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Definizione
Anamnesi ed esame obiettivo
Diagnosi
Terapia

Quiz Correlati


1 di 19 Domande

Il FRAX e' uno strumento matematico statistico ce permette di calcolare il rischio di frattura in un soggetto osteoporotico e quindi iniziare ua terapia mirata. Quale tra i seguenti non è un parametro preso in considearzione dal FRAX?

  • A) eta'


  • B) altezza


  • C) sesso


  • D) fumo


  • E) circonferenza addominale


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta è la E.
Il FRAX è uno strumento matematico statistico che stima la probabilità a 10 anni di andare incontro ad una frattura dell’anca e di soffrire di fratture osteoporotiche maggiori (fratture della colonna vertebrale, avambraccio, anca o spalla). Questo strumento si basa su un algoritmo di calcolo che considera: la nazionalità, l’età, il sesso, il peso, l’altezza, una storia pregressa di frattura, la presenza di genitori con femore fratturato, se il paziente è in trattamento con glucocorticoidi, se il paziente è un fumatore, se il paziente è un consumatore di alcolici, la presenza di artrite reumatoide, la presenza di osteoporosi secondaria e il BMD al collo femorale (risposte A, B, C e D errate). La circonferenza addominale non è un parametro preso in considerazione.

2 di 19 Domande

Scenario QY37Y: Una donna di 22 anni si sottopone a biopsia intestinale dopo un'iniziale valutazione clinica e laboratoristica. L'esame istologico dimostra appiattimento dei villi, iperplasia delle cripte, incremento dei linfociti intraepiteliali, come illustrato nella figura. Con quale delle seguenti malattie può essere compatibile il reperto istologico?

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  • A) Malattia di Whipple


  • B) Tumore neuroendocrino dell'intestino tenue


  • C) Malattia di Crohn


  • D) Sensibilita' al Glutine Non-Celiaca


  • E) Malattia celiaca


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta è la E.
La malattia celiaca (o celiachia)è un’enteropatia cronica causata, in individui geneticamente predisposti, dal glutine ingerito con la dieta.
L’eziologia della patologia è legata sia a fattori ambientali che a fattori propri del soggetto; tra i fattori ambientali è noto che sia il glutine il responsabile di questa condizione, cioè una miscela proteica contenuta nella farina di frumento, orzo, farro, avena, segale e kamut.
Il glutine si caratterizza per una composizione aminoacidica ricca di glutamina e prolina che gli conferiscono proprietà antigeniche particolari tra cui la capacità di legarsi a molecole HLA di classe II o l’incapacità di essere digerito da parte di enzimi luminali e dall’orletto a spazzola. Tra i fattori individuali, invece, come già accennato, riveste un ruolo fondamentale la predisposizione genetica del soggetto testimoniata da studi condotti su familiari di pazienti celiaci, nei quali la possibilità di sviluppare la malattia era di circa il 30%. Oltre il 90% dei soggetti affetti da malattia celiaca, infatti, è portatore della molecola HLA DQ2 o di HLA DQ8. Le molecole dell’immunità innata HLA DQ2 e DQ8 sembrano capaci di presentare la gliadina, penetrata nella parete intestinale attraverso gli eritrociti o per via paracellulare, ai linfociti CD4+. Ciò porta all’attivazione delle cellule T, cioè all’iperproduzione delle citochine prinfiammatorie Th1 quali IL-2 ed interferone ɣ, che insieme all’azione citotossica dei linfociti CD8+ e all’attività delle metalloproteasi, portano a processi di apoptosi degli enterociti, con conseguente atrofia dei villi intestinali, iperproliferazione cellulare con iperplasia ed atrofie delle cripte.
Clinicamente, la malattia celiaca può essere asintomatica, paucisntomatica o sintomatica e i sintomi possono presentarsi in qualunque momento della vita; i sintomi principali sono di tipo gastrointestinale e sono rappresentati soprattutto da calo ponderale, diarrea ricorrente, steatorrea, dolori addominali tipicamente postprandiali, distensione o gonfiore addominale, associati a sintomi extraintestinali quali anemia da carenza di ferro ipocromica e microcitica o normocitica, macrocitica da carenza di folato o vitamina B12, aumento persistente delle aminotransferasi sierica, dermatite erpetiforme, astenia, cefalea ricorrente, ridotta fertilità, stomatite aftosa persistente, ipoplasia dello smalto dentale, malattia ossea metabolica e osteoporosi prematura, neuropatia periferica idiopatica o atassia cerebellare non ereditaria.
L'approccio diagnostico prevede un’adeguata anamnesi e della sintomatologia riportata dal paziente e anche se la diagnosi di certezza si basa sull’esame bioptico, i test anticorpali possono essere di grande aiuto nel dirimere il sospetto diagnostico verso questa patologia. Gli anticorpi specifici per la celiachia sono gli anticorpi anti-gliadina (di tipo IgA ed IgG), anti-endomisio ed anti-transglutaminasi. In particolare, gli anticorpi anti-gliadina vengono usati soprattutto nei primi due anni di età, in cui vi è una ridotta sensibilità per gli altri; gli anticorpi anti-endomisio ed anti-trasglutaminasi sono di classe IgA e la ricerca delle IgG viene effettuata solo in presenza di deficit selettivo di IgA.
La biopsia duodenale è il gold standard per la diagnosi di malattia celiaca: devono essere effettuate almeno 4 biopsie le quali, in presenza di malattia, si caratterizzano per atrofia dei villi, ipertrofia delle cripte e aumento dell’infiltrato infiammatorio a livello intraepiteliale e della lamina propria.
Il trattamento standard della celiachia è rappresentato da una dieta priva di glutine.

3 di 19 Domande

Quale delle seguenti sedi e' tipicamente colpita da fratture nella osteoporosi di tipo II?

  • A) vertebre cervicali


  • B) radio


  • C) collo del femore


  • D) vertebre lombari


  • E) vertebre dorsali


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta è la C
L’osteoporosi è una patologia caratterizzata da una perdita progressiva della densità minerale ossea che determina un aumento della fragilità del tessuto osseo e quindi espone ad un aumentato il rischio di fratture patologiche. L’osteoporosi primitiva è quella di più frequente insorgenza e può essere ulteriormente distinta in: tipo I (menopausale) e tipo II (senile).
L’osteoporosi di tipo I è più frequentemente associata a fratture patologiche vertebrali e di Colles (risposte A, B, D, E errate), mentre quella di tipo II a fratture del femore.
Dunque, il collo del femore è la sede tipicamente colpita da fratture nella osteoporosi di tipo II.

4 di 19 Domande

In quale delle seguenti condizioni e' sconsigliabile l'uso di corticosteroidi?

  • A) xerostomia


  • B) malattie infiammatorie croniche intestinali


  • C) osteoporosi grave


  • D) ipotiroidismo


  • E) xeroftalmia


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta e' la ' osteoporosi grave '.


5 di 19 Domande

Quale delle seguenti diagnosi è la più probabile in una paziente di 50 anni, che presenta algie e tumefazioni simmetriche delle articolazioni delle mani e dei polsi e riferisce rigidità mattutina alle mani al risveglio?

  • A) Spondilite anchilosante


  • B) Artrosi diffusa


  • C) Reumatismo palindromico


  • D) Artrite reumatoide


  • E) Lupus eritematoso sistemico


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta e' la D
L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica autoimmune nella quale il sistema immune aggredisce erroneamente i tessuti, provocando un’infiammazione cronica nelle articolazioni che potrebbe causare conseguenze irreversibili se non adeguatamente trattata.
L’artrite reumatoide nella maggior parte dei casi è cronica disabilitante e talora associata a manifestazioni sistemiche; colpisce più spesso le donne e la sua prevalenza aumenta con l’aumentare dell’età.
Si presenta come un’infiammazione articolare a insorgenza subdola, con dolore, tumefazione, rigidità al mattino delle articolazioni colpite, al momento del risveglio e di durata maggiore a 30 minuti. Le articolazioni comunemente coinvolte in modo bilaterale e simmetrico sono i polsi, le metacarpofalangee, le metatarsofalangee, le interfalangee prossimali; tra le grandi articolazioni possono essere colpite le spalle, le ginocchia, le tibio-tarsiche, i gomiti e le coxo-femorali.
L’infiammazione peggiora nelle settimane successive e diviene francamente invalidante, avendo un andamento di tipo erosivo.
Più raramente l’esordio è acuto e rapidamente progressivo. La fase acuta si manifesta anche con malessere generalizzato, astenia, sintomi simili alla polimialgia.
L’AR è una malattia sistemica e presenta anche molte manifestazioni extra-articolari, molto variabili sia per severità sia per localizzazione; comprendono: vasculiti, interessamento cardiaco e polmonare (versamento pleurico), osteoporosi e fratture, noduli reumatoidi a livello cutaneo, complicazioni renali, interessamento oculare e del SNC.

6 di 19 Domande

Quale dei seguenti e' fattore di rischio per l’osteoporosi?

  • A) Artrite reumatoide


  • B) Artrite reumatoide,  diabete mellito, BPCO, malattia infiammatoria cronica dell’intestino


  • C) Malattia infiammatoria cronica dell’intestino


  • D) Diabete mellito


  • E) BPCO


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta è la B.
L’osteoporosi è una patologia sistemica caratterizzata da una riduzione quantitativa generalizzata della massa ossea e da alterazioni qualitative del tessuto osseo con diminuzione della componente minerale di calcio e fosforo. Tale patologia può essere primaria (osteoporosi post meno-pausale, senile, giovanile e osteogenesi imperfetta), oppure può essere secondaria a farmaci (corticosteroidi, eparina), malattie endocrine (ipertiroidismo, ipercortisolismo, diabete, ipogonadismo) e gastrointestinali (gastrectomia, celiachia, malattie infiammatorie dell’intestino, sindromi da malassorbimento), immobilizzazione, BPCO, trapianto e artrite reumatoide. In particolare, rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo di fratture tra cui le più frequenti sono le fratture di Colles, le fratture d’anca e i crolli vertebrali. Infine, per valutare il rischio di frattura di un paziente con osteoporosi è stato sviluppato un algoritmo chiamato FRAX (risposte A, C, D ed E errate).

7 di 19 Domande

Un ragazzo di 19 anni presenta una sospetta aspergillosi broncopolmonare allergica. Si pone il sospetto di fibrosi cistica per la presenza di bronchiectasie alla TC del torace. Quale delle seguenti considerazioni sulla possibile diagnosi di fibrosi cistica e' corretta?

  • A) E' un'ipotesi da considerare solo se il cariotipo e' patologico


  • B) E' un'ipotesi da escludere se alla nascita si era verificato un ileo da meconio


  • C) E' un'ipotesi da scartare perché la diagnosi viene posta sempre in eta' pediatrica per la gravita' della sintomatologia


  • D) E' giustamente un'ipotesi da considerare perché la diagnosi puo' essere posta anche in eta' non pediatrica


  • E) E' un'ipotesi da considerare solo se uno dei due genitori e' affetto dalla malattia


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta e' la D
La fibrosi cistica è una malattia genetica a trasmissione autosomica recessiva causata da mutazione del gene CFTR presente sul braccio lungo del cromosoma 7; quest’ultimo codifica per una proteina, anch’essa detta CFTR, che funge da canale per il trasporto del cloro a livello della membrana cellulare. Ad oggi sono note più di 1500 mutazioni, tra le quali la più frequente è la mutazione F508del che comporta l’assenza della fenilalanina in posizione 508.
Le mutazioni del gene CFTR causano la produzione di muchi e secrezioni particolarmente densi e viscosi con interessamento delle vie aeree, delle ghiandole sudoripare, del pancreas, del fegato, dell’intestino e dei vasi deferenti testicolari.
Da un punto di vista clinico si manifesta caratteristicamente con ileo da meconio alla nascita, sintomi di mal digestione pancreatica (come steatorrea, riduzione della crescita, anemia, ipoalbuminemia), intussuscezione intestinale, sintomi respiratori, in particolare tosse, sinusiti, bronco-ostruzione, ippocratismo digitale  e infezioni recidivanti che causano la gran parte della morbilità e della mortalità di questi pazienti, diabete dovuto principalmente a deficit della sintesi di insulina, osteoporosi e infertilità nel maschio.
Nonostante la gran parte dei casi venga diagnosticato in età pediatrica, la diagnosi può anche essere posta tardivamente nei giovani adulti.

8 di 19 Domande

In soggetti con storia di miopatie, gli inibitori della HMG-CoA reduttasi (statine):

  • A) non hanno alcun effetto sul profilo lipidico


  • B) non vanno mai somministrati


  • C) non sono efficaci nell'abbassare il colesterolo LDL


  • D) non debbono essere associati ai derivati dell'acido fibrico (clofibrato e congeneri)


  • E) possono causare osteoporosi e danni endoteliali


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta e' la D
In soggetti con storia di miopatie gli inibitori della HMG-CoA reduttasi non devono essere associati ai derivati dell’acido fibrico per il potenziale aumento del rischio di insorgenza di miopatia da farmaci derivato dal loro uso combinato. Al contrario, in questi soggetti è possibile somministrare con cautela le statine in monoterapia, preferendo quelle a minore tossicità muscolare (come la pravastatina o la rosuvastatina) e sospendendo il trattamento in caso di comparsa di sintomatologia o in caso di aumento di 10 volte il valore normale della CPK se il paziente è asintomatico (risposta B errata).
Ancora, in tutti i casi le statine sono in grado di abbassare il colesterolo LDL mediante un’aumentata espressione del gene per il suo recettore con conseguente maggiore captazione plasmatica (risposta C errata). Infine, le statine agiscono sulla riduzione dei trigliceridi e sull’aumento del colesterolo-HDL, modificando così il profilo lipidico (risposta A errata). Non sono state riportate associazioni con l’uso di statine ed osteoporosi o danni endoteliali nei soggetti con storia di miopatia (risposta E errata).

9 di 19 Domande

Quale tra le seguenti e' la causa piu' frequente di osteoporosi iatrogenica?

  • A) corticosteroidi


  • B) antidepressivi triciclici


  • C) anticoagulanti


  • D) citostatici


  • E) ormoni tiroidei


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta e' la ' corticosteroidi '.


10 di 19 Domande

Tutte le seguenti patologie possono determinare osteoporosi nella donna, tranne una. Quale?

  • A) Amenorrea secondaria


  • B) Distiroidismi


  • C) Menopausa precoce spontanea


  • D) Menopausa chirurgica con annessiectomia


  • E) Policistosi ovarica


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta e' la E
La policistosi ovarica rappresenta una condizione che non può determinare osteoporosi nella donna, anzi l’aumento dei livelli di androgeni nel sangue, l’iperinsulinemia e la tendenza ad aumentare il BMI (body mass index), presenti in questa condizione , costituiscono fattori ritenuti protettivi contro disordini di fragilità ossea come l’osteoporosi e quindi contro eventuali fratture. Al contrario, nell’amenorrea secondaria, nella menopausa precoce spontanea e nella menopausa chirurgica con annessiectomia la riduzione dei livelli di estrogeni circolanti determinano un aumento del rischio di osteoporosi (risposte A, C e D errate). Invece, nell’ipertiroidismo si ha una stimolazione del turnover osseo e non c’è più equilibrio tra osso distrutto ed osso appena formato, per cui si ha riduzione della massa ossea e maggiore rischio di fratture (risposta B errata).

11 di 19 Domande

Un uomo di 38 anni con storia di diabete di tipo 1, lamenta dolore meccanico che perdura da 3-4 mesi, senza precedente trauma, riferito alla zona inguinale e alla parte anteriore di entrambe le cosce. Più intenso sul lato sinistro. All’esame fisico dei fianchi il dolore si accentua in particolare con l’intrarotazione dell'anca, che appare anche discretamente limitata. Alla radiografia si apprezza a livello dell’anca sinistra una immagine radiotrasparente subcondrale. Quale dei seguenti sarebbe il comportamento diagnostico più corretto?

  • A) Richiedere uno studio scintigrafico per escludere la presenza di lesioni simili in altre grandi articolazioni


  • B) Effettuare uno studio dell’estensione e di screening della lesione primaria, poiché si tratta di una metastasi ossea nell'anca sinistra.


  • C) Proporre una probabile diagnosi di necrosi avascolare dell'anca sinistra e richiedere una RM di entrambe le anche.


  • D) Porre diagnosi di osteoporosi transitoria dell'anca sinistra, indicare 2 mesi di dimissione ed allora ripetere lo studio radiologico.


  • E) Nessuna delle precedenti


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta è la C
Un diabetico che lamenta dolore meccanico cronico all’inguine e alla parte anteriore di entrambe le cosce, che si accentua con l’intrarotazione dell’anca, è fortemente suggestivo di necrosi avascolare dell’anca per la cui conferma diagnostica è necessaria l’esecuzione di una RMN di entrambe le anche dopo il referto compatibile di radiotrasparenza subcondrale ottenuto con l’RX.
Al contrario, la scintigrafia è indicata in caso di malattia reumatica, che si manifesta con un dolore infiammatorio (a riposo e migliora col movimento) soprattutto a livello del gluteo e della coscia posteriore (risposta A errata). All’opposto, le metastasi ossee di solito si riscontrano in pazienti di età maggiore potendosi presentare come lesioni osteolitiche o osteoaddensanti (risposta B errata). Infine, l’osteoporosi transitoria dell'anca va in diagnosi differenziale con l’osteonecrosi e alla RMN è possibile osservare il coinvolgimento della testa, del collo del femore, della regione intertrocanterica e del bacino (risposta D errata).

12 di 19 Domande

Donna di 75 anni, con menopausa a 52 anni, senza precedenti familiari o personali di frattura, diagnosticata con arterite temporale, che iniziera’ il trattamento con prednisone ad alte dosi e con l'aspettativa di trattamento per almeno un anno. Il ritardo per la densitometria (DXA) nel suo centro e’ di 4-5 mesi. Si prende in considerazione un trattamento preventivo per l’osteoporosi. Tra i seguenti qual e’ l'atteggiamento piu’ appropriato?

  • A) Richiedere DXA e attendi il risultato.


  • B) Valutare il rischio assoluto di frattura utilizzando il questionario FRAX senza BMD e da trattare solo se elevata.


  • C) Inizia il trattamento con bifosfonati e vitamina D (800 IU / giorno).


  • D) Somministrare un integratore di calcio (Ig) e vitamina D (800 IU / giorno).


  • E) Valutare l'osteopenia ai raggi X e trattare se e’ presente.


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta è la C.
Per il paziente del caso clinico, in base ai reperti clinico-anamnestici, l’atteggiamento piu’ appropriato e’ un trattamento con bifosfonati e vitamina D. Nel caso clinico vengono presentati dei fattori di rischio per osteoporosi precedenti alla malattia attuale. La iatrogenesi derivata dal trattamento con corticosteroidi ad alte dosi e durante un lungo periodo non e’ trascurabile, pertanto i pazienti devono essere sottoposti a un attento monitoraggio e ricevere la dose minima di prednisone necessaria per mantenere la patologia in remissione. Oltre alle misure preventive non farmacologiche, si consiglia di iniziare un trattamento per ridurre al minimo la perdita secondaria di massa ossea che si verifica con somministrazione di glucocorticoidi. In questo contesto un atteggiamento adeguato sarebbe somministrare calcio (1000 mg / giorno), vitamina D (800 UI / giorno) e bifosfonati.

13 di 19 Domande

QUALE DELLE SEGUENTI CONDIZIONI E' LA CAUSA PIU' FREQUENTE DI OSTEOPOROSI MASCHILE?

  • A) Nefropatie


  • B) Malattie ematologiche


  • C) Malattie gastrointestinali


  • D) Iperparatiroidismo


  • E) Ipogonadismo 


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta e' la 'Ipogonadismo '.


14 di 19 Domande

Una paziente di 56 anni si presenta per dolore alla colonna vertebrale dorsale-lombare e per la progressiva difficolta' a svolgere le normali attivita'. Negli ultimi 5 anni, il suo peso e' aumentato, ha ecchimosi facilmente e e' stata evidenziata ipertensione arteriosa. Esame obiettivo: obesita' prevalentemente centrale, facies arrotondata, aumento del grasso sopraclavicolare, diminuzione della forza muscolare prossimale e alcune striature rossastre nell'addome. Ha una glicemia di 136 mg/dl e lo studio radiologico ha mostrato osteoporosi e schiacciamento vertebrale. Quale pensa siano l'interpretazione e l'atteggiamento piu' coerenti?

  • A) Osteoporosi post-menopausa, diabete mellito di tipo 2 e ipertensione arteriosa essenziale, con riduzione della forza dovuta alla polineuropatia diabetica.


  • B) La sindrome di Cushing dovrebbe essere esclusa dal test di soppressione con desametasone e dovrebbe essere eseguita una TC cranica.


  • C) Suggerisce un Cushing. Determinare il cortisolo libero urinario e l’ACTH basale, che serve a orientarci verso l'eziologia e a selezionare la tecnica di imaging piu' appropriata.


  • D) Sembra un Cushing. Se l'ACTH basale e' alto, puo' essere dovuto all'uso di corticoidi o a un tumore surrenale, e' necessario eseguire una risonanza magnetica.


  • E) Probabilmente ha una Cushing. Se l'ACTH basale e' basso, probabilmente ha un microadenoma ipofisario e si dovrebbe realizzare una TAC cranica.


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta è la C.
Per il paziente del caso clinico, in base ai reperti clinico-anamnestici, l’interpretazione e l’atteggiamento più coerenti saranno considerare un Cushing, misurare il cortisolo libero urinario e l’ACTH basale. Aumento dell'escrezione di cortisolo libero nelle urine per 24 ore o mancanza di un'adeguata soppressione del cortisolo al mattino dopo l'esposizione al desametasone la notte precedente sono risultati compatibili con la sindrome di Cushing. La valutazione dei pazienti con sindrome di Cushing confermata inizia con la diagnosi differenziale tra cortisolo in eccesso dipendente dall'ACTH o indipendente dall'ACTH (risposta C corretta). Il test viene eseguito con dosi di 0,5 mg di de desametasone ogni 6 ore per 2 giorni. Mentre gli studi di imaging dovrebbero essere eseguiti solo dopo aver stabilito una diagnosi di cortisolo in eccesso dipendente dall'ACTH o indipendente dall'ACTH (risposta B errata). La paziente del caso clinico mostra fenotipicamente tute le caratteristiche di un paziente con la sindrome di Cushing (prevalentemente obesità centrale, facies arrotondata, aumento del grasso sopraclavicolare, diminuzione della forza muscolare prossimale e alcune striature rossastre addominali), caratteristiche fenotipiche che non corrispondono all'osteoporosi. Mentre per diagnosticare il DM è necessario ottenere due determinazioni di glicemia basali superiori a 126 mg/dl (risposta A errata).

15 di 19 Domande

Tra le comorbidita' associate alla broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) ci sono tutte TRANNE:

  • A) Sindrome da apnea notturna.


  • B) Ipotiroidismo.


  • C) Osteoporosi.


  • D) Anemia.


  • E) Ansia/depressione.


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta è la B.
La BPCO non è associata all’ipotiroidismo. La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) può essere associata alla sindrome da apnea ostruttiva del sonno, è la cosiddetta sindrome da Overlap (risposta A errata). Inoltre, è stata descritta un'associazione tra BPCO e altre patologie, come osteoporosi (secondaria al trattamento con steroidi), anemia e ansia/depressione (risposte C, D ed E errate). Delle comorbidità presentate nella domanda, quella che appare meno spesso, in relazione alla BPCO, è l'ipotiroidismo (risposta B corretta).

16 di 19 Domande

Simona, una commessa 35enne, viene ricoverata per dispnea. All'EO rilevate riduzione del murmure alla base polmonare sn, tumefazione simmetrica, di consistenza plastica, delle articolazioni MCP e PIP, dei polsi e delle caviglie. C'e' una tumefazione in corrispondenza della borsa olecranica, che pare avere al suo interno nodularita'. Lab.: emoglobina 11.2 g/dl, piastrine 545109/L, VES 102 mm/hr, proteina C reattiva 7.4 g/L, anticorpi anti-nucleo positivo 1:160; Fattore Reumatoide 168 (normale 0-20). Rx Torace: versamento pleurico sn. Toracentesi: essudato; pH 7.38, glucosio 24 mg/dl. La diagnosi piu' probabile e':

  • A) artrite reumatoide


  • B) malattia di Lyme


  • C) malattia di Still nell'adulto


  • D) endocardite batterica


  • E) LES con empiema


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta e' la A 
L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica autoimmune nella quale il sistema immune aggredisce erroneamente i tessuti, provocando un’infiammazione cronica nelle articolazioni che potrebbe causare conseguenze irreversibili se non adeguatamente trattata.
L’artrite reumatoide nella maggior parte dei casi è cronica disabilitante e talora associata a manifestazioni sistemiche; colpisce più spesso le donne e la sua prevalenza aumenta con l’aumentare dell’età.
Si presenta come un’infiammazione articolare a insorgenza subdola, con dolore, tumefazione, rigidità al mattino delle articolazioni colpite, al momento del risveglio e di durata maggiore a 30 minuti. Le articolazioni comunemente coinvolte in modo bilaterale e simmetrico sono i polsi, le metacarpofalangee, le metatarsofalangee, le interfalangee prossimali; tra le grandi articolazioni possono essere colpite le spalle, le ginocchia, le tibio-tarsiche, i gomiti e le coxo-femorali.
L’infiammazione peggiora nelle settimane successive e diviene francamente invalidante, avendo un andamento di tipo erosivo.
Più raramente l’esordio è acuto e rapidamente progressivo. La fase acuta si manifesta anche con malessere generalizzato, astenia, sintomi simili alla polimialgia.
L’AR è una malattia sistemica e presenta anche molte manifestazioni extra-articolari, molto variabili sia per severità sia per localizzazione; comprendono: vasculiti, interessamento cardiaco e polmonare (versamento pleurico), osteoporosi e fratture, noduli reumatoidi a livello cutaneo, complicazioni renali, interessamento oculare e del SNC.
Per quanto riguarda le indagini di laboratorio la gran parte dei pazienti affetti presenta livelli elevati nel sangue di fattore reumatoide e positività agli anticorpi antinucleo, oltre alla presenza di incremento sia della VES che della PCR; tuttavia, il marker più specifico di AR rimangono gli anticorpi anti-peptidi citrullinati (anti-CCP).



17 di 19 Domande

La sindrome da immobilizzazione puo' essere caratterizzata da:

  • A) Irrigidimento delle articolazioni ed osteoporosi da disuso


  • B) Accorciamento dei tendini e dei corpi muscolari


  • C) Tutte le risposte indicate sono corrette


  • D) Perdita di azione antigravitaria dei muscoli


  • E) Nessuna delle risposte indicate e' corretta


  • F) Non seleziono nessuna risposta

  • Utenti che rispondono correttamente: 50%

La risposta corretta e' la 'Tutte le risposte indicate sono corrette '.


18 di 19 Domande

A quale delle seguenti sindromi puo' associarsi il criptorchidismo?

  • A) Noonan


  • B) Smith-Lemli-Opitz


  • C) Tutte le risposte sono corrette


  • D) Prader-Willi


  • E) Klinefelter


  • F) Non seleziono nessuna risposta

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La risposta corretta e' la C
Il criptorchidismo può associarsi alla sindrome di Noonan, di Smith-Lemli-Opitz, Prader-Willi e Klinefelter. Infatti, la sindrome di Noonan, determinata da mutazioni di diversi geni appartenenti alla cascata RAS MAPK, risulta caratterizzata da una facies tipica con ipertelorismo, inclinazione antimongolica delle rime palpebrali, padiglioni auricolari ad impianto basso, collo corto e tozzo con possibile pterigo, petto carenato nella regione superiore ed excavatum in quella inferiore associata a patologie d’organo di cui le principali sono la cardiopatia (soprattutto stenosi valvolare polmonare), le anomalie renali e genitali, come il criptorchidismo (risposta A errata). Invece la sindrome di Smith-Lemli-Opitz, dovuta a mutazioni del genere DHCR7 causante diminuzione della sintesi del colesterolo ed alterazioni nella normale formazione di membrane cellulari e mielina, appare caratterizzata da microcefalia, sella nasale larga con narici anteverse, micrognazia associate, talvolta, a palastoschisi, sindattilia e ad anomalie genitali come ipospadia, criptorchidismo o anomalie cardiache (risposta B errata). Di contro, la sindrome di Prader-Willi, sindrome che rientra nelle condizioni soggette ad imprinting genomico, secondaria a perdita del contributo paterno della regione 15q11.2, si presenta con volto allungato, occhi a mandorla con mani e piedi solitamente piccoli; caratteristico è lo sviluppo di obesità secondaria ad una tipica iperfagia patologica e l’ipogenitalismo caratterizzato da pene piccolo con scroto ipoplastico e criptorchidismo nei maschi ed ipoplasia clitoridea e delle piccole labbra nelle femmine (risposta D errata). Infine, la sindrome di Klinefelter, legata alla presenza di un cromosoma X patologico con un assetto del tipo XXY, si mostra con statura elevata associata ad arti lunghi e sproporzionati rispetto al tronco, ginecomastia, ipogonadismo ipogonadotropo con eventuale criptorchidismo, infertilità, aumentata incidenza di patologie autoimmuni e di osteoporosi (risposta E errata).

19 di 19 Domande

Comuni cause di immobilizzazione nell'anziano sono tutte tranne:

  • A) dolore


  • B) depressione


  • C) cause ambientali


  • D) fattori sensoriali


  • E) nessuna risposta corretta


  • F) Non seleziono nessuna risposta

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La risposta corretta e' la E
Il dolore, la depressione, le cause ambientali e fattori sensoriali sono tutte cause di immobilizzazione nell'anziano. Le principali cause d’immobilizzazione nell'anziano sono patologie dell'apparato muscoloscheletrico (artriti, osteoartrosi, osteoporosi e fratture, dolore) (risposta A errata), malattie neurologiche (ictus, morbo di Parkinson, demenza, neuropatie periferiche), malattie cardiovascolari e polmonari (scompenso cardiaco, angina da sforzo, arteriopatie obliteranti periferiche, la riduzione della vista (cataratta, retinopatie, ecc.), patologie a carico dei piedi (ulcere, calli), malnutrizione, gravi malattie sistemiche (ad es. neoplasie), effetti collaterali di farmaci (sonnolenza indotta da ansiolitici, rigidità muscolare e bradicinesia da neurolettici), depressione (risposta B errata), il timore di cadute e la perdita dell'abitudine al movimento, fattori socio-ambientali come la solitudine, l’indigenza e la malnutrizione. (risposta C errata).

Osteoporosi

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