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1 di 3 Domande

La signora Imbriani, un’infermiera di 41 anni, nota la presenza di una lesione nel suo occhio destro. Anamnesi patologica prossima: lesione nel suo occhio destro e si reca pertanto presso il reparto di oculistica dello stesso ospedale in cui lavora e durante la visita del Dott. Catteri, responsabile del reparto, la donna nega cambiamenti del visus, dolore oculare e secrezioni dagli occhi e non riferisce la comparsa di febbre. In figura è mostrata una foto del suo occhio. Quale, tra le seguenti è la diagnosi corretta?

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La risposta corretta e' la A
La diagnosi corretta è lo pterigio, un’escrescenza carnosa triangolare cresciuta sulla congiuntiva bulbare, che può estendersi sulla cornea e distorcerla, producendo astigmatismo e alterazioni del potere refrattivo dell'occhio. I sintomi possono comprendere riduzione della vista e sensazione di corpo estraneo. Il trattamento sintomatologico prevede l’uso di corticosteroidi in gocce o in pomata. Tuttavia, il trattamento definitivo è rappresentato dall'asportazione chirurgica. Al contrario, la pinguecola è un accumulo di tessuto congiuntivale che si localizza a livello del punto di unione nasale o temporale della sclera e della cornea che non invade la cornea per cui non causa alterazioni della visione (risposta E errata).

2 di 3 Domande

La signora Vinci, una donna di 44 anni, viene portata dal marito presso il P.S. dell’ospedale San Raffaele di Milano, per disturbi gastrointestinali Anamnesi patologica prossima: intenso dolore addominale che perdura da 3 ore. Nei 2 mesi precedenti la donna ha avuto altri due episodi simili. Nega febbre. Il Dott. Linuzzi, medico di guardia di turno, indica che la paziente deve essere sottoposta ad accertamenti diagnostici strumentali, al fine di valutare il suo problema. Esami strumentali: tra i vari esami strumentali, viene anche eseguita un’ecografia, mostrata in figura. Quale tra le seguenti è la diagnosi più probabile?

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La risposta corretta e' la A
La colelitiasi è la diagnosi più probabile del quadro clinico della paziente. In particolare, la colelitiasi o calcolosi biliare si manifesta generalmente con la colica biliare, ovvero un dolore acuto causato dalla presenza dei calcoli che impediscono il passaggio della bile: la colecisti si contrae per vincere tale ostacolo e questo causa la sintomatologia dolorosa. Il dolore da colica biliare si manifesta più spesso di notte o dopo pasti particolarmente abbondanti e ricchi di grassi, è di tipo colico e origina a livello dell’ipocondrio destro per poi estendersi verso il fianco, la schiena, fino alla spalla destra. Possono associarsi nausea e vomito, febbre, diarrea, ittero e subittero.
L’ecografia rappresenta l’esame diagnostico di I livello ma anche l’esame diagnostico d’elezione: tipicamente i calcoli appaiono come formazioni iperecogene dotate del caratteristico cono d’ombra posteriore.

3 di 3 Domande

Un uomo di 64 anni si reca in ospedale per sottoporsi al regolare checkup medico annuale. Anamnesi patologica prossima: non riferisce alcun disturbo. Anamnesi patologica remota: cinque anni prima al paziente è stata diagnosticata un’onda Q di necrosi cardiaca, indice di infarto miocardico anteriore. Esami strumentali: si sottopone fra i tanti controlli anche ad un RX del torace. Quale è la diagnosi?

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La risposta corretta e' la D
La diagnosi più probabile è che il paziente abbia sviluppato un aneurisma ventricolare come conseguenza dell’infarto miocardico pregresso. In particolare, l’aneurisma costituisce una zona della parete ventricolare che non solo rimane acinetica, ma diviene discinetica, cioè si estroflette durante la sistole. Le zone maggiormente interessate sono la punta e la parete anteriore del ventricolo sinistro. Le conseguenze di un aneurisma ventricolare comprendono:
- La compromissione della regolare dinamica cardiaca
- Le aritmie ventricolari
- La formazione di trombi murali.
All’ECG è comune la persistenza di un sopraslivellamento del tratto ST nella sede della necrosi. La radiografia del torace può evidenziare un’alterazione del contorno del margine ventricolare, come possiamo notare nella RX del caso proposto. Infine, è l’ecocardiografia che consente facilmente la conferma della diagnosi

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