Simulazione 2 – Caso 136-140 – Test Ammissione

Simulazione

Cliccando in alto a destra sul pulsante "+" e' possibile "Consegnare", "Salvare e Interrompere", "Salvare e Continuare" il compito.

1 di 5 Domande

La conta dei linfociti T CD4 circolanti in un paziente rivela valori tipici da sindrome da immunodeficienza acquisita. Quale dei seguenti valori di linfociti T CD4 circolanti (espressi in cellule/mm3) si riscontrano piu' comunemente nel paziente?

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo














La risposta corretta è la D.
L’infezione da parte dei virus HIV-1 e HIV-2 da origine ad una infezione cronica a carico del sistema immunitario dell’organismo ospite. Il principale bersaglio di tali microrganismi è rappresentato dalle cellule presentanti sulla loro superficie una particolare proteina denominata CD4, in particolare i linfociti T-helper, fondamentali nel processo di difesa immunitaria dell’essere umano. L’infezione da HIV va incontro a periodi di remissione e riattivazione. Durante la prima fase, cioè quella primaria acuta, i sintomi riscontrati sono generalmente di tipo simil influenzali; secondariamente, si attraversa una fase asintomatica la cui durata può essere variabile; infine, nella terza fase dell’infezione la compromissione del sistema immunitario provoca l’esordio della malattia conclamata, denominata AIDS. Questa si manifesta con perdita di peso, diarrea cronica, febbre, sudorazione notturna, astenia, artralgie, infezioni da microrganismi opportunisti normalmente non pericolosi per i soggetti immunocompetenti, neoplasie. Il tipo di manifestazione clinica è correlabile al numero di linfociti CD4 circolanti. La condizione di AIDS conclamata viene definita da uno o più fra i seguenti criteri: l’insorgenza di gravi infezioni provocate da patogeni opportunisti, alcune neoplasie favorite dal deficit dell’immunità cellulo-mediata,  disturbi neurologici oppure un numero di linfociti T CD4+ (helper) inferiore a 200/ul.
Le risposte A, B, C ed E non sono corrette.
L’infezione da HIV diventa sintomatica, e quindi si passa ad AIDS conclamata, quando il valore dei linfociti T CD4 circolanti è inferiore a 200/ul.

Rif. 900dbUBLRUHz

2 di 5 Domande

Quale tra le seguenti neoplasie ha un'incidenza notevolmente aumentata nei soggetti con infezione da HIV?

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo














La risposta corretta è la C.
Il sarcoma di Kaposi è la neoplasia che presenta la più stretta correlazione con l’infezione da HIV. La sua comparsa è uno dei criteri che definisce il passaggio ad AIDS conclamata. Il Sarcoma di Kaposi o sarcoma emorragico idiopatico multiplo è una neoplasia che coinvolge le cellule endoteliali infettate dall’herpes virus tipo 8. La correlazione con l’AIDS deriva dal fatto che in questi pazienti, l’immunodepressione provocata da questa patologia, aumenta la probabilità che le cellule infettate dall’HHV8 vadano incontro a trasformazione neoplastica. Il sarcoma di Kaposi correlato all’AIDS risulta essere molto più aggressivo rispetto alla forma classica e a quella endemica. Si manifesta con la comparsa di lesioni cutanee generalmente asintomatiche di colore rosa-rosso-purpureo che possono confluire in placche dal colore tendente al violaceo-nero. Queste lesioni possono infiltrare i tessuti vicini e, quando localizzati a livello del tratto gastrointestinale, possono sanguinare. La diagnosi viene fatta, oltre che con le informazioni anamnestiche, mediante biopsia. L’estensione delle lesioni va valutata con esami strumentali quali broncoscopia, endoscopia e TC. Il trattamento prevede l’escissione chirurgica delle lesioni, la crioterapia e l’elettrocoagulazione, la radioterapia, la terapia antiretrovirale.
Le risposte A, B, D ed E non sono corrette.
L’adenocarcinoma del colon, il melanoma e l’osteosarcoma non hanno una netta maggiore incidenza nei pazienti affetti da HIV rispetto alla popolazione generale.

Rif. 901dbFBXb3Ar

3 di 5 Domande

Il colesterolo NON e' il precursore biosintetico di uno dei seguenti ormoni. Quale?

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo














La risposta corretta è la A.
L’insulina è un ormone di natura peptidica prodotta e secreta in maniera significativa dalle cellule beta del pancreas. E’ composto da due catene polipeptidiche A e B, rispettivamente di 29 e 31 aminoacidi, tenute insieme da due legami disolfuro e altri legami idrogeno. Viene sintetizzata come preproinsulina, un precursore inattivo. In seguito alla rimozione del peptide leader viene convertita in proinsulina e con la rimozione del peptide C o peptide di interconnessione si ha il passaggio a insulina. Il principale fattore di regolazione della secrezione di insulina è il livello di glucosio nel sangue. L’insulina agisce sul metabolismo glucidico, su quello lipidico e sulla sintesi proteica. Una carenza o una assenza di questo ormone porta alla patologia nota come diabete.
Le risposte B, C, D ed E non sono corrette.
Il cortisolo, il testosterone e l’estradiolo sono ormoni di natura steroidea, derivati dal colesterolo. Questi ormoni vengono prodotti dalla corteccia surrenalica e dalle gonadi. La loro struttura di base è quella del ciclopentanoperidrofenantrene. Essendo molecole lipofiliche sono capaci di attraversare la membrana cellulare, motivo per cui i loro recettori sono localizzati a livello intracellulare.

Rif. 902dbmRJJug6

4 di 5 Domande

L'azione prevalente sul sistema immunitario delle formulazioni farmacologiche che contengono cortisolo e':

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo














La risposta corretta è la B.
Il cortisolo è un ormone di tipo steroideo, appartenente alla categoria dei glucocorticoidi, prodotto dalle cellule della zona fascicolata della corticale del surrene. La sintesi giornaliera di cortisolo, nell’adulto normale, è di circa 10-20 mg. Questa produzione segue un ritmo circadiano regolato dall’ACTH, ormone ipofisario. Gli ormoni appartenenti alla categoria dei glucocorticoidi e il cortisolo in primis giocano un ruolo fondamentale nella modulazione della risposta infiammatoria, riducendo la produzione di leucotrieni e prostaglandine. Vi sono tre meccanismi attraverso i quali i glucocorticoidi possono inibire la produzione di prostaglandine: a) attraverso l’induzione e l’attivazione dell’annessina 1 (chiamata anche lipocortina-1), una proteina antinfiammatoria che inibisce a sua volta la fosfolipasi A-2 , coinvolta nella liberazione di acido arachidonico a sua volta poi convertito in eicosanoidi (trombossani, prostaglandine, prostacicline, leucotrieni); b) attraverso l’induzione della fosfatasi 1 MAPK che defosforila e quindi inattiva i membri della famiglia della MAPK e inibendo anche l’attività della fosfolipasi citosolica A2; c) tramite la repressione della trascrizione della COX-2, enzima essenziale nella produzione delle prostaglandine. I glucocorticoidi e nello specifico il cortisolo, agendo a livelli diversi, riducono quindi la cascata infiammatoria.
La risposta A non è corretta.
Il cortisolo svolge un ruolo fondamentale nel controllo della risposta infiammatoria causata sia da meccanismi interni come le patologie autoimmuni, sia nel caso di agenti esterni come quelli di tipo infettivo. Non agisce sulla produzione anticorpale ma modula il processo infiammatorio che può derivare a sua volta da una risposta immune scatenata dalla reazione degli anticorpi nei confronti di elementi riconosciuti come sostanze antigeniche.
La risposta C non è corretta.
Il cortisolo è un ormone steroideo che modula la risposta infiammatoria, riducendo la produzione di prostaglandine e leucotrieni.
La risposta D non è corretta.
I macrofagi sono cellule, differenziate e specializzate, effettrici istema dell’immunità innata cioè quel tipo di immunità che costituisce la prima difesa, non specifica, nei confronti dei microrganismi. La loro presenza è quindi indipendente dall’esposizione al patogeno. I macrofagi sono cellule già specializzate; il cortisolo non è coinvolto in una loro ulteriore differenziazione.
La risposta E non è corretta.
Il cortisolo è coinvolto nella modulazione della risposta infiammatoria, grazie alla sua capacità di ridurre la produzione di prostaglandine e leucotrieni.

Rif. 903dbuBZhE4E

5 di 5 Domande

Quali sono i principali gruppi di cellule del sistema immunitario che possono essere soggetti a infezione diretta da HIV-1?

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo














La risposta corretta è la A.
L’infezione da parte del virus dell’immunodeficienza umana è causata da due ceppi di virus (HIV-1 e HIV-2) appartenenti al genere Lentivirus e alla famiglia Retroviridae. Questi danno origine ad una infezione cronica a carico del sistema immunitario dell’organismo ospite. La trasmissione avviene per via ematica, verticale, sessuale. Il principale bersaglio di tali microrganismi è rappresentato dalle cellule presentanti, sulla loro superficie, una particolare proteina denominata CD4. Tale proteina viene riconosciuta dalla gp-120 collocata sulla superficie esterna del virus. Il CD-4 è particolarmente rappresentato sui linfociti T-helper, fondamentali nel processo di difesa immunitaria dell’essere umano, ma anche su macrofagi e cellule dendritiche. Oltre i linfociti, altre cellule in altri molteplici distretti corporei possiedono recettori CD-4 e quindi possono essere infettate. Una volta legato il CD-4 presente sulla superficie dei linfociti, il virus può penetrare al suo interno e avviare il ciclo di replicazione. I virus neoformati abbandonano poi la cellula ospite, provocando la perforazione della membrana e quindi anche la sua morte. L’infezione da HIV va incontro a periodi di remissione e riattivazione; la sintomatologia è variabile. Il tipo di manifestazione clinica è correlabile al numero di linfociti CD4 circolanti. La condizione di AIDS conclamata viene definita da uno o più fra i seguenti criteri: l’insorgenza di gravi infezioni provocate da patogeni opportunisti, alcune neoplasie favorite dal deficit dell’immunità cellulo-mediata,  disturbi neurologici oppure un numero di linfociti T CD4+ (helper) inferiore a 200/ul.
Le risposte B, C, D ed E non sono corrette.
Il principale bersaglio di tali microrganismi è rappresentato dalle cellule presentanti, sulla loro superficie, una particolare proteina denominata CD4. Il CD-4 è particolarmente rappresentato sui linfociti T-helper, fondamentali nel processo di difesa immunitaria dell’essere umano, ma anche su macrofagi e cellule dendritiche.

Rif. 904db3WfYx0P

Consegna il Compito!

Consegna il compito!


Tempo Rimasto 5 minuti!

Dottore, non aggiorni questa pagina prima del completamento della correzione.
Clicchi su "Consegna il Compito" per ottenere la correzione del compito.

consegna il compito