Simulazione 2 – Caso 079-081 – Test Ammissione

Simulazione

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1 di 3 Domande

Quale tra questi composti antifungini agisce legandosi agli steroli della membrana cellulare e causando la formazione di una serie di pori che provocano una fuoriuscita incontrollata del contenuto citosolico, cui segue la morte cellulare per lisi osmotica?

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La risposta corretta è la C.
Gli antibiotici polienici sono classificati fra le principali classi di antifungini. Il termine “polienico” sta ad indicare la presenza, in questi farmaci, di un numero vario di doppi legami non saturi coniugati. Sono molecole anfipatiche e il loro meccanismo d’azione prevede l’interazione di questi farmaci con l’ergosterolo, un costituente di natura steroidea fondamentale nella struttura della membrana fungina, e la creazione di pori o canali con danno della membrana, rilascio di costituenti cellulari, perdita del gradiente protonico e morte fungina. Hanno azione batteriostatica o battericida a seconda delle dosi somministrate. I farmaci più importanti appartenenti a questa famiglia sono l’amfotericina B e la nistatina. La resistenza nei loro confronti, anche se rara, è dovuta al rimpiazzo dell’ergosterolo con altri precursori e la scarsa capacità del farmaco di penetrare nella parete. Lo spettro di miceti sensibili comprende i lieviti come Candida e Cryptococcus neoformans, funghi dimorfi come Blastomyces, Histoplasma, Sporothrix schenckii, muffe e miceti filamentosi come Aspergillus e Phialaphora, e zigomiceti.
La risposta A non è corretta.
Le echinocandine sono dei farmaci antifungini che inibiscono non con meccanismo competitivo ma in maniera specifica gli enzimi deputati alla sintesi dei beta-glucani della parete fungina, in particolare la glucano sintetasi che sintetizza il 1,3-beta-glucano.
La risposta B non è corretta.
I composti azolici sono dei farmaci antifungini che agiscono inibendo l’enzima lanosterolo 14alfa-metilasi, una mono-ossigenasi del citocromo P450 micotico. Questo enzima catalizza la conversione del lanosterolo ad ergosterolo, un componente fondamentale della membrana fungina. In questo modo si ha l’alterazione della fluidità di membrana e la sua permeabilità. Si ha inoltre l’interruzione dell’attività degli enzimi di membrana e della replicazione cellulare.
La risposta D non è corretta.
La 5-fluorocitosina è un farmaco antimicotico di tipo sistemico che viene impiegato in associazione alla amfotericina B. Grazie ad una proteina della parete fungina, una permeasi, la fluocrocitosina riesce a penetrare all’interno della cellula dove viene convertita a 5-fluorouracile da una deaminasi. Questo, fungendo da falso nucleotide, inibisce la timidilato sintetasi e di conseguenza  la sintesi del DNA micotico. Viene quindi bloccata la replicazione cellulare.
La risposta E non è corretta.
Nè le echinocandine né i composti azolici agiscono legandosi agli steroli della membrana cellulare e causando la formazione di pori a cui segue la morte cellulare per lisi osmotica

Rif. 1332dbgDi3ofT

2 di 3 Domande

In corso di Leptospirosi, durante la prima settimana d'infezione, dove possono essere isolate le Leptospire?

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La risposta corretta è la A.
La leptospirosi è una zoonosi che può essere trasmessa con il contatto diretto con l’urina o i tessuti di animali infetti oppure in maniera indiretta con il contatto con acqua contaminata, in presenza di soluzioni di continuo della cute. I roditori ne costituiscono, fra molti altri mammiferi, il serbatoio principale. La Leptospira è un batterio spiraliforme appartenente alla classe delle spirochete. Fra gli oltre 200 sierotipi individuati, alcuni di questi sono patogeni mentre altri sono semplici saprofiti. Il perido di incubazione della leptospirosi è solitamente di 5-15 giorni anche se può estendersi dal 2^ al 20^ giorno. Il decorso è bifasico con una prima fase setticemica caratterizzata da comparsa improvvisa di febbre alta con brivido, artromialgie, iperemia congiuntivale al 3°-4° giorno, raramente epato o splenomegalia, seguiti da defervescenza e dal passaggio, tra il 6° e il 120° giorno dall’inizio della sintomatologia, alla fase immune in cui si osserva la comparsa degli anticorpi nel siero. Dopo la defervescenza e l’apparente remissione dei sintomi alla fine della prima fase, possono ricomparire febbre e artralgie, talvolta accompagnati da segni di meningismo e nel 50% dei casi pleiocitosi. Più raramente si può avere nevrite ottica, iridociclite, neuropatia periferica, compromissione renale e polmonare. Durante la prima settimana di infezione, la spirocheta può essere isolata nel sangue, nelle urine ed eventualmente nel liquido cerebrospinale Spesso è una infezione che decorre asintomatica, o paucisintomatica, e autolimitante, ma nei casi che necessitano di terapia, gli antibiotici di scelta sono la doxiciclina o l’azitomicina. Nei pazienti ospedalizzati, sono favorite la penicillina, la doxiciclina, il ceftriaxone e il cefotaxime.
La risposta B non è corretta.
Dopo circa sette giorni dall’infezione, le Leptospire non possono essere identificate nella milza.
La risposta C non è corretta.
Le Leptospire non possono essere identificate delle ossa.
La risposta D non è corretta.
Durante la prima settimana di infezione, le Leptospire non possono essere individuate a livello epatico.
La risposta E non è corretta.
Durante la prima settimana di infezione le Leptospire possono essere isolate nel sangue ma non nella milza.
Rif. 1333dbxL4K5PP

3 di 3 Domande

Quali antibiotici agiscono inibendo la sub unita' 30 S dei ribosomi dei batteri?

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La risposta corretta è la B
Le tetracicline costituiscono un gruppo di antibiotici di tipo batteriostatico che inibiscono la sintesi proteica batterica, legandosi alla subunitĂ  30S ribosomale e impedendo il legame tra l’aminoacil-tRNA e il complesso mRNA-ribosoma. E’ una azione di tipo batteriostatico poichè il legamee della tetraciclina è reversibile. Sono antibiotici ad ampio spettro, attivi verso numerosi batteri Gram positivi e Gran negativi aerobi e anaerobi e con efficacia anche nei confronti di alcuni microrganismi resistenti ad altre classi come le rickettsie, clamidiae, micoplasmi e fitoplasmi. Fra i principali effetti collaterali, ricordiamo quelli dovuti al loro accumulo in tessuti ricchi di calcio come le ossa e i denti. Gli aminoglicosidi sono antibiotici di tipo batteriostatico, con azione battericida concentrazione-dipendente, che inibiscono la sintesi proteica batterica legandosi alla subunitĂ  30S del ribosoma. In questo modo bloccano la formazione del complesso tra il ribosoma e l’RNA messaggero, inducono la sintesi di proteine anormali o non funzionanti  e impediscono la traslocazione dell’RNA tranfer. Sembra inoltre che questa classe di antibiotici abbia la capacitĂ  di causare dei danni alla membrana batterica, con formazione di pori, alterazione della permeabilitĂ  e morte cellulare. Sono principalmnte attivi nei confronti dei batteri aerobi Gram negativi come Pseudomonas, Acinetobacter ed Enterobacter, nei confronti di Gram positivi e di alcune specie di Micobatteri come il micobatterium tubercolosis. Sono ototossici e nefrotossici.
La risposta A non è corretta.
Gli antibiotici beta-lattamici devono la loro azione all’inibizione della transpeptidasi, un enzima responsabile della formazione dei legami crociati fra le molecole di peptidoglicano della parete cellulare betterica. In questo modo ne impediscono la sintesi.
La risposta C non è corretta.
I chinoloni sono farmaci ad origine sintetica e ad attività antibatterica, derivati dall’acido nalidixico. Il loro meccanismo d’azione è legato all’inibizione della girasi e della topoisomerasi IV, enzimi coinvolti nel processo di replicazione del DNA batterico.
La risposta D non è corretta.
Le rifamicine sono un gruppo di farmaci ad origine semisintetica ad attività antibatterica che deve la sua attività all’inibizione della RNA polimerasi DNA dipendende delle cellule batteriche grazie al suo legame con la subunità beta. In questo modo non permette la trascrizione dell’RNA messaggero e la conseguente traduzione dei polipeptidi.
La risposta E non è corretta.
Gli antibiotici beta lattamici inibiscono la sintesi della parete batterica; gli aminoglicosidi e le tetracicline inibiscono la subunitĂ  ribosomica batterica 30S.

Rif. 1334dbbmavQy9

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