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1 di 3 Domande

Scenario ET42G: Un paziente di 34 anni lamenta da due settimane febbre elevata con leucocitosi. Negli ultimi giorni si associa dolore all'emitorace sinistro. Viene eseguita la radiografia riportata. Quale diagnosi puo' essere sospettata con maggiore certezza?

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La risposta corretta e' la B
Il quadro radiografico e clinico suggeriscono che la diagnosi più probabile sia quella di empiema pleurico. L’empiema pleurico è un versamento di natura purulenta e, come tale, si manifesta con tutte le caratteristiche cliniche del versamento pleurico (dispnea, dolore pleuritico, assenza del fremito vocale tattile e presenza degli sfregamenti pleurici) associate a quelle di infezione, come appunto la febbre alta associata a rialzo degli indici infiammatori e leucocitosi.
L’RX del torace evidenzia il versamento pleurico come un patologico reperto radiopaco compatibile con una raccolta liquida a livello della cavità pleurica, che oblitera l’angolo costofrenico.

2 di 3 Domande

Scenario ET42G: Un paziente di 34 anni lamenta da due settimane febbre elevata con leucocitosi. Negli ultimi giorni si associa dolore all'emitorace sinistro. Viene eseguita la radiografia riportata. Quale procedimento invasivo dovra' essere eseguito subito dopo?

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La risposta corretta e' la A
In questo radiogramma si apprezza la presenza di una marcata ipodiafania all’emitorace di sinistra in zona medio basale, con quota pleurogena a disposizione apico-parieto-basale e bande di ipodiafania da verosimile natura disventilatoria: vista la clinica del paziente ed il reperto radiografico, l’ipotesi diagnostica più plausibile è quella di un processo flogistico associato a versamento pleurico. La diagnosi di certezza per lo studio delle caratteristiche del versamento ed eventualmente anche il suo trattamento, mirato ad alleviare la sintomatologia respiratoria presentata dal paziente, può essere ottenuta mediante la toracentesi e il posizionamento di un drenaggio toracico. La toracentesi è una procedura invasiva eseguita a scopo diagnostico e/o terapeutico che, tramite l'introduzione di un ago, permette il prelievo o il drenaggio di liquido accumulatosi in cavità pleurica. La toracentesi è indicata a scopo diagnostico per i versamenti di nuova insorgenza, senza causa nota, diagnosticati alla ecografia, alla radiografia o alla TC del torace, di spessore superiore ai 10 mm, oppure per quelli che persistono per oltre 3 giorni nonostante la terapia. A scopo terapeutico invece viene effettuata quando il paziente, per versamenti importanti, manifesta distress respiratorio. Le caratteristiche macroscopiche e microscopiche del liquido pleurico aspirato orientano verso la diagnosi.
L’agoaspirato TC guidato non trova indicazione nel caso presentato, in quanto è una procedura finalizzata ad effettuare un esame citologico di un tessuto solido da analizzare ed avendo il nostro paziente una raccolta liquida nello spazio pleurico, e non una massa solida, l’agoaspirato non è la tecnica più adatta nè a scopo investigativo nè terapeutico (Risposta B errata). Lo stesso discorso vale per la fibrobroncoscopia, che è un esame che permette mediante l’introduzione di una sonda, generalmente flessibile, attraverso la cavità buccale o le cavità nasali, l’esplorazione diretta dell’albero tracheobronchiale, la visualizzazione della sua mucosa, il riscontro di eventuali lesioni, corpi estranei, secrezioni, emorragie, stenosi: tale indagine può essere utilizzata sia in maniera esplorativa e quindi a scopo diagnostico, ma anche a scopo terapeutico (Risposta C errata). La video-toracoscopia è una procedura chirurgica mininvasiva che consiste nell'esplorazione della cavità toracica, di effettuare biopsie polmonari, pleuriche, masse mediastiniche, linfonodali, pericardiche o l'asportazione di neoplasie benigne pleuriche e polmonari, resezioni polmonari, resezione di bolle enfisematose, pleurodesi, pleurectomia, simpaticectomia toracica, toilette di empiema pleurico e come detto prima, in virtù della presenza nel nostro paziente di una raccolta liquida nello spazio pleurico, tale metodica non risulta essere la tecnica più adatta per indagare tale condizione (Risposta D errata).



3 di 3 Domande

Scenario QQ2Q: Un paziente di 37 anni si presenta in Pronto Soccorso per comparsa di valori elevati di pressione arteriosa. L'addome si presenta globoso per adipe. Gli arti sono estremamente sottili. Domanda 2: Quale ipotesi diagnostica deve essere considerata in questo caso clinico?

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La risposta corretta è la A.
Per il paziente del caso clinico, in base ai reperti clinico-anamnestici, la diagnosi più probabile è la sindrome di Cushing, che include un gruppo di disturbi ormonali da elevata e prolungata esposizione ai glucocorticoidi. Da un punto di vista eziopatogenetico, può essere classificata in ACTH-dipendente e indipendente:
- le forme ACTH-dipendenti, le più frequenti, sono causate nell’80% dei casi da un adenoma ipofisario secernente (malattia di Cushing) o da tumori non ipofisari (secrezione ectopica) (risposta C errata);
- le forme ACTH-indipendenti sono secondarie solitamente a un carcinoma o a un adenoma surrenale; raramente, sono causate da iperplasia surrenale o assunzione di corticosteroidi eccessiva e prolungata.
Inoltre, l’eccesso di cortisolo provoca una serie di alterazioni metaboliche, le più frequenti rappresentate dal diabete mellito e dalla presenza di valori elevati di colesterolo e trigliceridi (dislipidemia) (risposta B errata).
Al contrario, in base ai reperti clinico-laboratoristici, il paziente non presenta ipotiroidismo primario (risposta D errata).

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