Card image cap
Prova Pre-Selettiva, Pratica, Scrittta Ammissione

Preparazione Avanzata

Card image cap
Prova Orale

Preparazione Avanzata

Simulazione

Cliccando in alto a destra sul pulsante "+" e' possibile "Consegnare", "Salvare e Interrompere", "Salvare e Continuare" il compito.

Sfida un Collega Timeline

  • Aggiungi un collega

    Step 1: Aggiungi un collega.
  • Simulzione

    Step 2: Completa le simulazioni.
  • Confronta

    Step 3: Confronta i risultati.

Condividi la tua sfida


Non dimenticare di invitare altri giocatori alla tua sfida!


Clicca sul Tasto WhatsAPP per condividere la sfida!

+100K

Sfide

+50k

Partecipanti

+40K

Rivincite

1 di 50 Domande

LA ROTTURA DI UN ANEURISMA ENDOCRANICO DETERMINA UN'EMORRAGIA:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Intrachiasmatica


  • B) Intraparenchimale


  • C) Subdurale


  • D) Subaracnoidea


  • E) Epidurale


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la D
La rottura di un aneurisma endocranico, ovvero di una dilatazione patologica di un vaso arterioso encefalico, determina un'emorragia subaracnoidea caratterizzata da uno spandimento di una variabile quantita’ di sangue nello spazio subaracnoideo (risposte A, B, C ed E errate). Nello specifico, l’aneurisma endocranico puo’ avere aspetto sacculare o fusiforme ed essere associato a specifiche condizioni patologiche quali la sindrome del rene policistico, la sindrome di Marfan, la neurofibromatosi o presentarsi in maniera acquisita in soggetti con taluni fattori di rischio (ipertensione arteriosa, diabete mellito, fumo di sigaretta). Quando non complicato, esso puo’ persistere in maniera asintomatica e passare inosservato mentre in caso di rottura comportera’ l’insorgenza di un’improvvisa e violenta cefalea di tipo trafittivo, eventualmente associata a nausea, vomito, diplopia e perdita di coscienza.

2 di 50 Domande

IL RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE, DELLA CORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Deve essere nominato in ogni P.A. , comprese le Aziende Sanitarie


  • B) Ha il compito di occuparsi delle norme igieniche e di pulizia dell’Azienda


  • C) Deve essere nominato in ogni P.A. , ad eccezione delle Aziende Sanitarie


  • D) E' previsto nelle banche e nelle Assicurazioni


  • E) E' un collaboratore del sindaco nei Comuni con piu' di 100.000 abitanti


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la A
Il responsabile della prevenzione, della corruzione e della trasparenza (RPCT) deve essere nominato in ogni pubblica amministrazione (P.A.), comprese le Aziende Sanitarie (risposte B, C, D ed E errate). Nello specifico, tale figura, centrale nella lotta alla corruzione e nella sua prevenzione, agisce predisponendo il “Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza” (PTPC), verificandone l’ effettiva attuazione e la sua idoneita’ e proponendo modifiche dello stesso quando necessario; egli segnala, inoltre, all’organo di indirizzo e all’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) le “disfunzioni” inerenti all’attuazione delle misure in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza, indicando i nominativi dei dipendenti che non hanno attuato correttamente le misure. Infine, compito del RPCT e’ di redigere una relazione annuale che descriva i risultati dell’attivita’ svolta, tra cui il rendiconto sull’attuazione delle misure di prevenzione definite nei PTPC.

3 di 50 Domande

FACENDO RIFERIMENTO ALLE LINEE GUIDA PER LA PREVENZIONE DELLE INFEZIONI DA CATETERI INTRAVASCOLARI EMANATE DAL CDC/MMWR NEL 2002, QUALE TRA LE SEGUENTI RACCOMANDAZIONI PER LA PREVENZIONE DELLE INFEZIONI E' VERA?

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Le linee infusive devono essere sostituite almeno una volta per turno


  • B) Le linee infusive devono essere sostituite ogni 2 mesi


  • C) Le linee infusive devono essere cambiate ogni 12 ore


  • D) Le linee infusive usate per la somministrazione di emoderivati o emulsioni di lipidi devono essere cambiate entro 24 ore dall'inizio dell'infusione


  • E) Le linee infusive devono essere cambiate non piu' frequentemente di 96 ore


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la D
E’ vero che le linee infusive usate per la somministrazione di emoderivati o emulsioni di lipidi devono essere cambiate entro 24 ore dall'inizio dell'infusione (risposte A, B, C ed E errate). Al contrario, nel caso in cui i set non siano stati utilizzati per la infusione di sangue, emoderivati o emulsioni lipidiche, tali set (comprendendo nel set anche tutti i dispositivi aggiunti, quali rubinetti, rampe, connettori, prolunghe, etc.) potranno essere sostituiti non piu’ frequentemente che ogni 96 ore ma almeno ogni 7 giorni.

4 di 50 Domande

PER "SPETTRO ANTIBIOTICO" SI INTENDE:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) L'insieme degli agenti non patogeni sensibili all'azione di un antibiotico


  • B) L'insieme degli agenti patogeni sensibili all'azione di un antibiotico


  • C) Il tempo che l'antibiotico impiega per raggiungere la sua massima efficacia


  • D) L'insieme degli agenti patogeni resistenti ad un determinato antibiotico


  • E) La concentrazione di un antibiotico a livello ematico


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la B
Per "spettro antibiotico" si intende l'insieme degli agenti patogeni sensibili all'azione di un determinato antibiotico (risposte A, C, D ed E errate)Per tale motivo, il termine “antibiotico ad ampio spettro” si riferira’ ad un antibiotico capace di agire contro una vasta gamma di patogeni, solitamente includendo i due principali gruppi batterici (gram-positivi e gram-negativi); esempi sono i farmaci aminoglicosidi, l’amoxicillina, i chinoloni, il cotrimossazolo o le tetracicline, utili nella terapia empirica effettuata in attesa di un eventuale antibiogramma. Di contro, “un antibiotico a spettro ristretto” sara’ un antibiotico efficace contro un limitato gruppo di batteri; questa tipologia di antibiotici, se non usata in maniera adeguata, puo’ comportare la nascita di pericolose resistenze batteriche.

5 di 50 Domande

IL CATETERE PIU' INDICATO PER LA PVC E' QUELLO DI SWAN-GANZ. QUESTO VIENE POSIZIONATO:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Nell'atrio destro, per valutare la funzionalita' del ventricolo destro


  • B) Nella vena cava inferiore


  • C) Nel ventricolo sinistro


  • D) Nel ventricolo destro, per valutare il ritorno venoso al cuore


  • E) Nell'atrio sinistro, per valutare la funzionalita' del ventricolo sinistro


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la A
Il catetere di Swan-Ganz e’ un catetere a piu’ lumi, utilizzato nel monitoraggio emodinamico invasivo, il quale viene posizionato a livello dell’atrio destro, per valutare la funzionalita’ del ventricolo destro (risposte B, C, D ed E errate)In particolare, il lume prossimale del catetere, posizionato a livello dell’atrio destro, permette il monitoraggio della pressione atriale destra (PVC) e la determinazione della portata cardiaca mentre Il lume distale e’ connesso ad un trasduttore di pressione che permette il monitoraggio pressorio in arteria polmonare (PAP) e la rilevazione della pressione di incuneamento capillare polmonare (PCWP o Wedge). L’utilizzo del catetere di Swan-Ganz trova indicazione in quadri patologici complessi sostanzialmente cardiologici come, ad esempio, in caso di infarto del miocardio complicato (rottura del setto interventricolare, disfunzioni dei muscoli papillari), diagnosi differenziale di scompenso cardiaco destro-sinistro o biventricolare, grave coronaropatia ma anche nella valutazione diagnostica e terapeutica in pazienti affetti da shock severo e nella valutazione diagnostica di pazienti con ipertensione polmonare.

6 di 50 Domande

A CHI SPETTA LA DETERMINAZIONE DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Ospedale


  • B) Regioni


  • C) Stato


  • D) Stato - Regioni


  • E) Regioni - Province


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la C
La determinazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA), ovvero delle prestazioni e dei servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) e’ tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket), spetta allo Stato (risposte A, B, D ed E errate). Introdotti dal decreto legislativo del 30 dicembre 1992, i LEA sono stati recentemente rivisti nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 12 gennaio 2017 nel quale vengono definite le attivita’, i servizi e le prestazioni garantite ai cittadini, descritte con maggiore dettaglio e precisione le  prestazioni e le attivita’ gia’ incluse nei livelli essenziali di assistenza, aggiornati gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione dal ticket ed innovati i nomenclatori della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica, introducendo prestazioni tecnologicamente avanzate ed escludendo prestazioni obsolete. L’aggiornamento continuo e sistematico, basato su regole chiare e criteri scientificamente validi, dei Livelli essenziali di assistenza e’ oggi delegato alla Commissione nazionale per l'aggiornamento dei LEA.

7 di 50 Domande

NEL PAZIENTE ETILISTA, LA SOSPENSIONE DELL'ASSUNZIONE DI ALCOOL PROVOCA:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Bradipnea e ipotensione entro 5-10 ore


  • B) Stato di euforia dopo 5-10 ore


  • C) Delirium tremens dopo 3-5 giorni


  • D) Sonnolenza e ipotensione quasi immediatamente


  • E) Regressione della cirrosi epatica potus-relata


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la C
Nel paziente etilista, la sospensione dell'assunzione di alcool provoca la comparsa di delirium tremens, ovvero di uno stato confusionale che compare dopo circa 3-5 giorni dall'inizio dell'astinenza, protraendosi per un eguale periodo di tempo (risposte A, B e D errate). Nello specifico, tale condizione si presenta con attacchi di panico e stato confusionale crescente associato a tachicardia e sudorazione profusa; possono presentarsi disturbi del sonno (come incubi o illusioni notturne), allucinazioni e disturbi vestibolari con senso di instabilita’. Sebbene tale sindrome possa essere fatale nei soggetti in condizioni generali compromesse, il decorso e’ in genere autolimitante e si conclude con un sonno prolungato. Al contrario, la cirrosi epatica, ovvero una patologia epatica cronica caratterizzata dal sovvertimento diffuso della struttura del fegato associata a compromissione funzionale dell'organo, e’ una condizione irreversibili che non puo’ regredire con la cessazione dell’insulto che l’ha determinata (nello specifico caso il potus o alcolismo) (risposta E errata).

8 di 50 Domande

  • A) L'istituzione di dirigenti sanitari, infermieri, tecnici, ostetriche, ecc.


  • B) Tutte le alternative proposte sono corrette


  • C) Nessuna alternativa proposta e’ corretta


  • D) La disattivazione dei corsi per dirigente infermieristico (DAI,IID,DDSI)


  • E) L'autonomia professionale della figura infermieristica


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la B
La legge 251/2000, anche nota come “la legge della dirigenza”, prevede l'istituzione di dirigenti sanitari, infermieri, tecnici, ostetriche, ecc, la disattivazione dei corsi per dirigente infermieristico (DAI, IID, DDSI) e l'autonomia professionale della figura infermieristica (risposta C errata). Nello specifico, viene stabilito che il professionista sanitario sia dotato di caratteristiche di autonomia e responsabilita’, non dipendendo piu’ dal medico ma possedendo un agire indipendente; in relazione al nuovo profilo della figura del professionista sanitario, tra cui rientra anche l’ infermiere, le aziende sanitarie possono, quindi, attribuire ai singoli l’incarico di dirigente del medesimo servizio al fine di migliorare l’assistenza e la qualificazione delle risorse (risposte A ed E errate). Di contro, i corsi di carattere manageriale per l’infermiere abilitato a funzioni direttive, quali il DAI (dirigente dell’assistenza infermieristica), l’IID (Infermiere insegnante dirigente) e il DDSI (dirigente e docente di scienze infermieristiche) sono disattivati, contestualmente alla attivazione di specifici corsi universitari (risposta D errata).

9 di 50 Domande

QUALE DIETA DEVE SEGUIRE UN PAZIENTE AFFETTO DA PATOLOGIA INFIAMMATORIA CRONICA DELL'INTESTINO IN FASE DI RIACUTIZZAZIONE ?

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Iperlipidica, iperproteica, iperidratante, ipervitaminica, ricca di scorie


  • B) Ipolipidica, iperproteica, ricca di scorie


  • C) Ipoproteica, iperlipidica, iperidratante, ipercalorica


  • D) Iperproteica, ipolipidica, ipervitaminica, iperidratante, ipercalorica


  • E) Iperproteica, iperlipidica, ipercalorica


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la D
In fase di riacutizzazione, un paziente affetto da patologia infiammatoria cronica dell'intestino deve seguire una dieta iperproteica, ipolipidica, ipervitaminica, iperidratante ed ipercalorica (risposte A, B, C ed E errate). Nello specifico la dieta ipercalorica ed iperproteica, associata ad aumentato apporto di liquidi (iperidratante), e’ necessaria per sopperire le carenze nutrizionali e le disidratazione cui la flogosi intestinale e la diarrea espongono; al contrario, la componente ipolipidica, insieme all’eliminazione di quei prodotti che possono aggravare la sintomatologia, quali scorie, zuccheri raffinati, grassi e alcool, previene l’aumento dell’infiammazione e il peggioramento dei sintomi. Invece, l’integrazione orale o parenterale di talune vitamine, quali la vitamina B12, B9 e la vitamina D, e di taluni oligoelementi, Fe, Ca, Mg, K, risulta importante per sopperire le carenze associate alla condizione stessa. In ultimo, e’ raccomandabile limitare il consumo di ossalati, contenuti soprattutto in fave, spinaci, bietole, fichi, cacao e the’, i quali, specie in caso di estese resezioni ileali, sono causa di iperossaluria secondaria e conseguente nefrolitiasi.

10 di 50 Domande

LA TEORICA DELL' ASSISTENZA INFERMIERISTICA CHE HA ELABORATO IL MODELLO DELL'  ASSISTENZA TRANSCULTURALE E':

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Florence Nightingale


  • B) Virginia Henderson


  • C) Dorothea E. Orem


  • D) Madeleine Leininger


  • E) Callista Roy


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la D
La teorica dell’assistenza infermieristica che ha elaborato il modello dell’assistenza transculturale e’ Madeleine Leininger (risposte A, B, C ed E errate). Nel dettaglio, l’infermieristica transculturale rappresenta una specialita’ dell’infermieristica che consiste nell’erogazione dell’assistenza in un contesto nel quale interagiscono un numero piu’ o meno ampio di culture differenti. Fondatrice e massimo esponente dell’infermieristica transculturale e’ l’infermiera antropologa americana Madeleine Leininger, la quale analizza i principi del Nursing Transculturale: accoglienza, nel rispetto di ciascun individuo come essere unico e irripetibile, la conoscenza dei problemi prioritari di salute che colpiscono determinati gruppi culturali, l’ accertamento del substrato culturale e delle credenze relative alle pratiche sanitaria e l’elaborazione di un piano di assistenza compatibile con il sistema di credenze sulla salute di ogni individuo. Acquisire competenze transculturali rappresenta un ulteriore progresso per la professione infermieristica, un passo avanti verso l’erogazione di prestazioni assistenziali che non feriscano la dignita’ culturale, parte importante della dignita’ dell’individuo, per fare cio’ l’infermiere deve stare attento a non incorrere nei tre tipici errori di etnocentrismo, ovvero la convinzione che la propria sia l’unica etnia “giusta”, stereotipizzazione, ovvero la credenza che tutti i membri di un gruppo condividano gli stessi valore e generalizzazione, ovvero il non osservare il singolo individuo, ma agire basandosi sull’attribuzione di un ampio mix di credenze e comportamenti ai componenti di un certo gruppo.

11 di 50 Domande

LA LEGGE ATTUALE CHE TUTELA I LAVORATORI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO E':

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) D.Lgs 230/1995 e s.m.i.


  • B) D.Lgs 187/2000 e s.m.i.


  • C) D.Lgs 81/2008 e s.m.i


  • D) D.Lgs 178/2000 e s.m.i


  • E) Non sono previste tutele normative per i lavoratori


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la C
La legge attuale che tutela i lavoratori in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e’ il D.Lgs 81/2008 e s.m.i., ovvero il decreto legislativo n° 81 del 2008 e le successive modifiche ed integrazioni, anche noto come “Testo Unico per la sicurezza sul lavoro” (risposte A, B, D ed E errate)Nello specifico, il testo unico 81/08 si pone come provvedimento normativo emanato al fine di riordinare e di coordinare, all’interno di un unico testo, tutte le norme in materia di salute e di sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro; esso deve essere applicato a tutte le aziende, siano esse private o pubbliche, di qualsiasi settore di attivita’, e a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonche’ ai soggetti che possono essere equiparati ad essi. Nel decreto viene stabilito il modo in cui debbano essere obbligatoriamente effettuate una serie di azioni preventive, come la valutazione dei rischi in azienda e, conseguentemente, debbano essere adottati una serie di interventi per il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori; il datore di lavoro dovra’ procedere ad effettuare una valutazione dei rischi presenti in azienda, adottare le misure di prevenzione e di protezione che possano eliminare o contenere i rischi, ma anche di assicurarsi che ogni lavoro sia adeguatamente formato e informato.

12 di 50 Domande

LA NUTRIZIONE PARENTERALE UNA VOLTA PREPARATA:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Deve essere somministrata entro 24 ore e deve essere conservata in frigorifero


  • B) Deve essere somministrata subito


  • C) Deve essere somministrata entro 12 ore


  • D) Deve essere somministrata entro 24 ore


  • E) Deve essere conservata in frigorifero


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la A
La nutrizione parenterale (NPT), ovvero l’introduzione direttamente nel torrente circolatorio di substrati nutrizionali mediante accessi venosi periferici o centrali, una volta preparata deve essere somministrata entro 24 ore e deve essere conservata in frigorifero (risposte B, C, D ed E errate). Nello specifico, la soluzione nutritiva dovra’ essere preparata in locali idonei e specificamente adibiti, da personale qualificato del servizio centralizzato di farmacia o del servizio di Nutrizione Clinica dell’ospedale su prescrizione medica ed in base alle specifiche esigenze del paziente; la tecnica di preparazione dovra’ essere asettica ed attuata mediante l’uso di cappa a flusso laminare di aria sterile per ridurre la contaminazione dei liquidi. L’infermiere dovra’ controllare l’integrita’ della sacca prima dell’inizio dell’infusione della stessa e provvedere alla conservazione adeguata nel caso in cui essa non venga immediatamente somministrata. Infine, in caso di somministrazione il deflussore e la linea utilizzati per l’infusione dovranno essere sostituiti entro 24 ore dall’inizio dell’infusione per ridurre il rischio di infezioni.

13 di 50 Domande

  • A) Uno degli strumenti piu' utilizzati per accertare le attivita' di base della vita quotidiana di una persona e quindi la sua autosufficienza


  • B) Uno strumento per valutare la performance dell' operatore nell' assistere la persona nelle attivita' quotidiane


  • C) Uno strumento in disuso per il calcolo delle capacita' funzionali dell' anziano


  • D) Un indice per determinare il rischio di disabilita' in seguito a ictus cerebrale


  • E) Un indice per valutare il rischio di cadute nell’anziano


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la A
Il Barthel index e’ uno degli strumenti piu’ utilizzati per accertare le attivita’ di base della vita quotidiana di una persona e quindi la sua autosufficienza, al fine di valutare la necessita’ di assistenza (risposte B, C, D ed E errate). Nello specifico, l’indice di Barthel vengono presi in considerazione 10 parametri, rappresentati dalla capacita’ di:
- Alimentarsi;
- Farsi il bagno;
- Igiene personale;
- Vestirsi;
- Controllo del retto;
- Controllo della vescica;
- Trasferimenti in bagno;
- Trasferimenti sedia/letto;
- Deambulazione;
- Salire le scale.
A ciascuna abilita’ saranno assegnati 10 punti se il soggetto e’ in grado di compierla autonomamente e 0 punti nel caso in cui sia completamente dipendente; in questo modo, al paziente sara’ assegnato il punteggio massimo di 100 (autonomia totale) se lo stesso e’ capace, in piena autonomia, di svolgere le sue azioni senza la presenza di personale sanitario o assistenziale.

14 di 50 Domande

SECONDO LE INDICAZIONI DEL CDC DI ATLANTA (CAT.II), OGNI QUANTO DEVE AVVENIRE NORMALMENTE IL CAMBIO DELLA MEDICAZIONE DI UNA VIA VENOSA PERIFERICA?

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Ogni turno di servizio


  • B) Ogni 48/72 ore


  • C) Ogni volta che si medicano altre ferite


  • D) Ogni 24 ore


  • E) Una volta al mese


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la B
Secondo le indicazioni del CDC di Atlanta (CAT.II), normalmente il cambio della medicazione di una via venosa periferica, ovvero di un catetere la cui parte terminale si localizzi in qualunque vaso tributario della vena cava superiore o inferiore, deve avvenire ogni 48/72 ore, allo scopo di ridurre il rischio di infezione e di flebite (risposte A, C, D ed E errate). Nello specifico, una catetere in via venosa periferica puo’ essere posizionato quando si prevedano somministrazioni endovenose per una durata di tempo < 6 giorni; al contrario, per somministrazioni di durata maggiore o in caso di sostanze che non possono essere iniettate nel circolo periferico (trattamenti nutrizionali, chemioterapia), si consiglia il posizionamento di un catetere centrale a medio o lungo termine (ad esempio PICC o Port-a-Cath).

15 di 50 Domande

QUALE E' IL MECCANISMO DI AZIONE DEGLI ANALGESICI OPPIACEI?

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Nessuna delle alternative proposte e’ corretta


  • B) Inibizione della sintesi delle prostaglandine


  • C) Blocco della trasmissione dolorifica lungo le vie nervose


  • D) Interazione con i recettori delle encefaline e delle endorfine


  • E) Depressione dei nocicettori periferici


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la D
Il meccanismo di azione degli analgesici oppiacei consiste nell’interazione con i recettori delle encefaline e delle endorfine, le quali rappresentano, insieme alle dinorfine, le principali famiglie di peptidi oppioidi endogeni; tali recettori, accoppiati a proteine G, sono localizzati primariamente nel cervello e nel midollo spinale e risultano coinvolti nella trasmissione e nella modulazione del dolore (risposta A errata). Nello specifico, i farmaci oppioidi comprendono composti con attivita’ agonista piena, agonista parziale (agonista-antagonista), e antagonista; ad esempio, la morfina e’ un agonista pieno per il recettore µ (mu) per gli oppioidi (il principale recettore oppioide analgesico) mentre la codeina funziona come agonista parziale o "debole" per tale recettore. Altri sottotipi di recettori oppioidi comprendono i recettori o’ (delta) e x (kappa). Di contro, l’inibizione della sintesi delle prostaglandine risulta rappresenta il meccanismo di azione dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) (risposta B errata).
Infine, blocco della trasmissione dolorifica lungo le vie nervose e la depressione dei nocicettori periferici puo’ essere prerogativa di alcuni farmaci anestetici ad azione loco-regionale (risposte C ed E errate).

16 di 50 Domande

SE, DURANTE UNA TRASFUSIONE DI GLOBULI ROSSI, IL PAZIENTE MANIFESTA BRIVIDI, CEFALEA, DOLORI, SENSAZIONE DI CALORE, E' NECESSARIO IMMEDIATAMENTE:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Diminuire la velocita' di infusione e chiamare il medico


  • B) Sospendere la trasfusione, tenere la vena aperta con soluzione fisiologica e chiamare il medico


  • C) Diminuire la velocita' di infusione continuando la trasfusione poiche’ tali sintomi sono parafisiologici


  • D) Diminuire la velocita' di infusione e avvisare il centro trasfusionale


  • E) Rilevare i parametri vitali, diminuire la velocita' di infusione e chiamare il medico


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la B
Se, durante una trasfusione di globuli rossi, il paziente manifesta brividi, cefalea, dolori, sensazione di calore, si puo’ verosimilmente supporre che lo stesso stia andando incontro ad una reazione allergica per cui sara’ necessario sospendere immediatamente la trasfusione, mantenere la vena aperta con soluzione fisiologica e chiamare il medico che provvedera’ alla somministrazione di farmaci antistaminici, corticosteroidi e/o di altri farmaci in relazione alla gravita’ del quadro clinico (risposte A, C, D ed E errate). Nello specifico, in corso di emotrasfusione e’ relativamente frequente la comparsa di reazioni allergiche verso un componente ignoto del sangue del donatore, di solito in relazione a uno o piu’ allergeni presenti nel plasma del donatore o, meno spesso, ad anticorpi provenienti da un donatore allergico;  l'anafilassi e’ un evento molto raro che si verifica piu’ frequentemente in caso di riceventi con carenza di IgA totali. Infine, in un paziente con un'anamnesi positiva per allergie o con un precedente episodio di reazione trasfusionale allergica puo’ essere somministrato un antistaminico come profilassi appena prima o all'inizio della trasfusione

17 di 50 Domande

QUALE NORMATIVA SANCISCE L'ABROGAZIONE DEL MANSIONARIO DELL'INFERMIERE E LA FINE DELL'AUSILIARIETA' DELLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA?:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Legge n. 42/1999


  • B) D. Lgs. n. 229/1999


  • C) D.Lgs n. 502/1992


  • D) D.P.C.M. n. 502/1992


  • E) D.M. n. 739/1994


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la A
Il decreto legislativo n. 42/1999 sancisce l’abrogazione del mansionario dell’infermiere e la fine dell’ausiliarieta’ della professione infermieristica (risposte B, C, D ed E errate). Nello specifico, grazie al D. Lgs. n° 42 del 26 febbraio 1999, l’attivita’ dell’infermiere ha ottenuto il pieno riconoscimento sul piano sia giuridico che formale, abolendo la denominazione di professione sanitaria ausiliare e riconoscendo la professione sanitaria di infermiere. Di contro, viene riconosciuta la piena responsabilita’ nelle decisioni e nelle scelte assistenziali dell’infermiere, il quale non rappresenta piu’ un semplice esecutore ma e’ soggetto attivo nello svolgimento del proprio lavoro

18 di 50 Domande

L'INSIEME DELLE DIAGNOSI INFERMIERISTICHE E DEI PROBLEMI COLLABORATIVI VIENE DEFINITO:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Complicanza potenziale


  • B) Modello bifocale


  • C) Primary nursing


  • D) Piano di assistenza


  • E) Modello monofocale


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la B
L’insieme delle diagnosi infermieristiche, nelle quali l’infermiere e’ protagonista, e dei problemi collaborativi, ovvero delle situazioni durante le quali collabora con altri professionisti, viene definito Modello bifocale (risposte A, C, D ed E errate). In particolare, la diagnosi infermieristica descrive la risposta umana, reale o potenziale, a un problema di salute per il quale l’infermiere ha la competenza di trattamento indipendente mentre i problemi collaborativi rappresentano le complicanze che il personale infermieristico monitora per individuarne la comparsa o una modificazione; essi  gestiscono il problema collaborativo con interventi di prescrizione medica e infermieristica volti a ridurre al minimo le complicanze di determinati eventi. Per tale motivo, i problemi collaborativi rappresentano la capacita’ di lavorare in e’quipe dell’infermiere, nel rispetto di tutte le professioni e sempre diretta al bene dell’assistito.

19 di 50 Domande

RISPETTO ALLA NORMATIVA SULLA PRIVACY, LA PATOLOGIA DEL PAZIENTE RIENTRA FRA:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) I dati genetici


  • B) I dati anonimi


  • C) I dati personali


  • D) I dati sensibili


  • E) I dati statistici


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la D
Rispetto alla normativa sulla privacy, la patologia del paziente rientra fra i dati sensibili, ovvero tra quei dati personali la cui raccolta e trattamento sono soggetti al consenso dell'interessato (risposte B ed E errate). In particolare, sono considerati dati sensibili i dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, politiche, lo stato di salute e la vita sessuale. Al contrario, i dati genetici rappresentano le informazioni relative alle caratteristiche genetiche ereditarie o acquisite, risultanti dall'analisi di un campione biologico della persona fisica (risposta A errata). 
Invece, i dati personali rappresentano le informazioni che identificano o rendono identificabile, una persona fisica e che possono fornire informazioni sulle sue caratteristiche, le sue abitudini, il suo stile di vita, le sue relazioni personali, o la sua situazione economica (risposta C errata).  

20 di 50 Domande

L'INTERNATIONAL CLASSIFICATION FOR NURSING PRACTICE {ICPN) E' UN PROGETTO DI CLASSIFICAZIONE:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Del linguaggio infermieristico promosso dall'lnternatiornal Council of Nurses


  • B) Degli interventi infermieristici creato nel 1978


  • C) Del linguaggio infermieristico avviato negli anni Novanta dall'OMS


  • D) Del linguaggio infermieristico basato sul sistema DRG sviluppatosi nella medicina


  • E) Delle diagnosi infermieristiche sviluppato da una rete di associazioni professionali nordamericane


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la A
L'international classification for nursing practice (ICPN) e’ un progetto di classificazione del linguaggio infermieristico promosso dall'lnternatiornal Council of Nurses nel 1966; esso si propone di favorire l’espressione univoca dei tre elementi fondamentali per la descrizione della pratica professionale infermieristica, ovvero la diagnosi, gli interventi e risultati infermieristici (risposte B, C, D ed E errate). In particolare, la terminologia ICPN e’ costituita da un insieme di termini, il cui impiego e’ utile per descrivere la pratica infermieristica in tutto il mondo, raggruppati in sette assi, cosi’ da facilitare il loro utilizzo per costruire diagnosi, interventi e risultati infermieristici tenendo conto del contesto culturale e professionale in cui si intendono applicare; tali termini sono stati valutati, definiti e validati attraverso un rigoroso processo di sviluppo della terminologia.
In questo modo e’ possibile facilitare la comunicazione sia all’interno della disciplina infermieristica stessa che nella sua relazione con le altre discipline e ambiti del sapere.

21 di 50 Domande

IL PERIODO DI INCUBAZIONE DI UNA MALATTIA E' IL LASSO DI TEMPO INTERPOSTO TRA:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Guarigione da una determinata malattia e recidiva della stessa


  • B) Contatto con il patogeno e guarigione clinica


  • C) Produzione di immunoglobuline e guarigione


  • D) Contatto con il patogeno e attivazione del sistema immunitario


  • E) Il momento del contagio e sviluppo di sintomi clinici


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la E
Il periodo di incubazione di una malattia rappresenta il lasso di tempo interposto tra Il momento del contagio e lo sviluppo di sintomi clinici; esso puo’ variare da un tempo relativamente breve, come poche ore in caso di intossicazione alimentare, a giorni, come in caso di alcune infezioni virali quali influenza o morbillo, fino anche ad anni, come avviene in caso di lebbra. Al contrario, il periodo di incubazione di una malattia non e’ correlato alla recidiva di una patologia, ne’ tantomeno alla guarigione clinica, alla produzione di immunoglobuline o al momento di attivazione del sistema immunitario (risposte A, B C e D errate).

22 di 50 Domande

IL RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE, DELLA CORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Deve essere nominato in ogni P.A. , comprese le Aziende Sanitarie


  • B) Ha il compito di occuparsi delle norme igieniche e di pulizia dell’Azienda


  • C) Deve essere nominato in ogni P.A. , ad eccezione delle Aziende Sanitarie


  • D) E' previsto nelle banche e nelle Assicurazioni


  • E) E' un collaboratore del sindaco nei Comuni con piu' di 100.000 abitanti


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la A
Il responsabile della prevenzione, della corruzione e della trasparenza (RPCT) deve essere nominato in ogni pubblica amministrazione (P.A.), comprese le Aziende Sanitarie (risposte B, C, D ed E errate). Nello specifico, tale figura, centrale nella lotta alla corruzione e nella sua prevenzione, agisce predisponendo il “Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza” (PTPC), verificandone l’ effettiva attuazione e la sua idoneita’ e proponendo modifiche dello stesso quando necessario; egli segnala, inoltre, all’organo di indirizzo e all’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) le “disfunzioni” inerenti all’attuazione delle misure in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza, indicando i nominativi dei dipendenti che non hanno attuato correttamente le misure. Infine, compito del RPCT e’ di redigere una relazione annuale che descriva i risultati dell’attivita’ svolta, tra cui il rendiconto sull’attuazione delle misure di prevenzione definite nei PTPC.

23 di 50 Domande

NELLE MANOVRE DI PRIMO SOCCORSO, QUALE E' IL MODO MIGLIORE PER FERMARE UNA MODESTA EMORRAGIA:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Applicare il ghiaccio istantaneo


  • B) Fare una pressione sul punto di fuoriuscita del sangue


  • C) Applicare il laccio emostatico


  • D) Mettere il cotone emostatico


  • E) Iniezione endovenosa di sostante emostatiche


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la B
Nelle manovre di primo soccorso, il modo migliore per fermare una modesta emorragia consiste nell’applicare una pressione continua sul punto di fuoriuscita del sangue, posizionando, eventualmente, una fasciatura compressiva ottenuta con i mezzi disponibili (una benda, una sciarpa o una camicia arrotolata); nel caso in cui la fasciatura posizionata inizi ad imbibirsi di sangue, e’ sconsigliata la sua sostituzione ed e’, piuttosto, preferibile sovrapporre una nuova fasciatura (risposta A errata). Al contrario, l’applicazione del laccio emostatico, e/o di un’eventuale compressione a monte del punto di rottura del vaso, puo’ essere effettuata solo in caso di sanguinamento arterioso, visualizzato come un sanguinamento rosso vivo e zampillante, quando le precedenti azioni siano inefficaci e solo da parte di personale esperto della manovra; difatti, la compressione a monte di un’arteria, se mantenuta per un tempo eccessivamente lungo, puo’ causare ischemia dell’arto con danni irreversibili (risposta C errata). Di contro, l’utilizzo di sostanze emostatiche, quali cotone emostatico o sostanze endovenose, non rappresenta il modo migliore di agire nelle manovre di primo soccorso di un’emorragia, anche perche’ spesso tali sostanze non sono immediatamente disponibili ma possono essere utilizzate come adiuvanti soprattutto in caso di presenza di coagulopatie associate (risposte D ed E errate).

24 di 50 Domande

UN UOMO, AFFETTO DA IPERTENSIONE ARTERIOSA NON BEN COMPENSATA DA MOLTI ANNI, DA UN PO' DI TEMPO PRESENTA DISPNEA PER PICCOLI SFORZI ED E' COSTRETTO A DORMIRE CON TRE CUSCINI PER EVITARE L'AFFANNO RESPIRATORIO DURANTE LA NOTTE, DEVO PENSARE A:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Bronco pneumopatia cronica ostruttiva


  • B) Cardiopatia ipertensiva con scompenso cardiaco destro


  • C) Cardiopatia ipertensiva con scompenso cardiaco sinistro


  • D) Asma allergico


  • E) Bronchite cronica con asma da sforzo


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la C
I sintomi descritti dal caso clinico, ovvero la comparsa di dispnea per piccoli sforzi e la necessita’ di dormire con piu’ cuscini per evitare l’affanno respiratorio (condizione nota come ortopnea), in un soggetto con anamnesi positiva per ipertensione arteriosa non ben compensata sono riconducibili ad un danno cardiaco secondario all’ipertensione stessa e quindi ad una cardiopatia ipertensiva con associato scompenso cardiaco sinistro (risposte A, B, D ed E errate). Nello specifico, un’ipertensione arteriosa non controllata di lunga durata provoca un sovraccarico di lavoro cardiaco che puo’ condurre, nel tempo, ad uno sfiancamento muscolare e alla comparsa di scompenso cardiaco, ovvero di un’incapacita’ del cuore di pompare il sangue in maniera efficace e con la giusta pressione. Piu’ precisamente, in caso di scompenso cardiaco sinistro sara’ il ventricolo sinistro ad essere incapace di pompare efficacemente il sangue nell'aorta e, quindi nella circolazione sistemica, con comparsa di astenia, pallore cutaneo ed ipotensione, e con conseguente aumento della pressione venosa polmonare in maniera retrograda e, conseguentemente, disturbi dell’ossigenazione con comparsa di dispnea da sforzo e/o ortopnea, collegata all’aumento del ritorno venoso al cuore che si verifica in posizione supina.

25 di 50 Domande

NEL PAZIENTE INCOSCIENTE IN DECUBITO SUPINO LA CAUSA PRINCIPALE DI OSTRUZIONE DELLE VIE AEREE E':

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Flessione della glottide


  • B) Ostruzione del laringe da alimento non digerito


  • C) Flessione dell' epiglottide


  • D) Caduta della lingua all'indietro


  • E) Corpo estraneo


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la D
Nel paziente incosciente in decubito supino la causa principale di ostruzione delle vie aeree e’ la caduta della lingua all’indietro a causa della perdita di tonicita’ della muscolatura; in questa situazione occorrera’ praticare immediatamente la manovra di iperestensione del capo, ponendo una mano sulla fronte del soggetto ed alzando il medio con due dita, grazie alla quale la lingua verra’ spostata verso l'alto, rendendo possibile il passaggio dell'aria (risposte A, B, C ed E errate). In particolare, nel caso in cui vi sia un sospetto di trauma cervicale l’iperestensione del capo non e’ consigliata ed andrebbe effettuata la manovra di sublussazione della mandibola, realizzata spingendo l’angolo della mandibola in avanti e verso l’alto in modo da portare l’arcata dentaria inferiore davanti alla superiore.

26 di 50 Domande

VALUTANDO IL SITO DI INSERIMENTO DI UN CATETERE VENOSO PERIFERICO UTILIZZANDO LA SCALA VIPS (VISUAL INFUSION PHLEBITIS SCORE), LA CANNULA VA RIMOSSA SE IL PUNTEGGIO E' UGUALE O SUPERIORE A:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) quattro


  • B) due


  • C) uno


  • D) zero


  • E) tre


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la B
Valutando il sito di inserimento di un catetere venoso periferico, in relazione alla scala VIPS (Visual Infusion Phlebitis Score), la cannula va rimossa se il punteggio e’ uguale o superiore a 2 (risposte A, C, D ed E errate). Nello specifico, la scala VIPS prevede l’attribuzione di un punteggio che puo’ variare da 0 punti, in caso di completa assenza di segni e sintomi di flebite, fino ad un massimo di 5 punti, in caso di arrossamento, presenza di cordone palpabile di lunghezza superiore a 7,5 centimetri associato o meno a materiale purulento; ad ogni punteggio corrispondera’ un trattamento o un’azione specifica da intraprendere, la quale dovra’ essere annotata in cartella infermieristica insieme anche la tipologia degli eventuali farmaci infusi. In particolare, per punteggi < 2 sara’ sufficiente la stretta osservazione della cannula, mentre in caso di punteggi > 2 sara’ necessario il riposizionamento, valutando se associare o meno un trattamento farmacologico.

27 di 50 Domande

LA QUALITA' MEDIA DEL CONTROLLO GLICEMICO IN UN ARCO TEMPORALE DI 2-3 MESI SI PUO' CONTROLLARE CON UN ESAME CHE SI CHIAMA:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Test da carico orale di glucosio


  • B) Glicemia a digiuno


  • C) Glicosuria


  • D) Curva insulinemica


  • E) Test dell'emoglobina glicosilata


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la E
La qualita’ media del controllo glicemico in un arco temporale di 2-3 mesi si puo’ controllare con un esame che si chiama “test dell’emoglobina glicosilata o glicata (HbA1c)” (risposte A, B, C e D errate). In particolare, l’emoglobina glicata e’ la risultante di una reazione non enzimatica, che si verifica a seguito dell’esposizione dell’emoglobina normale ad alti livelli di glucosio plasmatico, durante la quale gli zuccheri presenti in circolo vanno a legarsi alla parte proteica dell’emoglobina stessa; un aumento di emoglobina glicata all'interno dei globuli rossi riflette, pertanto, il livello medio di glucosio al quale l'emazia e’ stata esposta durante il suo ciclo vitale, che ha una durata di 120 giorni (3 mesi), e quindi puo’ fornire un’idea dello stato di compenso/scompenso glicemico dei 3 mesi precedenti.

28 di 50 Domande

  • A) Un’improvvisa ipoacusia


  • B) La mancata coordinazione nell'esecuzione dei movimenti volontari


  • C) La perdita della capacita' di parlare


  • D) La differenza del diametro delle due pupille


  • E) L'incapacita' di scrivere


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la B
L’atassia puo’ essere definita come la mancata coordinazione nell’esecuzione dei movimenti volontari come camminare o afferrare oggetti; in taluni casi, possono essere coinvolti anche il linguaggio, la deglutizione e il movimento degli occhi (risposte A, C, D ed E errate).
Nello specifico, e’ possibile distinguere quattro forme di atassia: l’atassia cerebellare, conseguente a lesioni neoplastiche, infiammatorie o vascolari del cervelletto; l’atassia sensitiva, successiva a lesioni localizzate a livello delle fibre propriocettive del sistema nervoso periferico o lungo i cordoni posteriori del midollo spinale; l’atassia labirintica, che segue a danno dell'orecchio interno e l’atassia cerebrale, seguente a lesioni della corteccia frontale, temporale o parietale. L’atassia puo’, inoltre, presentarsi nell’ambito delle cosiddette sindromi atassiche, malattie genetiche a carattere ereditario,  come l'atassia-teleangectasia, l'atassia di Friedreich, le atassie spinocerebellari e l'atassia di Charcot-Marie-Tooth, oppure in caso di intossicazione da sostanze come il bromuro di metile e alcool o esposizione a radiazioni.

29 di 50 Domande

CON IL TERMINE STRANGURIA SI INTENDE:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) La necessita’ frequente di eliminazione dell’urina durante il riposo notturno


  • B) L' eccessiva quantita' di urina prodotta


  • C) L' elevata frequenza delle minzioni


  • D) La perdita involontaria di urina


  • E) La minzione difficoltosa e dolorosa


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la E
Con il termine stranguria si intende una minzione difficoltosa e dolorosa, spesso a gocce. Nello specifico, tale sintomo puo’ seguire ad infiammazioni delle basse vie urinarie, come cistiti, uretriti e, piu’ raramente, prostatiti, ma anche a calcolosi renale o a neoplasie che interessano le basse vie urinarie.
All’opposto, la necessita’ frequente di eliminazione dell’urina durante il riposo notturno prende il nome di nicturia; tale condizione puo’ associarsi a varie patologie quali alterazioni prostatiche, cardiovascolari, diabete mellito o diabete insipido (risposta A errata). Di contro, la produzione di eccessiva quantita’ di urina prende il nome di poliuria e puo’ ritrovarsi principalmente in caso di diabete mellito, diabete insipido o polidipsia psicogena (risposta B errata). Invece, l’elevata frequenza di minzioni e’ nota come pollachiuria, e puo’ associarsi a ridotta capacita’ funzionale della vescica in relazione a stati flogistici in atto, presenza di masse che comprimono la vescica (fibromi uterini o masse ovariche), a disordini neurologici o a patologie psichiatriche (risposta C errata). Infine, la perdita involontaria di urina configura un’incontinenza urinaria, spesso conseguenza di un’ipermobilita’ uretrale causata da indebolimento dei muscoli e dei legamenti del pavimento pelvico successivo a parto naturale (risposta E errata).

30 di 50 Domande

LA GUARIGIONE DI UNA FERITA PER SECONDA INTENZIONE:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Riguarda ferite profonde ma non estese


  • B) Avviene quando i suoi margini sono ben affrontati tra loro, vi e' scarso tessuto di granulazione, la guarigione e' rapida e la cicatrice e' minima


  • C) Avviene quando il tessuto di riparazione della ferita viene prodotto in eccesso e la cicatrice si presenta estesa ed eccedente


  • D) Avviene quando si rende necessaria la riapertura di una ferita e poi si procede nuovamente alla sutura


  • E) Riguarda le abrasioni superficiali nelle quali non vengono interessati i tessuti sottocutanei


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la C
La guarigione di una ferita per seconda intenzione avviene quando il tessuto di riparazione della ferita viene prodotto in eccesso e la cicatrice si presenta estesa ed eccedente. In particolare, cio’ si verifica quando, a causa del rischio di infezione o di una perdita significativa di tessuto, non e’ possibile accostare i margini sono per cui esse sono lasciate aperte; in questi casi, la guarigione richiedera’ piu’ tempo rispetto alla classica per prima intenzione perche’ il tessuto mancante o non vitale dovra’ essere rimpiazzato da nuove cellule e la cicatrice che ne derivera’ sara’ certamente piu’ evidente (risposte A ed E errate). Al contrario, si parla di guarigione per prima intenzione quando i suoi margini sono ben affrontati tra loro, vi e’ scarso tessuto di granulazione, la guarigione e’ rapida e la cicatrice minima (risposta B errata). Infine, alcune ferite chirurgiche suturate normalmente possono andare incontro ad una infezione nell'immediato decorso postoperatorio, in questi casi si rende necessaria la riapertura della ferita, per detergerla e liberarla da residui organici e da tessuti necrotici ed, in alcuni casi, si procede nuovamente alla sua sutura della ferita; il tipo di guarigione che seguira’ e’ definito per terza intenzione (risposta D errata).  

31 di 50 Domande

IL QUADRO CLINICO DELLA DISIDRATAZIONE E' CARATTERIZZATO DA:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Secchezza della cute, ipotensione, bradicardia, oliguria e palpitazioni


  • B) Secchezza della cute, ipotensione, bradicardia e oliguria


  • C) Secchezza della cute, ipotensione, tachicardia e oliguria


  • D) Secchezza della cute, ipertensione, tachicardia e oliguria


  • E) Secchezza della cute, ipotensione, bradicardia e poliuria


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e’ la C.
Il quadro clinico della disidratazione e’ caratterizzato da secchezza della cute, ipotensione, tachicardia e oliguria (risposte A, B, D ed E errate). Nello specifico, si intende con disidratazione  uno stato patologico che si instaura quando il bilancio idrico, ovvero quantita’ di acqua assunta meno l'acqua persa, e’ negativo; cio’ puo’ avvenire in caso di insufficiente apporto idrico con la dieta e/o in caso di perdite eccessive, come accade nella diarrea profusa, in caso di vomito o di ustioni estese. La manifestazione iniziale della disidratazione e’ la sete, a cui si assoceranno segni e sintomi quali secchezza della cute, ipotensione, tachicardia, oliguria, astenia, palpitazioni e vertigini fino alla progressiva diminuzione di coscienza e al decesso.

32 di 50 Domande

TRA I SEGUENTI IL FARMACO CHEMIOTERAPICO CHE DEVE ESSERE CONSERVATO AL RIPARO DALLA LUCE IN QUANTO FOTOSENSIBILE E':

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) La bleomicina


  • B) Il sorafenib


  • C) La vincristina


  • D) Il metotrexate


  • E) La ciclofosfamide


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la C
Il farmaco chemioterapico che deve essere conservato al riparo dalla luce in quanto fotosensibile e’ la vincristina (risposte A, B, D ed E errate)Nello specifico, la vincristina e’ un farmaco neoplastico appartenente al gruppo degli alcaloidi della vinca, utilizzato, in monoterapia o in associazione, in differenti condizioni patologiche tra cui il linfoma di Hodgkin (protocollo BEACOPP), i linfomi non Hodgkin, la eucemia linfatica acuta, sarcomi, il neuroblastoma e il tumore di Wilms. Il meccanismo di azione della vincristina prevede il legame di quest’ultima ai monomeri di tubulina con inibizione della formazione dei microtubuli del fuso mitotico durante il processo di replicazione cellulare e conseguente blocco della replicazione cellulare. 

33 di 50 Domande

QUALE DEI SEGUENTI PAZIENTI NON PUO' ESSERE SOTTOPOSTO A RISONANZA MAGNETICA?

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Operato di resezione intestinale in prima giornata


  • B) Corpi estranei ferromagnetici in sedi non vitali


  • C) Portatore di pace-maker


  • D) Claustrofobico


  • E) Trapiantato d'organo


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la C
Non puo’ essere sottoposto a risonanza magnetica un paziente portatore di pace-maker, ad eccezione dei pacemaker di nuovo impianto “MR-conditional”, ovvero compatibili con RMN, nel cui caso e’, altresi’, necessaria un’attenta valutazione della indispensabilita’ dell’esame e la presenza di un cardiologo elettrofisiologo che agisca sul dispositivo prima e dopo l’esame stesso. Al contrario, la presenza di corpi estranei ferromagnetici in sedi non vitali e di claustrofobia rappresentano controindicazioni relative e non assolute all’esame RMN, il quale puo’ essere eseguito previa valutazione del rapporto rischio/beneficio (risposte B e D errate). Infine, in caso di paziente operato di resezione intestinale in prima giornata chirurgica e di paziente trapiantato d’organo non sussistono controindicazione all’esecuzione dell’esame (risposte A ed E errate).

34 di 50 Domande

LA DEFINIZIONE DI DIAGNOSI INFERMIERISTICA PROPOSTA DA L. CARPENITO ED ELABORATA ED ACCETTATA DAL NANDA NEL 1990 E':

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Un giudizio clinico riguardante le risposte della persona, della famiglia o della comunita' a problemi di salute/processi vitali potenziali. Le diagnosi infermieristiche costituiscono la base sulla quale scegliere gli interventi infermieristici per raggiungere dei risultati che rientrano nella sfera di competenza dell'infermiere


  • B) Un giudizio clinico riguardante le risposte della persona, della famiglia o della comunita' a problemi di salute/processi vitali attuali o potenziali. Le diagnosi infermieristiche costituiscono la base sulla quale scegliere gli interventi infermieristici per raggiungere dei risultati che rientrano nella sfera di competenza dell'infermiere


  • C) Un giudizio clinico riguardante l’impatto che le patologie da cui e’ affetta quella persona ha su di essa, sulla famiglia e sulla comunita’


  • D) Un giudizio clinico riguardante le risposte della persona, della famiglia o della comunita' a problemi di salute/processi vitali attuali


  • E) Un giudizio clinico riguardante la persona


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la B
La definizione di diagnosi infermieristica proposta da L. Carpenito ed elaborata ed accettata dal NANDA (North American Nursing Diagnosis Association) nel 1990 e’ quella di “un giudizio clinico riguardante le risposte della persona, della famiglia o della comunita’ a problemi di salute/processi vitali attuali o potenziali. Le diagnosi infermieristiche costituiscono la base sulla quale scegliere gli interventi infermieristici per raggiungere dei risultati che rientrano nella sfera di competenza dell’infermiere” (risposte A, C, D ed E errate). Nello specifico, la diagnosi infermieristica non corrisponde alla diagnosi medica in quanto mentre la diagnosi medica riguarda la patologia, ed e’ dedotta dalle alterazioni strutturali e funzionali dei vari organi, la diagnosi infermieristica riguarda i problemi della persona, descrive la risposta umana, reale o potenziale, a un problema di salute per il quale l’infermiere ha la competenza di trattamento indipendente. La NANDA, ovvero l’istituzione ufficiale per la promozione e la revisione delle diagnosi infermieristiche, propone un linguaggio condiviso e universale, organizzando le diagnosi in quattro modelli: reali, ovvero condizione della persona o della famiglia o della collettivita’ che e’ stata convalidata dai dati raccolti dall’accertamento; rischio, ovvero giudizio clinico secondo il quale una persona, una famiglia o una comunita’ e’ piu’ vulnerabile nei confronti di un certo problema di altre in condizioni uguali o simili; benessere, presuppongono un termine qualificatore positivo come “miglioramento” o “efficace” e sindrome, la quale presuppone come termine qualificatore del tipo “sindrome da”.

35 di 50 Domande

IL PERIODO DI INCUBAZIONE DELLA MENINGITE MENINGOCOCCICA E':

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) 3-4 giorni


  • B) 10-15 giorni


  • C) 15-30 giorni


  • D) Puo' insorgere anche dopo mesi dal contagio


  • E) 24-48 ore


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la A
Il periodo di incubazione della meningite meningococcica e’ di 3-4 giorni (risposte B, C, D ed E errate). Nello specifico, Il meningococco e’ un batterio Gram-negativo, aerobio, immobile, asporigeno, che puo’ ritrovarsi nel nasofaringe di portatori asintomatici; nonostante gli elevati tassi di colonizzazione (10-40% delle persone sane) documentati, il passaggio alla malattia invasiva e’ raro e si verifica soprattutto in pazienti precedentemente non infettati, immunodepressi, bambini di eta’ <5 anni ed individui di eta’ compresa tra i 12 e i 21 anni, esposizione a fumo attivo e passivo; la trasmissione si verifica in genere per contatto diretto con le secrezioni respiratorie di un portatore sano del microrganismo a livello del nasofaringe. Dopo il periodo di incubazione, la patologia esordisce con cefalea, anoressia e sonnolenza; a tali sintomi si aggiungono successivamente febbre, vomito, rigidita’ nucale, e fotofobia. In alcuni casi si associa un rash maculopapulare o di tipo petecchiale emorragico, indicativi di prognosi sfavorevole.

36 di 50 Domande

NELLA SOMMINISTRAZIONE DI SACCHE PER NPT, L'INFERMIERE HA ATTRIBUITE PRECISE RESPONSABILITA':

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Controllo di eventuali precipitati, applicazione di filtri, monitoraggio durante l'infusione


  • B) Conservazione della sacca e somministrazione in tempi opportuni


  • C) Controllo di eventuali precipitati, applicazione di filtri, conservazione e somministrazione in tempi opportuni


  • D) Conservazione in frigo e somministrazione riscaldata, applicazione di filtri, monitoraggio parametri vitali durante la somministrazione


  • E) Preparazione della sacca, conservazione in frigo, somministrazione solo in presenza di personale sanitario


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la C
Nella somministrazione di sacche per la nutrizione parenterale, l’infermiere e’ responsabile del controllo di eventuali precipitati, dell’applicazione di filtri, della conservazione e della somministrazione in tempi opportuni; inoltre l’infermiere puo’ e deve partecipare alla scelta della via di accesso del dispositivo da impiantare (PICC, port) (risposte A, B, D ed E errate)In particolare, l’infermiere dovra’ registrare nella documentazione infermieristica tutti i dati riferiti alla gestione dell’accesso e della nutrizione artificiale, prevedendo una valutazione nutrizionale, con valutazione del peso e del BMI, ogni 7 giorni e un monitoraggio dei parametri fisici/biochimici nutrizionali (bilancio idrico, elettroliti sierici, glicemia, creatinina, funzionalita’ epatica e renale, comparsa di intolleranze nutrizionali con diarrea, stipsi, nausea/vomito), segnalando immediatamente la comparsa di complicanze.

37 di 50 Domande

NELL'ESAME EMOCROMOCITOMETRICO, IL VALORE NORMALE DEI LEUCOCITI PER UN SOGGETTO ADULTO SANO E':

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) 150.000-300.000


  • B) 4.200.000-5.200.000


  • C) 500-10.000


  • D) 50.000-100.000


  • E) 4.000-10.000


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la E
Nell’esame emocromocitometrico, il valore normale dei leucociti per un soggetto adulto sano e’ 4.000-10.000; valori superiori o inferiori possono essere indicativi di patologie infettive, allegiche e/o ematologiche in atto o, talvolta, di effetti avversi farmacologici (risposte A, B, C e D errate)In particolare, i leucociti o globuli bianchi sono elementi cellulari del sangue deputati alla difesa dell'organismo nei confronti di agenti infettivi, sostanze estranee e altre cause di danno; essi sono suddivisi in due sottogruppi: i granulociti (eosinofili, neutrofili e basofili) e le cellule mononucleate (linfociti e monociti), che possono modificarsi in maniera differente a seconda delle diverse situazioni. Per tale motivo, la presenza nell’esame emocromocitometrico della conta differenziale dei globuli bianchi, o formula leucocitaria, puo’ utile per discriminare tra le cause di aumento/diminuzione degli stessi.

38 di 50 Domande

DEVO SOMMINISTRARE 600 mg DI AMPICILLINA. SONO A DISPOSIZIONE FIALE DI AMPICILLINA 1gr DA DILUIRE CON 3 ml. QUANTI ml DEVO UTILIZZARE

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) 1,8 ml


  • B) 1,8 ml


  • C) 1,0 ml


  • D) 5 ml


  • E) 0,5 ml


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la A
In caso di necessita’ di somministrare 600 mg, ovvero 0,6 gr, di ampicillina, avendo a disposizione fiale di ampicillina 1gr da diluire con 3 ml di acqua per preparazioni iniettabili, sara’ necessario utilizzare 1,8 ml di tale sostanza (risposte B, C, D ed E errate)Nello specifico, tale valutazione viene effettuata sulla base di una semplice proporzione per la quale se 1 gr: 3ml= 0,6 gr: x; conseguentemente x= (3x0,6)/1 e quindi x=1,8 ml.

39 di 50 Domande

Quali segni e sintomi sono caratteristici del quadro di scompenso cardiaco?

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Dispnea espiratoria, edemi declivi, febbre


  • B) Ascite, ortopnea, astenia


  • C) Febbre, dispnea e dolore toracico


  • D) Ipotensione, anoressia, febbre


  • E) Ortopnea, edemi declivi, astenia


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la E
Sono caratteristici del quadro di scompenso cardiaco ortopnea, edemi declivi ed astenia (risposte A, B, C e D errate). Nello specifico, lo scompenso cardiaco e’ definito come l’incapacita’ del cuore di fornire  sangue in quantita’ adeguata rispetto all'effettiva richiesta dell'organismo o come la capacita’ di soddisfare tale richiesta solamente a pressioni di riempimento ventricolari superiori alla norma; tale condizione puo’ seguire diverse patologie quali infarto miocardico acuto, miocarditi, cardiomiopatie, stenosi aortica/insufficienza mitralica. Lo scompenso cardiaco puo’ inoltre essere diviso in destro e sinistro; se nel primo caso, l’insufficienza del ventricolo destro comportera’ mancata espulsione di sangue verso il circuito polmonare e marcata ritenzione venosa nel distretto addominale e periferico (con edemi periferici, turgore delle giugulari), in caso di scompenso sinistro ci sara’ una diminuzione dell’immissione di sangue verso il circolo periferico con astenia, ipotensione e stasi polmonare retrograda con dispnea da sforzo ed ortopnea.   

40 di 50 Domande

Chi supera la malattia Ebola, di solito:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Ha come residuo una paralisi di tutti e 4 gli arti 


  • B) Ha una depressione midollare cronica


  • C) Ha come residuo una insufficienza renale


  • D) Guarisce completamente


  • E) Ha come residuo una insufficienza epatica


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la D
Chi supera la malattia Ebola, di solito guarisce completamente (risposte A, B, C ed E errate). Nello specifico, la malattia Ebola e’ causata dal virus Ebola, un filovirus altamente contagioso trasmesso attraverso contatto con cute, mucose e fluidi corporei (saliva, sangue, feci, sudore) di soggetti umani sintomatici e, piu’ raramente di primati non umani; al contrario, i soggetti non sintomatici, in fase di incubazione, non sono risultati essere infettivi. Dopo un periodo compreso tra i 2 e i 20 giorni, si sviluppa una “febbre emorragica”, la quale esordisce con febbre, mialgie, cefalea, dolori addominali, interessamento delle alte vie respiratorie, petecchie, ecchimosi e comparsa di un rash maculopapulare, principalmente al tronco. Successivamente, in genere, durante la 2a settimana di malattia, il paziente puo’ sviluppare un'insufficienza multiorgano o andare incontro a guarigione, con un tasso di mortalita’ che varia dal 25 al 90%; la guarigione e’ lenta e puo’ essere complicata da epatite ricorrente, mielite trasversa e orchite ma, una volta guariti, i pazienti sopravvissuti, solitamente, eliminano completamente il virus.

41 di 50 Domande

Secondo il Decreto legislativo n. 81/2008 i lavoratori:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Utilizzano i DPI secondo quanto definito in sede di riunione periodica


  • B) Sono obbligati ad utilizzare correttamente ed a mantenere in buono stato di efficienza i DPI messi a loro disposizione


  • C) Stabiliscono di volta in volta se utilizzare i DPI messi a disposizione


  • D) Non sono obbligati ad utilizzare correttamente ed a mantenere in buono stato di efficienza i DPI messi a loro disposizione


  • E) Sono obbligati a comprare personalmente i DPI definiti dal datore di lavoro


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la B
Secondo il Decreto legislativo n. 81/2008, anche noto come “Testo unico sulla sicurezza”, i lavoratori sono obbligati ad utilizzare correttamente ed a mantenere in buono stato di efficienza i DPI messi a loro disposizione (risposte A, C, D ed E errate). Nello specifico, si intende per DPI, ovvero  dispositivo di protezione individuale (DPI), qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o piu’ rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonche’ ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo; di contro, i DPI devono essere impiegati solo nel caso in cui i rischi non possano essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. Infine, e’ compito dei lavoratori utilizzare i DPI messi a loro disposizione, conformemente all’informazione e alla formazione ricevute, avendone cura e non apportano modifiche di propria iniziativa, condizione che porta ad un’alterazione dell’ efficacia del DPI stesso e alla possibile sanzione del lavoratore e del datore di lavoro; i lavoratori dovranno, poi, segnalare immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a loro disposizione.

42 di 50 Domande

Nel processo di pianificazione assistenziale l'analisi dei dati e':

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Un processo di ragionamento induttivo per decidere quali tra i dati oggettivi e soggettivi raccolti


  • B) Un processo di ragionamento deduttivo per decidere quali tra i dati oggettivi e soggettivi raccolti abbiano importanza per individuare il problema di salute del paziente.


  • C) Un processo che inizia con la definizione degli obiettivi e i risultati attesi e continua con la selezione degli interventi


  • D) Una raccolta sistematica di dati rilevanti e importanti che hanno lo scopo di identificare le necessita' percepite dal paziente; i problemi di salute e le soluzioni che il paziente mette in atto per risolverli


  • E) Un processo di conferma dell'accuratezza dei dati raccolti che ha lo scopo di comparare i dati oggettivi e soggettivi, di assicurare la consistenza degli indizi, ed attuare un duplice controllo sui dati fortemente alterati


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la E
Nel processo di pianificazione assistenziale l'analisi dei dati e’ un processo di conferma dell'accuratezza dei dati raccolti che ha lo scopo di comparare i dati oggettivi e soggettivi, di assicurare la consistenza degli indizi, ed attuare un duplice controllo sui dati fortemente alterati (risposte A, B, C e D errate). Nello specifico, la pianificazione assistenziale e’ un ottimo strumento di comunicazione per l’assistenza ai pazienti; gli infermieri aggiornano continuamente il piano mentre eseguono interventi pianificati nei rispettivi turni. Il modello piu’ comunemente utilizzato include diagnosi, dati, risultati attesi, interventi e valutazione: la diagnosi si concentra sul miglioramento della salute e sul benessere generale dell’assistito e puo’ essere ulteriormente collegata a cause scatenanti correlate come situazioni e condizioni problematiche; la raccolta dati, strumento importante capire come sta il paziente, ovvero se si e’ in presenza di determinate condizioni come debolezza generalizzata, tachipnea, ritardata guarigione della ferita; i risultati attesi, rappresentano gli obiettivi del piano di assistenza infermieristica realizzato cosicche’ il piano di cura realizzato viene considerato efficace una volta raggiunti i risultati previsti; interventi, ovvero le azioni che aiuteranno a raggiungere i risultati desiderati per il paziente e la valutazione, la quale v determina l’efficacia degli interventi attuati e guida l’infermiere successivo nella creazione o nell’aggiornamento del piano di assistenza infermieristica del paziente per il turno successivo.

43 di 50 Domande

Le "cause pre-renali" di insufficienza renale acuta sono:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Problemi di vasocostrizione e ipoperfusione che determinano una ridotta pressione di filtrazione


  • B) Danni primitivi dei componenti cellulari renali che determinano una ridotta capacita' filtrante


  • C) Associate a presenza di "rene accessorio"


  • D) Dovute a danno glomerulare


  • E) Alterazioni occlusive a carico di ureteri, vescica e uretra.


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la A
Le "cause pre-renali" di insufficienza renale acuta (IRA), ovvero di una rapida riduzione della funzionalita’ renale responsabile dell’ aumento dell’ azotemia e della creatininemia, di alterazioni elettrolitiche e dell'equilibrio acido-base, sono problemi di vasocostrizione e ipoperfusione che determinano una ridotta pressione di filtrazione (risposte B, C, D ed E errate). In particolare, l’insufficienza renale acuta puo’ essere distinta in tre sottogruppi: forma prerenale, forma renale, secondaria a danno glomerulare/tubulare, e forma post renale, secondaria ad alterazioni delle vie escretrici. La forma prerenale rappresenta la forma piu’ comune di insufficienza renale acuta e puo’ conseguire a differenti condizioni capaci di ridurre il flusso ematico renale, come ad esempio insufficiente gittata cardiaca legata a scompenso cardiaco, riduzione del volume di sangue circolante secondario ad emorragie o disidratazione, stenosi,  compressione o riduzione di calibro congenita delle arterie renali; nelle fasi iniziali tale condizione puo’ essere reversibile andando a ristabilire la normale perfusione ma puo’ diventare irreversibile in caso di danno ischemico e necrosi tubulare acuta.

44 di 50 Domande

Secondo il Decreto legislativo n. 81/2008 il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e':

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) E' individuato dal datore di lavoro


  • B) E’ eletto dal preposto


  • C) E' un collaboratore del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione


  • D) E' un volontario


  • E) Eletto o designato dai lavoratori


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la E
Secondo il Decreto legislativo n. 81/2008 il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), ovvero l’esponente incaricato di rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro, e’ eletto o designato dai lavoratori stessi (risposte A, B, C e D errate). Nello specifico, per le aziende il cui numero di lavoratori sia uguale o inferiore a 15, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e’ scelto tra i dipendenti stessi mentre nelle aziende in cui si contino piu’ di 15 lavoratori, egli e’ scelto all’interno delle rappresentanze sindacali aziendali; nel caso in cui l’azienda non dovesse disporre di tali organismi, anche in questo caso, il rappresentante e’ scelto tra i lavoratori tramite votazione. Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce, inoltre, che la nomina dei RLS avvenga in un’unica giornata per tutta la nazione, in quella che viene celebrata come “la giornata nazionale per la sicurezza e la salute sul lavoro”.

45 di 50 Domande

Per svolgere un R.C.T. e' necessario scegliere un campione:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Ridotto


  • B) Probabilistico


  • C) Randomizzato


  • D) Di convenienza


  • E) Intenzionale


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la C
Per svolgere un R.C.T., ovvero uno Studio Controllato Randomizzato, e’ necessario scegliere un campione randomizzato (risposte A, B, D ed E errate). Nello specifico, uno studio controllato randomizzato (RCT) rappresenta uno studio sperimentale nel quale i membri del campione iniziale sono assegnati in modo randomizzato, cioe’ causale, a due diversi gruppi: cio’ consente di costituire due gruppi in cui i fattori prognostici, sia noti che non, siano equamente distribuiti, in modo che i due gruppi siano tra loro “identici” ad eccezione del trattamento sperimentato; in questo modo, qualsiasi effetto rilevato, in un gruppo piuttosto che in un altro (gruppo trattato vs gruppo senza trattamento o di controllo),  potra’ essere attribuito al solo trattamento e non a fattori confondenti. Per tale motivo, il tipo di studio RCT e’ spesso considerato il gold standard per la sperimentazioni clinica ed e’ spesso usato nello studio dell'efficacia di vari tipi di intervento medico e per l’ottenimento di informazioni riguardo i possibili effetti avversi.

46 di 50 Domande

Quale tra i seguenti dati raccolti durante l'accertamento infermieristico e' un dato oggettivo?

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Il valore della pressione arteriosa e' 135/70mmHg


  • B) Ho un forte mal di testa alla sera


  • C) Mi sento accaldato, credo di avere la febbre


  • D) Mi sento soffocare quando mi sdraio


  • E) Dopo il pasto ho spesso mal di stomaco, credo sia gastrite


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la A
Rappresenta un dato oggettivo, ovvero corrispondente alla realta’ e non dipendente da fattori individuali, un valore della pressione arteriosa pari a 135/70mmHg rilevato durante l’accertamento infermieristico (risposte B, C, D ed E errate). In particolare, l’accertamento infermieristico consiste in una raccolta sistematica di dati, oggettivi e soggettivi, ovvero influenzati dalla coscienza del paziente e dell’ascoltatore, volti a verificare lo stato di salute e ad identificare problemi reali o potenziali del paziente. In base al momento in cui viene effettuato, l’accertamento puo’ essere distinto in quattro tipologie: l’accertamento iniziale o globale, il quale consente di avere un quadro generale delle condizioni di salute del paziente al momento della presa in carico; l’accertamento mirato, che rappresenta parte integrante delle quotidiane cure infermieristiche e si concentra su un aspetto specifico per definire e valutare l’insorgenza e/o l’evoluzione di uno specifico problema; l’accertamento d’urgenza o emergenza, eseguito durante l’insorgenza di una crisi fisica o psichica di un paziente e necessario per individuare condizioni che possano minacciarne la vita e l’accertamento di follow up o di rivalutazione, il quale e’ attuato dopo un determinato periodo di tempo per rivalutare un particolare aspetto o problema del paziente, confrontando le condizioni attuali con quelle basali. Infine, per raccogliere ed elaborare i singoli elementi, l’attivita’ di accertamento si divide in quattro momenti temporali rappresentati da: raccolta dati, validazione, organizzazione e registrazione.

47 di 50 Domande

Nel programma di Educazione Continua in Medicina quale delle seguenti rappresenta una tipologia di Formazione Residenziale?

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Stesura e pubblicazione di un articolo scientifico


  • B) Conferenze


  • C) Gruppo di miglioramento


  • D) Audit Clinico e/o Assistenziale


  • E) Autoapprendimento senza tutoraggio


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la B
Nel programma di Educazione Continua in Medicina (ECM), rappresentano una tipologia di formazione residenziale, ovvero una tipologia di formazione in cui vi sia la contemporanea presenza di uno o piu’ docenti e di uno o di un gruppo di alunni, le conferenze (risposte A, C, D ed E errate). Nello specifico, il programma di  educazione continua in medicina, o ECM, e’ un programma nazionale di attivita’ formative, attivo in Italia dal 2002, che prevede il mantenimento di un elevato livello di conoscenze relative alla teoria, pratica e comunicazione in campo sanitario attraverso corsi di formazione in presenza o a distanza. Esso prevede l'attribuzione di un determinato numero di crediti formativi, che devono essere obbligatoriamente raggiunti entro l’anno, per ogni area specialistica medica e per tutte le professioni sanitarie; ogni operatore sanitario provvedera’ alla propria formazione in ambito ECM in completa autonomia, non potendosi il datore di lavoro opporsi alle richieste di aggiornamento, nonche’ riconoscendo i giorni d'aggiornamento come giornate lavorative.

48 di 50 Domande

All' emogasanalisi arteriosa i range di normalita' della Pa02 in un soggetto sano corrispondono a:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) 24-30 mm Hg


  • B) 60-120 mmHg


  • C) 30-40 mmHg


  • D) 80-100 mm Hg


  • E) 35-45 mm Hg


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la D
All' emogasanalisi arteriosa i range di normalita’ della Pa02 in un soggetto sano corrispondono a 80-100 mm Hg (risposte A, B, C ed E errate). In particolare, l’emogasanalisi arteriosa e’ un esame che permette di ottenere misurazioni precise della pressione parziale dell'ossigeno arterioso (PaO2), che nel soggetto normale e’ di 80-100 mmHg, della pressione parziale di diossido di carbonio arteriosa (PaCO2), normalmente di 35-45 mmHg, e del pH arterioso, compreso tra 7.35-7.45, misurati su sangue arterioso prelevato, in genere, dall’arteria radiale. L'emogasanalisi e’ indispensabile per la diagnosi di insufficienza respiratoria, per valutarne la gravita’ e seguirne il decorso durante la terapia, cosi’ come risulta utile nella valutazione dei diversi meccanismi fisiopatologici dell'insufficienza respiratoria.

49 di 50 Domande

La denuncia all'autorita' giudiziaria deve essere redatta:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Da un Pubblico Ufficiale o da un Incaricato di Pubblico Servizio


  • B) Solo dai medici legali


  • C) Dal medico di medicina generale


  • D) Da un qualsiasi professionista sanitario


  • E) Solo dai medici


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta corretta e' la A
La denuncia all'autorita’ giudiziaria deve essere redatta, per iscritto e trasmessa senza ritardo, da un Pubblico Ufficiale o da un Incaricato di Pubblico Servizio che nell'esercizio, o a causa delle loro funzioni o del loro servizio, abbiano notizia di un reato perseguibile di ufficio; nel caso piu’ persone siano obbligate alla denuncia per il medesimo fatto, esse possono anche redigere e sottoscrivere un unico atto. (risposte B, C, D ed E errate). Nello specifico, sono considerati pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa mentre, agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestino un pubblico servizio, ovvero un’attivita’ disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di quest’ultima, e con esclusione, dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale. Tradizionalmente, il ruolo di pubblico ufficiale, in virtu’ dei poteri certificativi che gli competono, viene attribuito al medico il quale li espleta in diverse occasioni (prescrizioni, diagnosi, etc.), mentre l’infermiere viene solitamente riconosciuto come un incaricato di pubblico servizio; nonostante cio’, non mancano in giurisprudenza casi in cui gli venga riconosciuta la funzione di pubblico ufficiale.

50 di 50 Domande

Il consenso all'atto medico deve essere richiesto al paziente:

Sfoglia Il Nostro Libro
Leggi Il Primo Capitolo

  • A) Solo in caso di pazienti interdetti


  • B) in nessun caso


  • C) Sempre


  • D) Solo in caso di manovre pericolose


  • E) Solo in caso di pazienti minori


  • F) Non seleziono nessuna risposta


Utenti che rispondono correttamente: 50%
La risposta e’ la C
Il consenso all'atto medico deve sempre essere richiesto al paziente (risposte A, B, D ed E errate). Nello specifico, il consenso dell'interessato e’ il presupposto per la legittimita’ dell’attivita’ medica; vige, infatti, il principio per il quale nessuno puo’ essere sottoposto a trattamenti medici contro la sua volonta’ (art. 32 della Costituzione). In tutti i casi, il consenso deve essere libero, consapevole e informato, ovvero deve essere preceduto da una adeguata informativa riguardo alle caratteristiche, ai rischi e alle finalita’ dell’intervento, e puo’ essere revocato in qualunque momento. Nel caso in cui il soggetto interessato non sia nelle condizioni di esprimere validamente il consenso, questo deve essere richiesto al soggetto che il paziente ha delegato mentre in caso di paziente minorenne, il consenso va espresso dal soggetto che esercita la responsabilita’ dei genitori.

Consegna il Compito!

Consegna il compito!


Tempo Rimasto 50 minuti!

Dottore, non aggiorni questa pagina prima del completamento della correzione.
Clicchi su "Consegna il Compito" per ottenere la correzione del compito.

consegna il compito