risultati previsti; interventi, ovvero le azioni che aiuteranno a raggiungere i risultati desiderati per il paziente e la valutazione, la quale v determina l’efficacia degli interventi attuati e guida l’infermiere successivo nella creazione o nell’aggiornamento del piano di assistenza infermieristica del paziente per il turno successivo.

18 di 25 Domande

Le "cause pre-renali" di insufficienza renale acuta sono:














La risposta corretta e' la A
Le "cause pre-renali" di insufficienza renale acuta (IRA), ovvero di una rapida riduzione della funzionalita’ renale responsabile dell’ aumento dell’ azotemia e della creatininemia, di alterazioni elettrolitiche e dell'equilibrio acido-base, sono problemi di vasocostrizione e ipoperfusione che determinano una ridotta pressione di filtrazione (risposte B, C, D ed E errate). In particolare, l’insufficienza renale acuta puo’ essere distinta in tre sottogruppi: forma prerenale, forma renale, secondaria a danno glomerulare/tubulare, e forma post renale, secondaria ad alterazioni delle vie escretrici. La forma prerenale rappresenta la forma piu’ comune di insufficienza renale acuta e puo’ conseguire a differenti condizioni capaci di ridurre il flusso ematico renale, come ad esempio insufficiente gittata cardiaca legata a scompenso cardiaco, riduzione del volume di sangue circolante secondario ad emorragie o disidratazione, stenosi,  compressione o riduzione di calibro congenita delle arterie renali; nelle fasi iniziali tale condizione puo’ essere reversibile andando a ristabilire la normale perfusione ma puo’ diventare irreversibile in caso di danno ischemico e necrosi tubulare acuta.

19 di 25 Domande

Secondo il Decreto legislativo n. 81/2008 il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e':














La risposta corretta e' la E
Secondo il Decreto legislativo n. 81/2008 il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), ovvero l’esponente incaricato di rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro, e’ eletto o designato dai lavoratori stessi (risposte A, B, C e D errate). Nello specifico, per le aziende il cui numero di lavoratori sia uguale o inferiore a 15, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e’ scelto tra i dipendenti stessi mentre nelle aziende in cui si contino piu’ di 15 lavoratori, egli e’ scelto all’interno delle rappresentanze sindacali aziendali; nel caso in cui l’azienda non dovesse disporre di tali organismi, anche in questo caso, il rappresentante e’ scelto tra i lavoratori tramite votazione. Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce, inoltre, che la nomina dei RLS avvenga in un’unica giornata per tutta la nazione, in quella che viene celebrata come “la giornata nazionale per la sicurezza e la salute sul lavoro”.

20 di 25 Domande

Per svolgere un R.C.T. e' necessario scegliere un campione:














La risposta corretta e' la C
Per svolgere un R.C.T., ovvero uno Studio Controllato Randomizzato, e’ necessario scegliere un campione randomizzato (risposte A, B, D ed E errate). Nello specifico, uno studio controllato randomizzato (RCT) rappresenta uno studio sperimentale nel quale i membri del campione iniziale sono assegnati in modo randomizzato, cioe’ causale, a due diversi gruppi: cio’ consente di costituire due gruppi in cui i fattori prognostici, sia noti che non, siano equamente distribuiti, in modo che i due gruppi siano tra loro “identici” ad eccezione del trattamento sperimentato; in questo modo, qualsiasi effetto rilevato, in un gruppo piuttosto che in un altro (gruppo trattato vs gruppo senza trattamento o di controllo),  potra’ essere attribuito al solo trattamento e non a fattori confondenti. Per tale motivo, il tipo di studio RCT e’ spesso considerato il gold standard per la sperimentazioni clinica ed e’ spesso usato nello studio dell'efficacia di vari tipi di intervento medico e per l’ottenimento di informazioni riguardo i possibili effetti avversi.

21 di 25 Domande

Quale tra i seguenti dati raccolti durante l'accertamento infermieristico e' un dato oggettivo?














La risposta corretta e' la A
Rappresenta un dato oggettivo, ovvero corrispondente alla realta’ e non dipendente da fattori individuali, un valore della pressione arteriosa pari a 135/70mmHg rilevato durante l’accertamento infermieristico (risposte B, C, D ed E errate). In particolare, l’accertamento infermieristico consiste in una raccolta sistematica di dati, oggettivi e soggettivi, ovvero influenzati dalla coscienza del paziente e dell’ascoltatore, volti a verificare lo stato di salute e ad identificare problemi reali o potenziali del paziente. In base al momento in cui viene effettuato, l’accertamento puo’ essere distinto in quattro tipologie: l’accertamento iniziale o globale, il quale consente di avere un quadro generale delle condizioni di salute del paziente al momento della presa in carico; l’accertamento mirato, che rappresenta parte integrante delle quotidiane cure infermieristiche e si concentra su un aspetto specifico per definire e valutare l’insorgenza e/o l’evoluzione di uno specifico problema; l’accertamento d’urgenza o emergenza, eseguito durante l’insorgenza di una crisi fisica o psichica di un paziente e necessario per individuare condizioni che possano minacciarne la vita e l’accertamento di follow up o di rivalutazione, il quale e’ attuato dopo un determinato periodo di tempo per rivalutare un particolare aspetto o problema del paziente, confrontando le condizioni attuali con quelle basali. Infine, per raccogliere ed elaborare i singoli elementi, l’attivita’ di accertamento si divide in quattro momenti temporali rappresentati da: raccolta dati, validazione, organizzazione e registrazione.

22 di 25 Domande

Nel programma di Educazione Continua in Medicina quale delle seguenti rappresenta una tipologia di Formazione Residenziale?














La risposta corretta e' la B
Nel programma di Educazione Continua in Medicina (ECM), rappresentano una tipologia di formazione residenziale, ovvero una tipologia di formazione in cui vi sia la contemporanea presenza di uno o piu’ docenti e di uno o di un gruppo di alunni, le conferenze (risposte A, C, D ed E errate). Nello specifico, il programma di  educazione continua in medicina, o ECM, e’ un programma nazionale di attivita’ formative, attivo in Italia dal 2002, che prevede il mantenimento di un elevato livello di conoscenze relative alla teoria, pratica e comunicazione in campo sanitario attraverso corsi di formazione in presenza o a distanza. Esso prevede l'attribuzione di un determinato numero di crediti formativi, che devono essere obbligatoriamente raggiunti entro l’anno, per ogni area specialistica medica e per tutte le professioni sanitarie; ogni operatore sanitario provvedera’ alla propria formazione in ambito ECM in completa autonomia, non potendosi il datore di lavoro opporsi alle richieste di aggiornamento, nonche’ riconoscendo i giorni d'aggiornamento come giornate lavorative.

23 di 25 Domande

All' emogasanalisi arteriosa i range di normalita' della Pa02 in un soggetto sano corrispondono a:














La risposta corretta e' la D
All' emogasanalisi arteriosa i range di normalita’ della Pa02 in un soggetto sano corrispondono a 80-100 mm Hg (risposte A, B, C ed E errate). In particolare, l’emogasanalisi arteriosa e’ un esame che permette di ottenere misurazioni precise della pressione parziale dell'ossigeno arterioso (PaO2), che nel soggetto normale e’ di 80-100 mmHg, della pressione parziale di diossido di carbonio arteriosa (PaCO2), normalmente di 35-45 mmHg, e del pH arterioso, compreso tra 7.35-7.45, misurati su sangue arterioso prelevato, in genere, dall’arteria radiale. L'emogasanalisi e’ indispensabile per la diagnosi di insufficienza respiratoria, per valutarne la gravita’ e seguirne il decorso durante la terapia, cosi’ come risulta utile nella valutazione dei diversi meccanismi fisiopatologici dell'insufficienza respiratoria.

24 di 25 Domande

La denuncia all'autorita' giudiziaria deve essere redatta:














La risposta corretta e' la A
La denuncia all'autorita’ giudiziaria deve essere redatta, per iscritto e trasmessa senza ritardo, da un Pubblico Ufficiale o da un Incaricato di Pubblico Servizio che nell'esercizio, o a causa delle loro funzioni o del loro servizio, abbiano notizia di un reato perseguibile di ufficio; nel caso piu’ persone siano obbligate alla denuncia per il medesimo fatto, esse possono anche redigere e sottoscrivere un unico atto. (risposte B, C, D ed E errate). Nello specifico, sono considerati pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa mentre, agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestino un pubblico servizio, ovvero un’attivita’ disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di quest’ultima, e con esclusione, dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale. Tradizionalmente, il ruolo di pubblico ufficiale, in virtu’ dei poteri certificativi che gli competono, viene attribuito al medico il quale li espleta in diverse occasioni (prescrizioni, diagnosi, etc.), mentre l’infermiere viene solitamente riconosciuto come un incaricato di pubblico servizio; nonostante cio’, non mancano in giurisprudenza casi in cui gli venga riconosciuta la funzione di pubblico ufficiale.

25 di 25 Domande

Il consenso all'atto medico deve essere richiesto al paziente:














La risposta e’ la C
Il consenso all'atto medico deve sempre essere richiesto al paziente (risposte A, B, D ed E errate). Nello specifico, il consenso dell'interessato e’ il presupposto per la legittimita’ dell’attivita’ medica; vige, infatti, il principio per il quale nessuno puo’ essere sottoposto a trattamenti medici contro la sua volonta’ (art. 32 della Costituzione). In tutti i casi, il consenso deve essere libero, consapevole e informato, ovvero deve essere preceduto da una adeguata informativa riguardo alle caratteristiche, ai rischi e alle finalita’ dell’intervento, e puo’ essere revocato in qualunque momento. Nel caso in cui il soggetto interessato non sia nelle condizioni di esprimere validamente il consenso, questo deve essere richiesto al soggetto che il paziente ha delegato mentre in caso di paziente minorenne, il consenso va espresso dal soggetto che esercita la responsabilita’ dei genitori.

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