Simulazione

Cliccando in alto a destra sul pulsante 2 è possibile "Consegnare", "Salvare e Interrompere", "Salvare e Continuare" il compito.

1 di 3 Domande

Il signor Altomonte, capostazione di mezz’età presso la linea ferroviaria locale, si reca dal dermatologo di fiducia, il Dott. Pagliani, per la valutazione di un neo. Anamnesi patologica prossima: neo sulla schiena che sembra esser aumentato negli ultimi tempi. Il neo si presenta un po’ disepitelizzato ed il paziente afferma di non far mai uso della protezione solare quando si espone al sole. Anamnesi patologica remota: negativa per patologie rilevanti. Anamnesi familiare: negativa per tumori della pelle. Anamnesi fisiologica: ha sempre avuto numerosi lentiggini e nei. Esame obiettivo: il Dott. Pagliani visita il paziente concentrandosi in particolare su tale neo (l' esame del neo è riportato nella immagine), ma notando che ha anche 30 altri piccoli nei sulle braccia e sulla schiena. Quale delle seguenti caratteristiche sotto riportate è maggiormente predittivo per un cattivo out come in questo caso? National Center for Biotechnology Information (US). Genes and Disease [Internet]. Bethesda (MD): National Center for Biotechnology Information (US); 1998-. Malignant melanoma. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK22175/

product image













La risposta corretta è la E.

La lesione illustrata nella foto è un melanoma maligno.

Il melanoma maligno ha origine da melanociti presenti in una zona pigmentata, possiamo ritrovarlo, dunque, a livello della pelle, delle mucose, degli occhi o del SNC.

Se il melanoma, invade il derma può dare metastasi ed in questo caso la prognosi è infausta (la prognosi dipende dalla profondità dell’invasione dermica).

Esistono 4 tipi principali di melanoma:

– melanoma a diffusione superficiale (rappresenta circa il 70% dei melanomi, essendo il più comune),

– melanoma nodulare (il più aggressivo, rappresenta il 10-15% dei melanomi),

– lentigo maligna,

– melanoma acrale-lentigginoso.

Il melanoma cutaneo si manifesta soprattutto attorno ai 45-50 anni.

In Italia, si hanno circa 13 casi ogni 100.000 persone.

Per il riconoscimento del melanoma possiamo utilizzare il criterio ABCDE (questo sistema non è utile però per determinare la prognosi):

– Asimmetria nella forma,

– Bordi irregolari e indistinti,

– Colore variabile (ovvero con sfumature diverse all’interno del neo stesso),

– Dimensioni (vengono considerati a rischio i nevi sopra i 6 mm di diametro),

– Evoluzione (quando, nell’arco di poche settimane o mesi si verificano modificazioni nella forma, nel colore, nelle dimensioni del nevo o quando la lesione cutanea diviene rilevata e palpabile).

Lo spessore tumorale (o spessore di Breslow) è correlato alla prognosi della malattia: rappresenta il fattore prognostico più significativo e solitamente viene misurato dallo strato granuloso (tuttavia, se la lesione fosse ulcerata viene misurato dal fondo dell’ulcerazione fino al punto di infiltrazione massima).

 

Le risposte A, B, C, D non sono corrette.

Per il riconoscimento del melanoma possiamo utilizzare il criterio ABCDE (questo sistema non è utile però per determinare la prognosi).


2 di 3 Domande

Chiara, una ragazza di 20 anni, si reca dal proprio medico curante, il Dott. Simi, per una visita. Anamnesi patologica prossima: quadro di eruzione cutanea, febbre e malessere generalizzato insorto da circa un paio di giorni. L'eruzione sembra essere estesa, ma non le provoca dolore o prurito. Anamnesi personale fisiologica: recente viaggio. Chiara è tornata da circa un paio di settimane da una vacanza trascorsa presso un campeggio dove è stata morsa da una zecca mentre camminava nei boschi. La ragazza è incinta alla 11esima settimana. Non ha farmaco-allergie note. Anamnesi farmacologica: non assume farmaci in cronico. Esame obiettivo: temperatura corporea di 38,2 C, pressione arteriosa di 115/75 mm Hg, frequenza cardiaca di 85 bpm/min ed una frequenza respiratoria di 17 atti/min. L'eruzione è mostrata nell'immagine al di sotto. Il resto dell’esame obiettivo è negativo. Quale delle seguenti opzioni rappresenta il modo appropriato di procedere per la gestione di questa paziente?
Fonte: CDC. Centers for Disease Control and Prevention. CDC 24/7: saving Lives, Protecting PeopleTM. Url: https://phil.cdc.gov/Details.aspx?pid=9875


product image













La risposta corretta è la D.  

Chiara presenta un eritema migrante, una lesione cutanea a carattere papulomatoso, fortemente eritematoso, che poi gradualmente si estende a formare una lesione molto più estesa, con al centro una zona necrotica o maggiormente rossastra e con dei bordi finemente rilevati.

La malattia di Lyme, è una zoonosi che si acquisisce a causa del morso di zecca (è trasmessa principalmente da 4 specie di zecche Ixodes sp) e l’agente eziologico alla base dell’infezione è la spirocheta Borrelia burgdorferi.

I sintomi iniziali comprendono: malessere generalizzato e rash cutaneo di carattere eritematoso migrante, che può essere seguito dopo alcune settimane o mesi da alterazioni articolari, neurologiche o cardiache.

L’anamnesi positiva per un recente viaggio in campeggio con un morso di zecca è un ulteriore dato che avvalora tale ipotesi diagnostica.

La diagnosi è fondamentalmente clinica negli stadi precoci della malattia, ma i test sierologici possono essere di sostegno nella diagnosi delle eventuali complicanze reumatologiche, neurologiche e/o cardiache che si manifestano nelle fasi avanzate della malattia.

La terapia generalmente prevede la somministrazione di antibiotici come doxiciclina o ceftriaxone, ma visto che la paziente è incinta si predilige l’amoxicillina, un antibiotico appartenente alla classe dei β-lattamici, che è il trattamento di scelta nelle donne in gravidanza ed in allattamento, nonché nei bambini di età inferiore agli 8 anni.

 

La risposta A non è corretta. 

L’azitromicina è un antibiotico appartenente alla famiglia dei macrolidi ed il suo meccanismo di azione si esplica legandosi al ribosoma batterico inattivandolo (si lega alla subunità 50s del ribosoma batterico).

Questo farmaco, può essere utilizzato in caso di allergia alla amoxicillina e doxiciclina (essendo meno efficace di questi farmaci non rappresenta però una prima scelta terapeutica).

 

La risposta B non è corretta. 

La doxiciclina è un antibiotico appartenente alla classe delle tetracicline. Il suo meccanismo di azione si fonda sull’interferenza con la sintesi proteica batterica, legandosi alla subunità 30S del ribosoma batterico.

Questo farmaco, rappresenta l’antibiotico di scelta per la maggior parte dei pazienti con malattia di Lyme.

Tuttavia la doxicillina, è controindicata nelle donne in gravidanza e in allattamento: è stato osservato che può determinare delle discromie dentarie anche permanenti e/o un ritardo nella crescita scheletrica nei bambini e nel nascituro. Pertanto in queste categorie di pazienti (come Chiara) si deve utilizzare l’amoxicillina.

 

La risposta C non è corretta. 

Trattandosi di un’infezione di natura batterica piuttosto importante, l’’osservazione rappresenta una scelta non idonea.

 

La risposta E non è corretta. 

Il ceftriaxone è una cefalosporina di terza generazione e come tale esplica il suo meccanismo d’azione con un’attività battericida interferendo con la sintesi del peptidoglicano.

Viene usato prevalentemente nei pazienti neutropenici e/o immunodepressi in presenza di severe infezioni batteriche o in alcuni casi di profilassi chirurgica.

Il ceftriaxone, come tutte le cefalosporine di terza generazione, si è mostrato efficace, quando somministrato per via endovenosa, nel trattamento della forma precoce e circoscritta della malattia di Lyme; tuttavia, essendo un antibiotico a largo spettro, non trova un vero e proprio razionale nel trattamento di prima linea.

Questo farmaco trova indicazione nei pazienti gravi che manifestano sintomi e segni neurologici (meningite, encefalite, con o senza radicoloneuropatia) o manifestazioni cardiache.


3 di 3 Domande

Si presenta dal proprio medico curante il signor Calabrese, un uomo di mezz’età, di mestiere benzinaio, a causa di un problema dermatologico. Anamnesi patologica prossima: lamenta una eruzione cutanea in entrambe le regioni ascellari. Riferisce che tale eruzione è comparsa da qualche settimana, ma nel corso dei giorni è cresciuta ed è diventata più scura, più spessa e più grande ed occasionalmente gli provoca un prurito moderato. Anamnesi patologica remota: negativa per patologie cutanee e croniche in generale. Esame obiettivo: I parametri vitali sono buoni ed all’esame obiettivo cutaneo si apprezzano delle macchie spesse ed iperpigmentate in corrispondenza di entrambe le ascelle (vedere immagine sottostante). Quale di questi esami di laboratorio è il più appropriato per questo caso?

product image













La risposta corretta è la A.

L’Acanthosis Nigricans è una manifestazione cutanea suggestiva di diabete mellito di tipo II.

Dal punto di vista anatomo-patologico, questa patologia si caratterizza per iperpigmentazione, ipercheratosi e papillomatosi.

Dal punto di vista eziologico, probabilmente l’eccessivo livello di insulina circolante da meccanismi di insulino-resistenza determina una eccessiva stimolazione delle vie mitogenetiche (attraverso la stimolazione di IGF-1).

Un recettore molto importante è quello dell’IGF-1, che determina:

– la proliferazione dei fibroblasti e la stimolazione dei cheratinociti della cute (la conseguente proliferazione definisce il quadro cutaneo dell’Acanthosis Nigricans);

– stimolazione delle cellule ovariche, con aumento della secrezione androgenica e di conseguenza irsutismo e virilizzazione.

Dal punto di vista clinico, questa patologia (come è possibile apprezzare nel caso clinico), si manifesta come ispessimenti brunastri vellutati che si estendono sulla superficie corporea per alcuni centimetri.

Le zone solitamente più colpite sono: la cute delle ascelle, della nuca e dell’inguine; raramente, quando ci troviamo di fronte ad un paziente grave possono essere colpite anche altre zone,quali: zona perioculare, orale e perianale.

Comunque, per poter effettuare la diagnosi di diabete è importante prima di tutto ovviamente dosare i livelli di glicemia a digiuno.

L’Acanthosis nigricans è stata riscontrata anche in altre condizioni poco comuni, quali: la s. di Rabson-Mendenhall, le lipodistrofie, il leprecaunismo, sindrome dell’ovaio policistico ed in sottogruppi di adulti obesi.

Iperinsulinemia e Insulino-resistenza sono state documentate in ognuna delle condizioni sopra esposte.

 


Consegna il compito!


Tempo Rimasto 3 minuti!

Dottore, non aggiorni questa pagina prima del completamento della correzione.
Clicchi su "Consegna il Compito" per ottenere la correzione del compito.

consegna v3 il compito