Simulazione 2 – Caso 013-015 – Test Ammissione

Simulazione

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1 di 3 Domande

Scenario RT36K: La principale sorgente di energia chimica utilizzata dalle cellule è l'adenosina trifosfato. La fonte dell'energia chimica in questa molecola risiede nel legame fosfoanidrilico dei nucleosidi 5'-trifosfati (e.g. ATP, GTP). La produzione di molecole di ATP da parte del catabolismo del glucosio avviene tramite la glicolisi, il ciclo di Krebs e il processo di fosforilazione ossidativa. Nella figura sono mostrate tre molecole: l'adenosina trifosfato (ATP), L'adenosina monofosfato ciclico (cAMP), il nicotinammide adenin dinucleotide (NAD). Attribuire a ogni molecola mostrata il nome appropriato

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La risposta corretta è la D.
Il glucosio è un monosaccaride che riveste un ruolo centrale nel metabolismo cellulare. Viene impiegato in diverse vie metaboliche attraverso le quali, con il suo catabolismo, si ha il ricavo di ATP. L'ATP (figura B) è un ribonucleotide trifosfato formato da una base azotata (l'adenina) e da uno zucchero (il ribosio), a cui sono legati tre gruppi fosfato mediante dei legami (2, nello specifico) ad alta energia. Le reazioni redox vengono catalizzate da enzimi specifici, detti ossidoreduttasi, con il contributo di altre molecole non proteiche, i coenzimi, che legandosi ad essi ne facilitano l'azione. Il NAD (figura A)  o nicotinammide adenindinucleotide è uno dei più importanti coenzimi, insieme al FAD, coinvolti nelle reazioni di ossidoriduzione. E' composto dalla molecola della vitamina B3 (o niacina) a cui è legato il dinucleotide  e da una base azotata, l'adenina. I nucleotidi (un nucleotide è composto da un gruppo fosfato e dal ribosio), essendo composti ricchi di energia, possono esserne utilizzati come trasportatori, possono avere ruoli in quanto componenti di cofattori enzimatici, oppure possono svolgere il ruolo di messaggeri chimici. E' appunto questo il caso del cAMP (figura C) che, formatosi a partire dall'ATP tramite l'enzima adenilato ciclasi, svolge il ruolo di secondo messaggero nei meccanismi di trasduzione dei segnali intracellulari. Nel cAMP, il gruppo fosforico dell'AMP (adenosina monofosfato) si esterifica con l'ossidrile dell'atomo di carbonio in posizione 3 e con quello dell'atomo di carbonio in posizione 5 del ribosio.
Le risposte A, B, C ed E non sono corrette.
Per i motivi spiegati nella risposta D, queste opzioni non sono corrette.
Rif. 1006dbRBA5MmE

2 di 3 Domande

Scenario KA3P: Un componente della membrana plasmatica, indicato dalla freccia in figura, conferisce alla struttura della membrana rigidità e stabilità. Di quale molecola si tratta? 

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La risposta corretta è la B.
La membrana plasmatica è un sottile rivestimento, con spessore di 5-10 nm (50-100 Å), costituita fondamentalmente da un doppio strato fosfolipidico. I fosfolipidi sono una classe eterogenea di molecole, composte da una testa polare (idrofila), in cui è contenuto il gruppo fosfato, e da due code apolari (idrofobiche) a componenente lipidica. Per queste caratteristiche sono dette molecole “anfipatiche” e, quando collocate in ambiente acquoso, tendono a disporsi formando, appunto, un doppio strato, con le teste polari rivolte verso l’esterno (a contatto con l’acqua) e le code apolari rivolte verso l’interno. Tra le molecole di fosfolipidi che modellano la membrana, sono collocati altri componenti quali colesterolo e proteine. Il colesterolo svolge un ruolo molto importante in relazione alla sua concentrazione: aumenta la stabilità e la flessibilità  della membrana ma allo stesso tempo ne mantiene la fluidità. Per fluidità si intende la capacità dei vari costituenti di spostarsi nel bilayer lipidico, creando così diverse configurazioni. Questa caratteristica, conferita soprattutto dal colesterolo, permette di definire questo modello a “mosaico fluido”. Infine, abbiamo le proteine di membrana che, oltre ad avere un ruolo strutturale, svolgono varie funzioni come trasporto, recettività e funzione enzimatica.
La risposta A non è corretta.
L’alanina non è un componente strutturale della membrana plasmatica.
La risposta C non è corretta.
La vitamina B non è un componente strutturale della membrana plasmatica.
La risposta D non è corretta.
Il glucosio non  è un componente strutturale della membrana plasmatica.
La risposta E non è corretta.
Nè l’alanina né il glucosio sono componenti strutturali della membrana plasmatica.
Rif. 8v3ioalp

3 di 3 Domande

Scenario EE7V: Una paziente porta in visione al Medico Curante la scintigrafia ossea presente in figura, eseguita per lievi dolori ossei diffusi. Quale patologia potrebbe presentare un quadro scintigrafico simile a quello rappresentato nell'immagine?

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La risposta corretta è la C.
Il Morbo di Paget,noto anche come osteite deformante, è una malattia metabolica dell'osso del paziente adulto. E' una patologia cronica in cui il turnover osseo è accelerato in alcune aree, ha quindi una distribuzione focale. Come dice il nome stesso, osteite deformante, si ha una accelerazione del rimodellamento osseo, con sovvertimento della normale architettura della matrice e la sua sostituzione con tessuto osseo non organizzato, molto più fragile e rarefatto. Distinguiamo due fasi: la prima di riassorbimento osseo focale, seguita da una fase di formazione ossea disordinata che provoca un rimodellamento anormale. Questo può portare alla graduale comparsa di dolore, deformità dei segmenti ossei interessati (spesso anche ingrandimento) ed eventuali fratture. Quando vengono interessate le ossa lunghe, soprattutto degli arti inferiori, uno dei segni più evidenti è la curvatura di tali ossa.  Abbiamo delle forme monostotiche e poliostotiche. I siti più interessati sono: pelvi 30-75%, femore 25-35%, rachide lombare 30-75%,  cranio 25-65%, tibia 32%. Le estremità inferiori sono maggiormente interessate rispetto alle superiori. Il coinvolgimento cervicale e toracico è minore.
La risposta A non è corretta.
La distrofia simpatico-riflessa è per lo più una sindrome post traumatica caratterizzata da dolore, impotenza funzionale, distrofia cutanea, gonfiore ed instabilità vasomotoria. Quest’ultima comporta l’apertura degli shunts vascolari con conseguente iperafflusso. Alla scintigrafia scheletrica l’arto interessato appare quindi ipercaptante.
La risposta B non è corretta.
La scintigrafia ha una maggiore sensibilità nell’individuazione delle metastasi scheletriche in fase precoce rispetto alla radiologia tradizionale. Le neoplasie che più frequentemente metastatizzano allo scheletro sono quelle alla mammella, polmone, prostata, tiroide, rene, linfoma e neuroblastoma. Vengono individuate generalmente come lesioni ipercaptanti, e talvolta, come nelle lesioni osteolitiche, come aree ipocaptanti.
La risposta D non è corretta.
L’iperparatiroidismo secondario, a differenza del primario, è associato ad un quadro scintigrafico patologico. Sono possibili anomalie focali di captazione, ipercaptazione alle due estremità di falangi , metacarpi e giunzioni costocondrali, ed è possibile visualizzare un quadro di micrometastatizzazione diffusa come quello del “super scan”.
La risposta E non è corretta.
La distrofia simpatico-riflessa e le metastasi scheletriche presentano, di norma, un quadro scintigrafico differente rispetto a quello del paziente in esame.
Rif. m2a1b07m

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