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1 di 3 Domande

Un uomo di 40 anni si reca presso il PS presentando da piĂš di 5 anni un dolore intermittente in regione glutea bilaterale, prevalentemente nelle ore notturne, che interferisce con il sonno e si allevia con il movimento; tale dolore si associa a rigiditĂ  della durata di circa un'ora dopo
inattività motoria. Nega dolore, gonfiore o deformità in altre regioni corporee. Le analisi di laboratorio non mostrano alterazioni ad eccezione della PCR: 11,5 mg / dL (N <5) e della radiografia mostrata di seguito. Sulla base dei reperti mostrati, qual è la diagnosi piÚ probabile?

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La risposta corretta è la B.

In presenza di un’anamnesi positiva, in un soggetto giovane, per dolore intermittente nel corso della giornata, che dura da 5 anni, localizzato a sede glutea bilaterale, bisogna sospettare che siamo in presenza di una sacroileite e spondilite anchilosante. Alla radiografia possiamo osservare il tipico reperto di una sacroileite bilaterale, con una riduzione della funzione articolare associata ad irregolarità delle rime articolari e sclerosi delle stesse, fino a configurare un quadro di anchilosi.
Tutto ciò rende la diagnosi di spondilite anchilosante molto probabile.


2 di 3 Domande

Paziente ex fumatore si presenta dal medico con tosse, affanno ed un recente episodio di emottisi, che a detta del paziente riferisce esser stato di lieve entitĂ . Quale reperto viene mostrato in questa TC del torace?

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La risposta corretta è la B.

La lesione mostrata alla TC del caso clinico, vista anche l’anamnesi del paziente, è compatibile con una neoplasia polmonare, localizzata al lobo inferiore di sinistra. La lesione si presenta come una formazione pseudo-nodulare a margini irregolari e finemente spiculati: si tratta verosimilmente di una lesione neoplastica allo stadio iniziale; è necessario un accertamento bioptico diretto per definirne la natura.


3 di 3 Domande

Una paziente di 8 anni, si presenta dal suo pediatra, perche' sua madre ha notato ''diversi cambiamenti fisici''. La bambina nega cefalea, vomito o disturbi della vista. Per quanto riguarda l’anamnesi patologica remota risulta significativa per due fratture ossee all’età di 6 e 7 anni. La storia familiare e' irrilevante. All’esame obiettivo si osservano una macchia caffe' latte dai contorni irregolari a livello della parte posteriore del collo e una molto vicina al gluteo destro. Inoltre, presenta anomalie facciali, un livido a livello del braccio destro e un innalzamento delle mammelle con presenza di bottone mammario ed allargamento delle areole. Infine, mostra peli pubici ispidi a livello delle labbra e della sinfisi pubica. L’esame della vista e' normale. Qual e' la diagnosi piu' probabile?

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La risposta corretta è la B.
La paziente del caso clinico, in base ai reperti clinico-anamnestici e all’immagine, presenta verosimilmente la sindrome di McCune-Albright, caratterizzata da tre segni clinici: pubertà precoce (PP), pigmentazione (macchie caffè-latte) e displasia fibrosa poliostotica. Dal punto di vista epidemiologico è una sindrome rara con una prevalenza stimata tra 1/100.000 e 1/1.000.000; è responsabile del 5% dei casi di pubertà precoce femminile. Dal punto di vista eziologico è causata dalla mutazione del gene GNAS, cioè della proteina che regola l’AMP ciclico, Gs-alfa. Dal punto di vista clinico, la displasia fibrosa delle ossa (DF) può interessare sedi scheletriche uniche o multiple, determinando una andatura zoppicante con o senza dolore; a volte, è possibile riscontrare fratture patologiche. Possono essere presenti anche difetti cranio-facciali associati (disturbo progressivo della visione, alterazioni importanti del viso). La scoliosi è comune e può essere progressiva. Inoltre, può determinare spotting vaginale, sviluppo precoce delle mammelle nelle ragazze, ingrossamento dei testicoli nei ragazzi. Tale patologia può essere associata anche ad altre endocrinopatie da iperfunzione (ipertiroidismo, adenomi ipofisari PRL o GH secernenti). Infine, le macchie 'caffè-latte' insorgono di solito nel periodo neonatale. In base ai reperti clinico-anamnestici e all’immagine, la paziente non presenta sindrome di Peutz-Jeghers, sindrome di Cushing, tumore del surrene e/o sindrome di Sturge-Weber (risposte A, C, D ed E errate).

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