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1 di 3 Domande

Il Sig. Riva, un uomo di 45 anni, viene trasportato in ambulanza presso il P.S. del policlinico Umberto I di Roma, dove viene affidato alle cure del medico di guardia di turno, il Dott. Rento. Anamnesi patologica prossima: l’uomo lamenta un intenso dolore addominale di tipo colico e la presenza di una “massa” dolorante alla palpazione all’inguine. Inoltre presenta anche vomito. Esame obiettivo: presenta una F.C.di 110 bpm ed una temperatura corporea di 37.8oC. Il Dott. Rento rileva all’ispezione una marcata distensione addominale, all’auscultazione rumori intestinali accentuati ed alla palpazione una massa dolente nell’inguine sinistro, al di sopra e medialmente rispetto al tubercolo pubico. Esami strumentali-laboratoristici: conta dei leucociti 14.7 x 109/L (4-11 x 109).  Viene effettuata un’Rx dell’addome. Quale è lo step successivo dell’iter diagnostico?

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La risposta corretta è la D.
Questo paziente presenta verosimilmente un quadro di occlusione intestinale verosimilmente di tipo meccanico, che si manifesta clinicamente con dolore addominale, distensione e vomito. In tutti i pazienti con sospetta occlusione intestinale, il primo test diagnostico di scelta rapidamente ottenibile  è una radiografia dell'addome che dovrebbe essere eseguita sia in ortostatismo che in posizione supina, al fine di valutare:  la morfologia e lo stato delle anse ed il grado di dilatazione, segni di coprostasi, presenza di livelli idro-aerei ed aria libera sottodiaframmatica. In tal caso sembra esserci un ileo meccanico di verosimile pertinenza tenuale, con distensione idro-gassosa delle anse intestinali ed esaltata rappresentazione dei rilievi valvolari e pertanto bisogna procedere all'intervento chirurgico d'urgenza.
La risposta A non è corretta.
Il sondino naso-gastrico serve oltre che per scopi nutritivi per decomprimere lo stomaco, ad esempio in casi di marcata gastrectasia e non per risolvere un occlusione intestinale, così come i fluidi servono solo per l’idratazione del paziente.
La risposta B non è corretta.
L’occlusione meccanica, soprattutto se in forma complicata, rappresenta un’urgenza chirurgica e pertanto non può essere programmato in elezione un intervento.
La risposta C non è corretta.
Non trova nessun razionale tale manovra per il sospetto clinico considerato.
La risposta E non è corretta.
Tale condizione è un’urgenza chirurgica e va riferito al paziente della necessità di sottoporlo ad un intervento.

2 di 3 Domande

Il signor Balsiti, un uomo di 45 anni, è ricoverato da 5 settimane presso il reparto di malattie infettive del policlinico Umberto I di Roma,a causa di un’endocardite batterica acuta. Dopo aver iniziato un appropriato regime terapeutico con antibiotici, il paziente si è stabilizzato, ed è stato in seguito sottoposto ad un ciclo di terapia antibiotica endovena della durata di 6 settimane. Anamnesi patologica prossima: attorno alla quinta settimana di terapia, il paziente sviluppa un rash cutaneo bilaterale e simmetrico a livello dell’estremità inferiori, caratterizzato da papule emorragiche, apprezzabili palpatoriamente, che confluiscono in placche. La diagnosi più probabile è?

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La Risposta corretta e' la D
La Vasculite leucocitoclastica secondaria agli antibiotici è una vasculite cutanea che può verificarsi in seguito a una reazione a un agente (farmaco, batterio, tossina, ecc) che causa una degranulazione del globulo bianco e una seguente apposizione di depositi nucleari nella parete del vaso. In questo caso la vasculite è insorta dopo cinque settimane di terapia e quindi non può essere che accreditata al farmaco e non alla patologia valvolare. La vasculite orticariode è una patologia mediata da immunocomplessi e quindi non ha l’eziologia giusta per questo caso (Risposta A errata); l’embolia settica probabilmente è il motivo che ha fatto scaturire l’endocardite al paziente e proprio per questo motivo non può essere un evento che si registra dopo 5 settimane di terapia antibiotica (Risposta B errata); la CID secondaria a sepsi dovrebbe essere un evento sistemico e non localizzato solamente alle gambe del paziente, la manifestazione tipica della CID, inoltre, è sanguinamento con carenza di fattori della coagulazione (Risposta E errata).

3 di 3 Domande

La Sig.a. Vaschi, una donnadi 70 anni, si reca presso l’ambulatorio del proprio medico curante, il Dott. Tasli, lamentando la comparsa di un rash cutaneo diffuso con lesioni vescicolose. Anamnesi patologica prossima: la paziente riferisce che le lesioni inizialmente si presentavano come delle placche pruriginose distribuite a livello del tronco e dell’addome, mentre ora stanno comparendo anche sulle superfici flessorie delle braccia.Alcune delle lesioni, invece,si sviluppano come delle bolle tese, che vanno incontro a rottura spontanea. Quando le lesioni vanno incontro a guarigione, non lasciano reliquati quali cicatrici. Nella figura sottostante è mostrato il rash presentato dalla paziente. Quale quadro istologico ci si aspetta di ritrovare dall’esame bioptico della lesione?

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La Risposta corretta e' la C
Il quadro della paziente in questione sembra abbastanza chiaro e sembra rispondere alla diagnosi di Lichen. Il lichen è una patologia del derma che può causare lesioni a più sedi dell’organismo anche se principalmente le lesioni sono cutanee. A parte quanto già descritto la diagnosi di Lichen è clinica anche se la certezza si ha solo con l’istologia e il quadro è proprio deposizione a banda lineare di IgG e/o C3 nella membrana basale dell’epidermide. Altre patologie che vanno in diagnosi differenziale sono la dermatite IgA-lineare ma in questa i depositi sono nel derma (Risposta A errata) e la dermatite di Duhring che però è giovanile e legata principalmente alla celiachia (Risposta D errata). La clinica predispone per lesioni che creano delle bolle tese, che vanno incontro a rottura spontanea e non lasciano cicatrici motivo per cui la patologia non può originare dai cheratinociti ma dalla membrana basale (Risposte B ed E errate).

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