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1 di 3 Domande

Un paziente di 25 anni si presenta in Pronto Soccorso con modesta dispnea. riferendo dolore acuto trafittivo all'emitorace di destra. Viene eseguito il radiogramma del torace. Quale reperto NON è presente?

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La risposta corretta è la B

Questo è un caso di massivo pneumotorace destro, probabilmente iperteso, dove il versamento pleurico è l’unico reperto fra quelli elencati nelle opzioni non presente nel radiogramma.

Lo pneumotorace si evidenzia sotto forma di una falda iper-diafana, nettamente separata dal parenchima polmonare da una linea netta, con evidenza della marginale pleurica e scomparsa del disegno polmonare.

Lo pneumotorace iperteso è definito come l’accumulo di aria nello spazio pleurico; si verifica, quando si crea un meccanismo a valvola unidirezionale, che collega i polmoni allo spazio pleurico, tale da consentire all’aria di passare nello spazio pleurico ma non in senso opposto. Di conseguenza, l’aria si accumula, determinando una compressione del polmone. Successivamente, si ha una compressione del mediastino, la deviazione della trachea e la compressione del polmone controlaterale e l’ipossiemia; si ha, anche, l’aumento della pressione intratoracica, che determina una diminuzione del ritorno venoso al cuore con ipotensione e distensione delle vene del collo.

L’emitorace interessato è ipertimpanico alla percussione.

Da un punto di vista radiografico come mostrato nell’immagine del caso presentato, un PNX (in questo caso destro) si evidenzia con ampia falda di iperdiafania a carico dell’ambito polmonare interessato con associato collasso del parenchima polmonare limitrofo e sbandieramento controlaterale delle strutture cardio-mediastiniche.

Il trattamento è con decompressione immediata.

Il versamento pleurico (risposta B esatta, reperto non presente nel caso), invece, si evidenzia con la presenza di una obliterazione del seno costofrenico, che risulta essere ipodiafano rispetto al parenchima polmonare, mascherando il profilo emi-diaframmatico omolaterale, obliterando il seno costo-frenico laterale complementare e sfumando la marginale cardiaca di pari livello (segno della silhouette).

Quando viene eseguita la radiografia in ortostatismo, la forza di gravità e la pressione negativa intra-pleurica costringono il liquido a disporsi nelle zone più declivi. Generalmente la presenza di versamento viene rilevata all’RX tradizionale, quando raggiunge la quantità di circa 250 ml. Inizialmente si dispone lungo il seno costofrenico obliterandolo, poi, con l’aumentare della quantità, tende a raccogliersi in posizione più declive e disporsi, formando quello che è il cosiddetto “menisco pleurico”, una distribuzione del liquido con concavità superiore e margine laterale più alto rispetto al mediale; quando è particolarmente abbondante il versamento, tende a determinare un opacamento completo dell’intero ambito polmonare.


2 di 3 Domande

Donna con BMI 21,4 Kg/m lamenta crampi addominali, nausea e diarrea cronica. Si sospetta un morbo celiaco. Quale frazione proteica è responsabile della patogenesi del morbo celiaco?

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La risposta corretta è la C.

La gliadina è una proteina componente del glutine, un complesso proteico contenente una sostanza, la prolamina, verso la quale può svilupparsi, in individui geneticamente predisposti (geni HLA DQ2 e DQ8), una forma di intolleranza, chiamata celiachia.

Questa è una enteropatia cronica, provocata dall’ingestione di alimenti contenenti appunto il glutine, quali frumento, orzo, segale, farro, avena, kamut, triticale.

È caratterizzata da lesioni mucosali dell’intestino tenue che, estendendosi distalmente a partire dal duodeno, ne riducono la superficie assorbente e provocano un quadro di malassorbimento (diarrea e/o steatorrea e/o dimagrimento).

Possono essere presenti anche sintomi extra-intestinali, come anemia, ipostaturalismo, osteoporosi, astenia, amenorrea, menopausa precoce, infertilità, poliabortività, sintomi neurologici come epilessia, neuropatie periferiche, atassia, alterazioni della cute e degli annessi, stomatite aftosa e ipoplasia dello smalto dentario.

La diagnosi si basa essenzialmente sull’aspetto mucosale alla biopsia del duodeno: atrofia dei villi, ipertrofia delle cripte, aumento dell’infiltrato infiammatorio a livello della lamina propria e dell’epitelio (non sono presenti macrofagi PAS positivi).

Tuttavia, l’esecuzione dei test anticorpali (anticorpi anti-endomisio e antitransglutaminasi), non invasivi e con elevata sensibilità e specificità, permette di restringere in maniera importante il numero di soggetti da sottoporre a biopsia.

La terapia è essenzialmente una rigorosa dieta priva di glutine.


3 di 3 Domande

Scenario clinico AA11: Marco, un ragazzo di 19 anni, in seguito ad una caduta mentre giocava a rugby, si reca in PS, lamentando un forte dolore al polso. Domanda 1 (riferita allo scenario clinico AA11): Quale è la diagnosi, alla luce della RX allegata al caso?

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Domanda 1 (riferita allo scenario clinico AA11).

La risposta corretta è la B.

In questo RX del polso-mano possiamo apprezzare una frattura dello scafoide. Lo scafoide, una fra le piccole ossa che compongono il polso, collocato lateralmente al pollice e formante la prima fila delle ossa del carpo, insieme a semilunare, piramidale e pisiforme, risulta essere quello maggiormente interessato da fratture, in seguito a cadute accidentali sulla mano tesa, soprattutto qualora il peso del corpo venga trasmesso sul palmo stesso. Le fratture dello scafoide non sempre sono facilmente visualizzabili all’RX, poiché questo può “nascondersi” attraverso le altre ossa carpali. In tal clinico possiamo apprezzare una rima di iperdiafania a decorso obliquo a carico dello scafoide, che ne interrompe la corticale a tutto spessore, indicativo di frattura: i monconi ossei appaiono lievemente diastasati e disallineati. Le altre strutture ossee in esame non presentano alterazioni da riferire all’evento traumatico.

Fonte Immagine:

AMA

Rhemrev SJ, Ootes D, Beeres FJ, Meylaerts SA, Schipper IB. Current methods of diagnosis and treatment of scaphoid fractures. Int J Emerg Med. 2011; 4:4. Published 2011 Feb 4. doi: 10.1186/1865-1380-4-4

MLA

Rhemrev, Steven J et al. “Current methods of diagnosis and treatment of scaphoid fractures” International journal of emergency medicine vol. 4 4. 4 Feb. 2011, doi: 10.1186/1865-1380-4-4

APA

Rhemrev, S. J., Ootes, D., Beeres, F. J., Meylaerts, S. A., & Schipper, I. B. (2011). Current methods of diagnosis and treatment of scaphoid fractures. International journal of emergency medicine, 4, 4. doi:10.1186/1865-1380-4-4


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