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1 di 3 Domande

Cosa viene mostrato in questa RM dell’addome superiore in sezione coronale?

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La risposta corretta è la A.

Nella immagine di RM in sezione coronale, sequenza T2, vengono mostrate multiple cisti renali bilaterali, che appaiono in tale sequenza come delle formazioni più o meno tondeggianti di elevato segnale (bianche), dato che sono piene di contenuto liquido.


2 di 3 Domande

Manuel da due giorni presenta un quadro clinico di malessere generale, che induce i genitori a portarlo a visita dal Dott. Pini. Ha mal di gola, rinorrea ed eruzione cutanea. Durante la visita la madre comunica al dottore che il bambino ha avuto talmente male, da non riuscire a deglutire nessun cibo e che nella giornata precedente, durante il bagno, ha notato delle macchie sul corpo del figlio, che non sono doloranti né pruriginose. All'esame obiettivo l’orofaringe è infiammata e presenta delle placche, pertanto il Dott. Pini gli prescrive un ciclo di antibiotici e riposo a casa. Quale delle seguenti è la diagnosi più probabile?

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La risposta corretta è la A.

Per il paziente si può avanzare una diagnosi di scarlattina, una patologia causata dallo streptococco Beta-emolitico di gruppo A, l’unica malattia esantematica dell’infanzia non di eziologia virale.

Si manifesta con un’infezione delle vie respiratorie alte, a cui si associa una caratteristica eruzione cutanea. Si trasmette principalmente per via aerea o mediante contatto diretto con saliva e muco della persona infetta.

Colpisce più frequentemente i bambini tra i 4 e i 10 anni di vita e l’incubazione dura mediamente dai 3-5 giorni.

Il quadro clinico si caratterizza per un improvviso rialzo termico (fino a 40 gradi), associato a brividi, cefalea, mal di gola e vomito. Dopo alcuni giorni, appare il caratteristico “esantema cutaneo” con papule eritematose diffuse di colore rosso vivo, che hanno la caratteristica di schiarirsi alla digito-pressione.

Dopo alcuni giorni, si ha risoluzione dell’eruzione cutanea e la guarigione completa nell’arco di una quindicina di giorni. Ma, le infezioni streptococciche possono anche causare febbre reumatica, che può esitare in un danno permanente a carico del cuore; si caratterizza anche per la comparsa di artrite transitoria, interessamento cardiaco, corea, in associazione con eruzioni e noduli cutanei.

Per quanto riguarda il trattamento gli antibiotici (come la penicillina) sono comunemente usati, soprattutto per evitare la febbre reumatica.


3 di 3 Domande

Sulla via di ritorno verso casa, Marco, giovane perito informatico, viene coinvolto in un sinistro tra automobili ad alta velocità. Gli amici, che assistono alla scena, chiamano i soccorsi che agiscono tempestivamente ed intubano Marco sul posto. Viene poi trasportato d’urgenza all’ospedale SS. Annunziata di Taranto, dove viene assistito e valutato dall’equipe del pronto soccorso. All’arrivo il paziente è ipoteso, presenta murmure vescicolare nella norma all’emitorace sinistro e diminuzione del murmure vescicolare all’emitorace destro. Viene posizionato un drenaggio toracico a destra. Si riscontra presenza di ematomi diffusi a tutto il torace ed enfisema sottocutaneo. Poche ore dopo, la radiografia del torace mostra un accumulo di aria nello spazio pleurico, mediastinico ed in sede sottocutanea, come mostrato nell'immagine allegata. Quale delle seguenti è la diagnosi più probabile?

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La risposta corretta è la A.

Il paziente ha subito probabilmente un trauma toracico a rapida decelerazione con il suo veicolo. Nella gestione clinica del paziente stabile (dopo trauma chiuso), è stato effettuato un RX, che ha mostrato la presenza di pneumotorace, pneumo-mediastino ed enfisema sottocutaneo (rilevato anche all’esame obiettivo) e pertanto, visti questi segni, la diagnosi più probabile è quella di una rottura bronchiale.

Solitamente tra i 2 bronchi, quello più comunemente interessato è quello di destra. Altri sintomi e segni che potremmo riscontrare in questa patologia sono: tosse, emottisi, dispnea e cianosi.

La diagnosi può essere successivamente confermata attraverso una TC o una broncoscopia. 

Le risposte B, C ed E non sono corrette.

I segni e sintomi di queste alterazioni non sono compatibili con il quadro clinico e strumentale, presentato nel caso.

La risposta D non è corretta.

La rottura dell’esofago è causata prevalentemente da procedure endoscopiche. In rari casi si può verificare anche una rottura spontanea, tipicamente correlata a vomito (sindrome di Boerhaave) o a ingestione di un grosso bolo.

La rottura dell’esofago dopo un trauma toracico è molto rara, in quanto è più probabile la rottura tracheo-bronchiale o bronchiale (nel caso clinico specifico la storia clinica del paziente, i segni e i sintomi non sono caratteristici per la rottura dell’esofago).

Dal punto di vista clinico solitamente si riscontra: mediastinite, dolore toracico, dolore addominale, vomito, shock, ematemesi, versamento pleurico e pneumo-mediastino. Nel 30% dei casi vi è anche pneumo-mediastino.

Per confermare la diagnosi, bisognerebbe eseguire esofago-gramma con mezzo di contrasto idrosolubile e/o TC del torace.

Fonte Immagine:

AMA Le Guen M, Beigelman C, Bouhemad B, Wenjïe Y, Marmion F, Rouby J-J. Chest computed tomography with multiplanar reformatted images for diagnosing traumatic bronchial rupture: a case report. Critical Care. 2007;11(5): R94. doi:10.1186/cc6109.
MLA Le Guen, Morgan et al. “Chest Computed Tomography with Multiplanar Reformatted Images for Diagnosing Traumatic Bronchial Rupture: A Case Report.” Critical Care 11.5 (2007): R94. PMC. Web. 18 Apr. 2018.
APA Le Guen, M., Beigelman, C., Bouhemad, B., Wenjïe, Y., Marmion, F., & Rouby, J.-J. (2007). Chest computed tomography with multiplanar reformatted images for diagnosing traumatic bronchial rupture: a case report. Critical Care, 11(5), R94. http://doi.org/10.1186/cc6109

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